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martedì 5 gennaio 2016

I reati di opinione l'intolleranza a volte si veste da democrazia

 
Chi segue questa rubrica sa che io mi batto da anni contro i reati di opinione che sono in gran parte un retaggio del Codice fascista di Alfredo Rocco. In una democrazia i reati di opinione non dovrebbero avere diritto di cittadinanza.
Adesso Francesco Storace è a processo per 'vilipendio del Capo dello Stato' avendo definito 'indegno', a suo tempo, il comportamento di Giorgio Napolitano . In seguito il leader della Destra si è scusato con il Presidente che l'ha 'perdonato' (continua)
 
 

sabato 13 giugno 2015

Care donne scusate, è anche colpa vostra


Le donne hanno fatto un altro passo avanti sulla strada della parità. Prima morivano sette anni dopo gli uomini, adesso questo scarto si è dimezzato: 3,8. Ben gli sta. Hanno voluto entrare nel mondo del lavoro maschile e ne hanno assunto tutto lo stress, fumano, bevono, si fanno di coca. Eppoi nella competitività sul lavoro – altra fucina di nevrosi - non hanno rivali (continua)


Questo Bel Paese alluvionato dai soliti ignoti: noi


Genova. Parma. Grosseto. Trieste. L'Italia cade in pezzi. Ogni autunno, ma ormai anche in altre stagioni, ci sono alluvioni del tipo di quelle cui stiamo assistendo in questi giorni. E ogni volta si grida allo scandalo e si additano al ludibrio delle genti i responsabili che possono essere, a piacere, il sindaco, il governo, la burocrazia, il Servizio metereologico che ha sbagliato le previsioni, la Protezione civile che non è intervenuta in tempo e con mezzi adeguati (continua)


lunedì 9 febbraio 2015

Chi è l'infame? Daniele Luttazzi


Non aspettavano altro. La procura di Civitavecchia ha iscritto Daniele Luttazzi nel registro degli indagati per una presunta frode fiscale di 140 mila euro. Il moralista che conduce da anni una campagna contro i misfatti di Silvio Berlusconi preso con le mani nella marmellata (continua)


Non solo Isis: un mare di miseria ci farà affogare


All'Assemblea delle Nazioni Unite il presidente Obama ha dichiarato che quella dell'Isis «non è una guerra di religione ma una guerra contro il Progresso». L'ha seguito il presidente iraniano Rohani parlando di «guerra contro la civiltà». Per una volta due leader mondiali sono riusciti a guardare un po' più in là del proprio naso. Quella dell'Isis è, per dirla con Evola, 'una rivolta contro il mondo moderno', che per il momento ha connotazioni religiose e islamiche ma che in futuro potrebbe assumerne anche altre (continua)

 

martedì 27 gennaio 2015

Consulta e Csm: il vergognoso balletto orchestrato dai partiti


Donato Bruno, uno dei possibili 'papabili', insieme a Luciano Violante, all'incarico di giudice della Corte Costituzionale per completarne la composizione, ma la cui candidatura, come quella del collega, con cui viaggiava in tandem, era stata bloccata per settimane perché in Parlamento, dopo varie tornate, nessuno dei due era riuscito a raggiungere il quorum, aveva dichiarato un paio di giorni fa: «Ritengo doveroso rimettere nelle mani del presidente Silvio Berlusconi la mia candidatura» (continua)
 
 

domenica 18 gennaio 2015

Le quattro mosse per sanare il calcio dall'overdose mortale


Carlo Tavecchio, neopresidente della Federcalcio, è stato ferocemente osteggiato per essersi lasciato andare a una battuta infelice: aveva definito un giocatore di colore «un mangiatore di banane» (Buon Dio, non si può dire più nulla, il nostro vocabolario, come nel '1984' di Orwell, sarà presto ridotto a una 'neolingua' fatta di eufemismi ridicoli). Però le sue prime proposte di riforma, riduzione della rosa delle squadre a 25 giocatori, almeno 8 devono provenire dal vivaio, non più di due extracomunitari per squadra, sono coerenti e, sia pur puntando su diversi obbiettivi, vanno tutte nella stessa direzione (continua)
 
 

