Esopo (Favole)
lunedì 28 ottobre 2013
IL DEPOSITARIO E IL GIURAMENTO
Esopo (Favole)
martedì 6 ottobre 2009
I DUE CANI
Così non si possono biasimare i fanciulli pigri, quando li rende tali l’educazione dei loro genitori.
sabato 26 settembre 2009
IL CIGNO E IL SUO PADRONE
Dicono che i cigni si mettano a cantare al momento della morte. A un tale capitò di veder messo in vendita un cigno e, sentendo che era un uccello dal canto dolcissimo, lo acquistò. Un giorno che aveva ospiti a tavola andò ad invitarlo perché cantasse alla fine del banchetto, ma in quell’occasione il cigno rimase zitto (continua)
(Esopo (Favole)
mercoledì 16 settembre 2009
IL PESCATORE CHE BATTEVA L’ACQUA
Così anche negli Stati, per i demagoghi gli affari vanno bene specialmente quando essi son riusciti a seminare il disordine nel loro paese.
Esopo (Favole)
giovedì 10 settembre 2009
LA VESPA E IL SERPENTE
Una vespa, posatasi sulla testa di un serpente, lo tormentava, pungendolo senza tregua col suo aculeo. Quello sconvolto dal dolore, non riuscendo a vendicarsi della sua nemica, cacciò la testa sotto la ruota di un carro sì morì lui insieme con la vespa.
La favola mostra che c’è della gente disposta a morire pur far morire i suoi nemici.
lunedì 7 settembre 2009
L'imbroglione
Un imbroglione s’era impegnato con un tale a dimostrare che l’oracolo di Delfi mentiva. Nel giorno stabilito, prese in mano un passerotto e, copertolo col mantello, andò al tempio, si fermò in faccia all’oracolo, e gli chiese se quel che teneva tra le mani respirava o no. Se gli fosse stato risposto di no, egli intendeva mostrare il passero vivo: se invece gli fosse stato detto che respirava, l’avrebbe strozzato prima di tirarlo fuori. Ma il dio, comprendendo il suo malizioso proposito, rispose: “Smettila, uomo, perché sta in te far sì che ciò che hai in mano vivo oppure morto”.
La favola insegna che la divinità non può esser colta in fallo.
Esopo (Favole)
I LUPI E LE PECORE
I lupi, che facevano la posta a un gregge di pecore, non riuscivano ad impadronirsene a causa dei cani che lo sorvegliavano, e allora decisero di ricorrere all’astuzia per raggiungere il loro scopo. Mandarono ambasciatori alle pecore, e chiesero la consegna dei cani, affermando che erano essi i responsabili delle loro relazioni ostili. Una volta che li avessero in mano, la pace avrebbe regnato tra di loro. Le pecore, senza sospettare quel che le aspettava, consegnarono i cani; e i lupi, una volta padroni di questi, sterminarono senza difficoltà il gregge rimasto indifeso.
Così anche quegli Stati che consegnano senza difficoltà i loro capi, senz’avvedersene sono tosto soggiogati dai nemici.
Esopo (Favole)