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mercoledì 15 maggio 2013

"Minico" di Rino Porrovecchio



Minico è un ragazzo di venticinque anni.
Ha perso il padre da un paio d'anni, per cancro.
Lui e sua mamma vivono con una misera pensione, in una casetta mal ridotta di Sferracavallo.
Lo conobbi ad una mostra fotografica.
Minico era il fidanzato di una mia amica fotografa.
Tarchiato, occhioni scuri e capelli neri come la pece, Minico, in quella occasione, rimase colpito da alcuni miei commenti alle foto in esposizione che tentavano maldestramente di cogliere differenze e similitudini tra la Palermo e la Berlino di strada (continua)


domenica 1 novembre 2009

Dove


Dove

Immobile/giaci/disteso tra la morbida seta/che si frappone tra te e le quattro pareti di legno/tua ultima ed eterna dimora./Sembri riposare/dolcemente rapito/tra le braccia di Morfeo./Attorno a te/tutto è tristezza/ed il freddo che avvolge il tuo corpo/ormai inerte/per sempre/rivela la tua assenza/definitiva./Delicatamente mi avvicino/e da ingenuo/mi domando/dove mai sarai/adesso.

Rino Porrovecchio (Fuoco di paglia)


venerdì 6 giugno 2008

Agorà

Una piazza,
la nostra (maestosa) città è tutta qua:
una piazza, una grande piazza
nella quale tutti transitiamo e ci intratteniamo
per qualche secondo o poche ore.
C'è il venditor di cianfrusaglie,
il politico prolisso,
il filosofo alienato,
il barbone ubriaco,
il gendarme integerrimo,
lo scolaretto che marina la scuola,
la massaia con la borsa della spesa,
il ladruncolo col bottino,
il pazzo scanzonato
ed il musicista, pittore, poeta ed attore.
C'è chi arriva e chi già se ne va
mentre gli astri dal cielo
ci guardano
e ridono (di noi).

Da Fuoco di Paglia (Rino Porrovecchio - Ediz. Libroitaliano World - 2006)