Caro Capanna, ti autoassolvi con troppa disinvoltura


Ho letto la bella intervista di Emiliano Liuzzi a Mario Capanna. Conosco Capanna dal 1968 e ho per lui stima e anche affetto. Perché è stato una delle rarissime persone capace di entusiasmarmi, agli inizi del movimento studentesco, non ancora MS. Capanna era personalmente contrario alla violenza. Preferiva gli sberleffi ludici, come il lancio delle uova alla Scala sulle 'sciure' invisonate. O come quando in Largo Gemelli, con un megafono in mano, ordinò ai carabinieri della locale stazione di arrendersi. Fummo subito caricati e ci rifugiammo in una chiesa sconsacrata, lì vicino. Ma eravamo circondati, in trappola. Capanna con altri afferrò una grande asse di legno che serviva per i restauri e la usò come un maglio contro una porticina che dava sul retro. Era una scena medioevale (continua)

 

lunedì 3 novembre 2014

Perché è giusto salvare "il soldato Allam" anche se non lo amo


Magdi Cristiano Allam è sotto processo davanti al Consiglio disciplinare dell'Ordine dei giornalisti su ricorso dell'avvocato Luca Bauccio in rappresentanza di un'associazione legata all'Unicoi (Unione delle comunità islamiche d'Italia). L'accusa è quella di 'islamofobia', per quanto Allam ha scritto e scrive. L'avvocato Bauccio si fa forte di un precedente, quando il Consiglio di disciplina dell'Odg, su pressioni della comunità ebraica, sanzionò, con due mesi di sospensione, il direttore di un giornale lombardo che pubblicava scritti ritenuti antisemiti (continua)


martedì 14 ottobre 2014

La ricetta anti-crisi è trovare il coraggio della decrescita


Secondo l’Istat a luglio i prezzi al consumo sono aumentati solo dello 0,1% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Ancora più significativi sono i dati del ‘carrello della spesa’: frutta e verdura costano il 10% in meno, sempre rispetto al 2013 e i prodotti per la cura delle persone e della casa registrano un   -0,6%. L’inflazione è sotto l’1%. “Siamo legati agli oggetti, non buttiamo via mai niente” dice il sociologo dei consumi Italo Piccoli e l’economista Fausto  Panunzi aggiunge: “Si è portati a risparmiare quasi compulsivamente, a comprare solo lo stretto necessario” (continua)

 

Caro Craxi, ti sei venduto anche Nenni.


Caro Craxi, sono socialista da quando ho l'età della ragione. E lo rimango. Perchè quella di sposare libertà e giustizia sociale mi pare ancora l'idea più bella. Ma, insieme a quelli ideali e politici, mi legano al socialismo italiano anche motivi affettivi. Ho cominciato, come forse ricordi, la mia carriera all'"Avanti!", quando era ancora un giornale, nel '71, e benchè vi sia rimasto solo due anni sono stati i più belli, i più sereni, i più intensi della mia vita professionale. Era un bell'ambiente, umano e politico, un pò bohèmien, un pò hippy, quello dell'"Avanti!" di Milano di allora. Il partito era all'opposizione (mi pare che ci fosse il governo Andreotti-Malagodi) e si poteva scrivere quel che si voleva (continua)
 
Massimo Fini (L'Indipendente - 30 aprile 1992 - tratto dal volume "Senz'anima - Italia 1980/2010" - Chiare Lettere - maggio 2010)
 

domenica 12 ottobre 2014

In questa guerra degli orrori io scelgo quelli dell'Isis


Ma è mai possibile che in Italia appena uno pone una questione un po’ seria, anche se scomoda, debba essere sommerso dal coro di indignazione bipartisan come sta capitando al deputato Cinquestelle Alessandro Di Battista (‘abominevole’, ‘pericoloso’, ‘ignorante’, ‘nemico interno’ fino al ‘minchione’ appioppatogli da Francesco Merlo)? Eppure Di Battista affronta un nodo cruciale per capire la nascita, la crescita e l’affermarsi del radicalismo islamico: di fronte a un nemico invisibile o irraggiungibile, perché ti bombarda con robot teleguidati da migliaia di chilometri di distanza o con caccia che, senza una contraerea, non possono essere colpiti, che cosa resta a una resistenza? O subire passivamente o darsi al terrorismo (continua)
 
 

domenica 7 settembre 2014

L'Europa dovrebbe cacciarci a pedate


Non è l'Italia che deve andarsene dall'Europa, come vorrebbero alcuni partiti, ma l'Europa che dovrebbe cacciarci a pedate nel sedere. Perché ci mancano gli standard minimi. Che non sono quelli economici e finanziari, che sono recuperabili e in parte recuperati, dall'odiatissimo, non a caso, governo Monti, ma etici, che sono irrimediabili (continua)

