Visualizzazione post con etichetta Giordano Bruno Guerri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Giordano Bruno Guerri. Mostra tutti i post

mercoledì 2 febbraio 2011

Ma libertà non è cambiare padrone.


"E intorno a noi il timore e la complicità di un popolo. Quel popolo che disprezzato da regi funzionari e infidi piemontesi sentiva forte sulla pelle che a noi era negato ogni diritto, anche la dignità di uomini. E chi poteva vendicarli se non noi, non più disposti a chinare il capo (continua)

Tratto da "Il sangue del sud" di Giordano Bruno Guerri (Mondadori 2010)

sabato 22 gennaio 2011

La fede comportava divinità da venerare più in celebrazioni pubbliche che nell'intimo della coscienza.


Da parte loro, i briganti trovavano nell'aperta complicità del clero una legittimazione nobilitante. La loro ingenua religiosità, fatta di credenze ataviche, mentalità e riti ereditati da secoli, accolse festosamente l'ambita protezione spirituale. Nelle tasche delle loro giacche non mancavano mai ritratti sacri e santini vari, prove sicure di una viscerale fede popolare. Come accade ai mafiosi di oggi - che passano con disinvoltura dal kalashnikov all'ostia consacrata, alternando omicidi e preghiere (continua)

Giordano Bruno Guerri (da "Il sangue del sud - Antistoria del risorgimento e del brigantaggio" - 2010 - Mondadori)