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domenica 9 gennaio 2011

Due mucche spiegano i vari metodi di governo


LEZIONE DI POLITICA ECONOMICA
(attualizzata secondo la nostra situazione politica)

SOCIALISMO:
Hai 2 mucche. Il tuo vicino ti aiuta ad occupartene e tu dividi il latte con lui.
COMUNISMO:
Hai 2 mucche. Il governo te le prende e ti fornisce il latte secondo i tuoi bisogni.
FASCISMO:
Hai 2 mucche Il governo te le prende e ti vende il latte.
NAZISMO:
Hai 2 mucche. Il governo prende la vacca bianca ed uccide quella nera (continua)

Anonimo

giovedì 3 settembre 2009

Ecco la black list di Silvio Berlusconi. I nemici del Premier uno per uno


E’diventato indispensabile fare un inventario aggiornato dei nemici di Silvio Berlusconi. Ormai la lista è lunga e si rischia di non capirci più niente senza avere notizie attendibili delle new entry. L'inventario non segue una scrupolosa cronologia ma si attiene alla stagioni politiche:

1) i comunisti, non solo quelli che aderiscono e diriggono i due partiti che si fregiano del simbolo della falce e martello, ma anche quelli che, sotto mentite spoglie, militano nel Partito democratico;

2) la sinistra, sinonimo di comunisti, con la quale non è possibile avere alcun dialogo, perché è rappresentata da bugiardi, appprofittatori, spargitori di fango a buon mercato e così via;

3) l’opposizione, sinonimo di comunisti e di sinistra, della quale fanno parte il Partito Democratico e l’Italia dei Valori.

4) le toghe rosse che hanno un solo obiettivo da quando è sceso in politica, disarciornarlo e tradire la volontà del popolo; a causa di ciò, sono sovversivi, golpisti, autori di complotti anche recenti per sostituire il Presidente del Consiglio, eletto democraticamente con una personalità non eletta dal popolo (continua)

Sicilia Informazioni

sabato 22 agosto 2009

Ho deciso: non parteciperò alle primarie!


Alla fine è una decisione sofferta, ma visto l'andazzo e le candidature espresse, e soprattutto visto gli "sponsor" e gli "staff" dietro a ciascun candidato, cosa non di secondo piano nell'organizzazione di un partito, ho deciso di passare questo giro. Non parteciperò alle primarie. Si facciano pure il loro segretario, io non mi farò complice di un'operazione la cui cronaca io affiderei senza batter ciglio a Giuseppe Tomasi di Lampedusa.
Ritengo peraltro il PD stia facendo un errore mortale con l'idea di fare un segretario anche futuro candidato presidente del Consiglio, scimmiottando Berlusconi che, al contrario, è un unicum irripetibile e inimitabile nel bene e nel male.
Ma chi lo ha detto che uno bravo in un ruolo lo sia anche nell'altro? Non è che comunque qualunque candidato raggiungerebbe comunque, in uno dei due ruoli, il suo livello di incompetenza? (continua)

http://www.democraticionline.it (19 agosto 2009)

Silvio Berlusconi: dopo il libertinaggio, la cura della virtù Articolo di Personaggi d'Italia, pubblicato sabato 8 agosto 2009 in Francia.

[Libération]

Vacanze in famiglia, visite a L’Aquila: il Cavaliere vuole fare dimenticare le sue scappatelle.

Né sedute di trapianti di capelli come in passato, né le abituali feste dionisiache nella sua sontuosa residenza sarda di Villa Certosa: le vacanze estive di Silvio Berlusconi dovrebbero essere, quest’anno, all’insegna della tranquillità, della famiglia, del lavoro e della forma fisica. Ieri, il Presidente del Consiglio ha fatto la sua ultima trasferta prima della pausa [estiva, N.d.T.], andando a firmare un accordo energetico ad Ankara. Fino alla fine, il numero uno italiano ha tentato di dare l’immagine di un uomo d’affari anche in piena estate. Mentre gli attacchi sulla sua vita privata continuano – mercoledì, uno dei suoi ex senatori, Paolo Guzzanti, l’ha definito “un gran porco che disprezza le donne” - il Cavaliere cerca di coprire gli scandali con la sua attività politica.

Papi

Silvio Berlusconi ha previsto di interrompere più volte le sue vacanze, in particolar modo per fare dimenticare le polemiche provocate dall’ apparizione pubblica (continua)

http://italiadallestero.info/archives/7116

Sul profilo Facebook, leader Pd confessa: da 10 anni pago l’affitto in nero


Per fare outing sull’affitto ha scelto il social network più famoso del mondo. Sul profilo Facebook di Mario Adinolfi, ex candidato alla Segreteria del Partito democratico, infatti, è comparso ieri uno “stato-confessione” secondo cui Adinolfi avrebbe pagato l’affitto in nero per dieci anni senza mai denunciare il fatto (vedi immagine sotto). Questione di solidarietà, secondo quanto il proprietario del profilo spiega nei commenti: l’affittuaria è una donna sola con un figlio a carico (continua)

Emilio Fabio Torsello 22 agosto 2009 (Diritto di critica)



