venerdì 17 aprile 2009

Gli scheletri

Un palermitano cedette Alle insistenze Suo amico di uno delle Nazioni Unite e Andò trovarlo NEL Ridente Paese del Nord Iliata colomba viveva questi. Un giorno stavano Passeggiando in campagna quando l'amico, indicandogli Una villa lontana, divulgazione: «Lì Abita Il Cavaliere». E Proprio in tal quale Momento Il Terreno SI apri ei due sprofondarono in Una profondissima buca. SI non fecero niente, ma capirono Che Stato sarebbe impossibile risalire. Cominciarono uno Aiuto chiamare, pero Nessuno accorreva. A un Tratto Il Terreno SI smosse Ancora e Davanti a comparve un'apertura Loro Che Pareva l'Entrata Galleria di Una. Scelta non avevano, la varcarono. Era Una galleria infatti, lunghissima, e tal quale il Che videro li atterrì. Lungo le Pareti c'erano centinaia e centinaia di scheletri, ognuno illuminato da Una piccola lampada. Principiarono uno percorrerla, tremanti, NEL tanfo insopportabile perche Ancora da qualche osso pendevano Lembi di Carne Marcia. Camminarono vuote e camminarono Sotto Lo Sguardo delle occhiaie e Il ghigno dei teschi. «Madonna santa, ma qua e Peggio Che NELLA cripta dei Cappuccini!», Balbettò Il palermitano. Allo stremo delle Forze, DOPO Aver Percorso chilometri, videro Una Porta. Ansanti, l'aprirono. E SI trovarono in Una lussuosissima camera da letto. Sbalorditi, SI voltarono uno Guardare da colomba erano Venuti. Non avevano Aperto Una porta, ma le ante dell'armadio del Cavaliere.

Andrea Camilleri