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lunedì 9 febbraio 2015

Chi è l'infame? Daniele Luttazzi


Non aspettavano altro. La procura di Civitavecchia ha iscritto Daniele Luttazzi nel registro degli indagati per una presunta frode fiscale di 140 mila euro. Il moralista che conduce da anni una campagna contro i misfatti di Silvio Berlusconi preso con le mani nella marmellata (continua)


mercoledì 20 ottobre 2010

Luttazzi, il disastro Italia fa (anche) ridere


E’ da ieri in libreria per Feltrinelli “Almanacco Luttazzi della nuova satira italiana” (446 pagg, 18 euro), un compendio del meglio della comicità italiana assemblato da Daniele Luttazzi allo scopo di ridere, con intelligenza,
della disastrata realtà italiana. Dal suo blog è nato un vero e proprio esperimento di satira dove i veri protagonisti sono i lettori con i loro sguardi. Eccone una sintesi.

Noemi ai giornalisti: “Silvio è come un padre per me. Per questo io lo chiamo ‘Papi’ e lui mi chiama ‘Soon-Yi’”. (Giorgio Marti)
Cinema
Il giudice Rosario Priore sull’Airbus 330: “Molte le analogie con Ustica. Mi auguro solo che le indagini non conducano a un altro film diretto da Marco Risi”. (Silvio Di Giorgio)
Soprannomi
Corea del Nord, scelto anche il nomignolo per il figlio del dittatore Kim Jong-il: sarà “PierKim”. (Leo Serrabrotto)
Indovinelli
Mai stato con prostitute, mai con minorenni, mai corrotto giudici, mai conti off-shore, mai evaso le tasse. Chi sono? (Luca Fracassi)
Masturbazione
Ancora ignote le cause di una pioggia di girini in Giappone. Godzilla: “Neanche una sega in pace ci si può fare?” (continua)

Daniele Luttazzi (Il Fatto Quotidiano del 13 ottobre 2010)

sabato 14 agosto 2010

Una democrazia liberale


L'ukase bulgaro di Berlusconi:”Via dalla Rai Biagi, Santoro e Luttazzi perchè hanno fatto un uso criminoso della tv pubblica pagata coi soldi di tutti.”
Criminoso? Ehi ehi ehi ehi ehi, Berlusca: non siamo noi quelli coi precedenti penali.
E poi, proprio perchè la Rai è pagata coi soldi di tutti non è giusto che trasmetta solo quello che vuoi tu, tesoro.
(Mostra un fascicolo) Questa è la citazione con cui Berlusconi mi chiede 20 miliardi per diffamazione a causa dell'intervista a Marco Travaglio. Questa è la firma di Berlusconi e questa quella del suo avvocato. All'epoca era Romano Vaccarella, che nel frattempo è diventato giudice della Corte Costituzionale. Quindi si mette bene, per me. (Risate. Daniele finge d'arrabbiarsi.) Eh: ridete, ridete (continua)

Daniele Luttazi

lunedì 15 febbraio 2010

La mia sfida ai cinque tabù della Rai, intervista di Andrea Scanzi, il manifesto, 3 marzo 2003


Il suo ultimo spettacolo, Adenoidi, è ovunque sold out. La clandestinità teatrale rafforza il legame fisico-affettivo tra artista e spettatore. In tv, Luttazzi non ci può andare. “Ed è un peccato. La tv offre possibilità tecniche che il teatro non ha.” Paga ancora le polemiche di Satyricon. Berlusconi non ha risposto. Ha querelato.

Lui, Forza Italia, Fininvest, Mediaset e Cremonini ( il boss della carne ) mi chiedono più o meno 160 miliardi di lire. Non ce li ho. Non faccio l'idraulico. L'anno scorso Berlusconi ha imposto l'esclusione dalla Rai di Biagi, Santoro e Luttazzi.

Un dirigente Rai mi ha spiegato che esistono cinque temi tabù su cui non si può ironizzare liberamente come piace a me: la religione, il capo dello Stato, gli handicap fisici, le razze diverse e l'omosessualità. L'ho ringraziato. La prossima volta che torno in tv, in diretta, la prima battuta che dirò sarà: “ Cristo d'un Dio!, dice Ciampi, quello zoppo di un negro è una checca! “

Qualcuno ti chiede ancora se esiste la censura in Italia.

Io ne sono una prova (continua)


Andrea Scalzi
(Il Manifesto, 3 marzo 2003)


martedì 19 gennaio 2010

LUTTAZZI INTERVISTE - Che ridere, tutto va male, di Carla Benedetti.


Ci sono cose che non si possono dire senza il tempo lungo dell'articolazione del pensiero. E ci sono cose di cui non si può parlare senza indignazione. Altrimenti dai per scontato che siano inevitabili. La cultura di sinistra aderisce da decenni all'obbligo pseudo-epocale di essere ironici. L'ironico non usa il suo enunciato, ma lo menziona, lo cita come se fosse quello di un altro, a cui fa eco. Questo è ciò che viene esaltato come virtù massima: una rinuncia al contagio delle idee ( titolo di un libro di Sperber ), una rinuncia a parlare in termini di alternativa. Una miscela di cinismo e rassegnazione. Lo mette bene in evidenza Daniele Luttazzi nel suo “ La castrazione “ ( Feltrinelli ). D'Alema dichiara: “Il berlusconismo non è un fenomeno transitorio. “ Luttazzi replica: “Che bell'alibi.” D'Alema: “ Dovrei dire di no a Canale 5 che mi chiede un'intervista? “ Luttazzi: “ Naturale che dovresti dire di no. (...) Smettete di andare nei loro talk-show. Date un segno. “ Qualcuno si chiede come mai ci siano rimasti solo i comici a dire certe cose.


Daniele Luttazzi - LUTTAZZI INTERVISTE - Che ridere, tutto va male, di Carla Benedetti, L'espresso, 24 luglio 2003