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venerdì 8 gennaio 2010

Essere o non essere questo è il problema...


“Io sono il pallido prence danese,
che parla solo, che veste a nero.
Che si diverte nelle contese,
che per diporto va al cimitero.
Se giuoco a carte fo il solitario
suono ad orecchio tutta la Jone.
Per far qualcosa di ameno e gaio
col babbo morto fo colazione.
Gustavo Modena, Rossi, Salvini
stanchi di amare la bionda Ofelia
forse sul serio o forse per celia
mi han detto vattene, con Petrolini, dei salamini.
Il gallo canta. Il padre mio ha fatto l'uovo. È là, mi si presenta sotto le spoglie di un
fantasma. Ma di ben so fantasma non hai mai preso qualche equivoco in tempo di vita
tua? Lo so ti fu inoculato il veleno in un orecchio. Ha il cimiero alzato, grida vendetta,
sarai vendicato! sarai vendicato!
Della defunta madre incestuosa,
spesso, fremente, pulso l'avello.
Buongiorno mamma, che fa? Riposa.
Perché la uccisi, prese cappello
Essere o non essere questo è il problema... e pensare che metà dell'umanità ha passato la
vita a studiare queste parole. Essere o non essere... (continua)

Ettore Petrolini (Il teatro - Newton Compton, Roma 1993)

lunedì 6 luglio 2009

Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti.


Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti.


Dai libri imparo meno che dalla vita; un solo libro mi ha molto insegnato: il vocabolario. Ma adoro anche la strada, ben più meraviglioso vocabolario.

Ho visto un cane che dimenava la coda dell'occhio.

Ho visto un gatto che mi guardava in cagnesco.

Ho visto un religioso talmente casto che si rifiutava di entrare nelle macellerie per non sentire gli stimoli della carne.

Ho visto un uomo tanto pauroso che si spaventava per una fiera di beneficenza.

Ho visto una gallina con la pelle d'oca.

Ettore Petrolini

giovedì 28 maggio 2009

NERONE: Atto unico del 1917

ETTORE PETROLINI (Roma, 1886-1936) è stato un grande attore comico teatrale e cinematografico. Il suo personaggio di romano cinico e sbruffone è tuttora attuale (non a caso un attore moderno come Gigi Proietti riprende spesso i suoi personaggi, le sue scenette e le sue battute che mantengono inalterata la loro carica comica). Sul palcoscenico Petrolini era un vulcano di battute, doppi sensi, sfottò (prese in giro), parole storpiate e freddure, spesso inventate al momento in un rapporto molto diretto, a tu per tu, col pubblico che affollava i teatri (ad esempio, l'Ambra Jovinelli all'Esquilino). Un vero e proprio gran giocoliere delle parole. La tradizione vuole che non abbia rinunciato alla battuta sarcastica nemmeno sul letto di morte: vedendo entrare il sacerdote con l'olio santo avrebbe mormorato: "Adesso sì che sono fritto". Quella che segue è una scena tratta da uno dei suoi pezzi teatrali più famosi, Nerone. Il testo è stato ripreso in un film del 1930, Nerone, girato dallo stesso Petrolini con la regia di Alessandro Blasetti; il film era una satira non tanto velata di Mussolini e del regime fascista (continua)

http://www.scudit.net/mdnerone.htm