 

giovedì 17 luglio 2014

A cent'anni da Sarajevo i Balcani rischiano di ripiombare nel caos


Con l'assassinio il 28 giugno del 1914, a Sarajevo, dell'Arciduca Francesco Ferdinando e di sua moglie per mano di un giovane serbo, Gavrilo Princip, ha inizio l'età contemporanea. Non quella moderna che era partita molto prima. In genere a scuola e nelle università si fa iniziare la Modernità con la scoperta delle Americhe, che poi scoperta non era, di Cristoforo Colombo (1492). Ma non è solo una data convenzionale è anche priva di senso. La Modernità comincerà due secoli e mezzo dopo con la Rivoluzione industriale che (continua)

 

lunedì 14 luglio 2014

Se il Bene porta guerre, allora preferisco il Male


Nell'orgia di retorica seguita alla scomunica dei mafiosi, del tutto priva di significato nella sua genericità, è passata inosservata una frase di Papa Bergoglio: «Chi non adora Dio di conseguenza adora il Male». Frase di una gravità inaudita che non può essere «voce dal sen fuggita» perché detta da uno che sa, o dovrebbe sapere, quel che dice. Io non adoro Dio, semplicemente non credo alla sua esistenza. Ma se mai ci credessi penserei che è un sadico perché ha creato l'uomo, l'unico essere vivente ad avere una lucida consapevolezza della propria fine (continua)


martedì 8 luglio 2014

Immunità parlamentare e Nazionale di calcio va in onda l'Italia peggiore

 
Mentre la Nazionale italiana perde la faccia (tranne Buffon, ma Buffon, come il suo grande predecessore Zoff, è friulano, appartiene a un'altra razza, Gemona insegna), i nostri uomini politici, che la faccia non l'hanno mai avuta, si azzuffano sulla questione se i componenti del nuovo Senato debbano godere dell'immunità parlamentare, come i loro colleghi deputati, pur non essendo eletti dal popolo. La questione è molto semplice: l'immunità va tolta a tutti, senatori e deputati, tranne che per «le opinioni espresse e i voti dati nell'esercizio delle loro funzioni» come recita l'articolo 68 della Costituzione (continua)

 

Lo scandalo Mose e le "cose raccapriccianti" che finanziano i partiti


Oggi è di moda sparare sulla burocrazia. Non c'è uomo politico, non c'è partito che non accusi la burocrazia, per le sue complicatezze, soprattutto in materia fiscale, di essere un peso insopportabile per l'imprenditoria italiana oltre che un angoscioso tormento per la vita del singolo cittadino. Bene, secondo uno studio della Confartigianato negli ultimi sei anni, da metà aprile del 2008 a marzo di quest'anno, il Parlamento ha approvato 629 norme in materia fiscale, di queste solo 72 semplificano le procedure, 389 le complicano (continua)
 
 

domenica 6 luglio 2014

Lo scandalo Mose è la rappresentazione dell'Italia di oggi


Due giugno, Festa della Repubblica. Il Presidente Napolitano ha fatto, tutto festante, un bagno di folla traendone i più beneauguranti auspici (bisognerebbe stare attenti ai bagni di folla, visto i precedenti). Il premier Renzi si è fermato ad accarezzare i bambini (bisognerebbe stare attenti a strumentalizzare i bambini ad uso di propaganda politica, visto i precedenti) e poi si è fermato a prendere un caffè in un bar dell'Ara Coeli, sotto i flash dei fotografi, per far vedere che lui è 'uno come tutti gli altri' (continua)

 

mercoledì 2 luglio 2014

Macché Renzi. Ho vinto io le elezioni


Il vincitore delle elezioni non è Matteo Renzi. Sono io. Faccio parte infatti del più grande movimento politico italiano, quello degli astenuti, delle bianche e delle nulle che raggiunge il 45,8% guardando dall'alto dei cinque punti in più di percentuale il miserando 40,8% del Pd. Di questo movimento sono un veterano . Non voto da decenni. Me lo impedisce la mia religione (continua)

 

lunedì 30 giugno 2014

Elezioni, tra populismo solite partitocrazie e Gattopardo-Renzi

 
Un fantasma terrorizzante si aggira in Europa. Lo chiamano populismo. E hanno ragione di temerlo perché il cosiddetto populismo, sia di estrema destra che di estrema sinistra od oltre la destra e la sinistra com'è quello di 5Stelle, non è semplicemente un euroscetticismo, ma la contestazione radicale delle partitocrazie che, mascherate da democrazie, si sono impadronite di ogni Paese del Vecchio Continente. Emblematica è la situazione italiana (continua)