Il 'manifesto' di Ignazio Marino


Come molti ragazzi della mia generazione preparavo gli esami di medicina in compagnia di un mito, un medico anche lui, Che Guevara, il cui sguardo spiccava sul poster appeso nella mia camera. Crescendo ho affiancato a quella immagine la foto di Enrico Berlinguer con i capelli scompigliati dal vento, pubblicata sulla prima pagina de l’Unità quando morì. In quegli stessi anni in cui si formava la mia coscienza di adulto, attraverso l’educazione familiare e lo scoutismo consolidavo le mie convinzioni di credente su principi che non escludevano la partecipazione al fermento sociale degli anni Settanta. Tempo dopo, vivendo e lavorando negli Stati Uniti, mi sono ritrovato a curare con il trapianto il fegato decine di veterani del Vietnam che si erano ammalati di epatite durante la guerra. Dai drammatici racconti di quei soldati contro i quali avevo manifestato da ragazzo, e dalle loro sofferenze di uomini, ho compreso meglio le responsabilità della politica, le colpe di governi che non esitano a manipolare la realtà e a privare della felicità le persone che, in genere, aspirano ad una vita serena e onesta (continua)


Prof. Ignazio Marino (chirurgo, senatore Pd)

martedì 21 luglio 2009

Non e' possibile la registrazione di Beppe Grillo nell'anagrafe del Pd poiche' egli ispira e si riconosce in un movimento politico ostile al PD


La commissione di Garanzia del PD mi ha lanciato una fatwa: "Non e' possibile la registrazione di Beppe Grillo nell'anagrafe del Pd poiche' egli ispira e si riconosce in un movimento politico ostile al PD. La delibera verra' resa nota sul sito nei prossimi giorni''. In una sola frase hanno ammesso che:
1. esiste un movimento politico popolare
2. tale movimento è "ostile" al PD
3. se un cittadino può iscriversi o meno al PD (dove D sta per Democratico) lo decide una fantomatica commissione di Garanzia, non lo Statuto (continua)

Blog Beppe Grillo (15.07:2009)


martedì 30 giugno 2009

Idee per il Pd e per l'Italia. Bersani incontra i giovani


Con i ballottaggi si è chiuso un appuntamento elettorale difficile. Bisogna riconoscere l’impegno e la mobilitazione senza risparmio di centinaia di migliaia di militanti, candidati e dirigenti, segretario in testa. Abbiamo davvero combattuto e non sono mancate le buone prove, sia dove abbiamo vinto sia dove abbiamo perso. Nell’insieme non è stato un risultato buono per noi, ma non tanto cattivo da impedirci di vedere che la destra deve ridimensionare le sue aspettative e che noi possiamo riprendere il cammino. Riprendere il cammino significa innanzitutto riconoscere senza esitazioni che ci sono cose da correggere, alla luce dell’esperienza dei nostri primi venti mesi di vita. Abbiamo dunque bisogno di un confronto aperto e positivo; dobbiamo sottrarci ai personalismi ed alle semplificazioni che sembrano ormai una cosa sola con i meccanismi di comunicazione e che spesso ci prendono la mano. Rimuovere i problemi non si può, se davvero crediamo nel nostro progetto (continua)

Pierluigi Bersani

Appuntamento: mercoledì 1 luglio 2009 h 16.30 - Teatro Ambra Jovinelli Indirizzo: Via Guglielmo Pepe 43/47 Roma

Facebook

sabato 20 giugno 2009

Raffaele Lombardo (Catania, 29 ottobre 1950)

Raffaele Lombardo (Catania, 29 ottobre 1950) è un politico italiano, presidente della Regione Siciliana dal 2008. Fondatore e leader del Movimento per l'Autonomia, è stato presidente della Provincia di Catania dal 2003 al 2008 e parlamentare europeo dal 2004 al 2008. Laureato in medicina e chirurgia e specializzato in psichiatria forense, nel 1977 è dirigente nazionale del Movimento Giovanile della Democrazia Cristiana guidato da Marco Follini. Nella DC fa carriera all'ombra di Calogero Mannino, del quale viene considerato delfino. Consigliere ed assessore al Comune di Catania, il 22 giugno 1986 è eletto deputato alla Assemblea Regionale Siciliana nel collegio di Catania con 37.900 voti di preferenza su 204.647 di lista (continua)

http://it.wikipedia.org/wiki/Raffaele_Lombardo

martedì 16 giugno 2009

Movimento per la Democrazia - La Rete

La Rete. Nata a Trento il 26 agosto 1990 inizialmente come corrente della Democrazia Cristiana, il Movimento per la Democrazia - La Rete, detto semplicemente La Rete, fu un partito politico italiano fondato il 24 gennaio 1991 da Leoluca Orlando, sindaco di Palermo fino a un anno prima esatto, Carmine Mancuso, Nando Dalla Chiesa, Diego Novelli e Alfredo Galasso, e sotto la spinta di movimenti cattolici coordinati da padre Ennio Pintacuda (uno degli animatori del movimento cattolico che negli anni Ottanta dette luogo alla cosiddetta (continua)

sabato 25 aprile 2009

Franceschini un consiglio: datti una mossa!

Eppure il Dario Franceschini mi è simpatico, forse per il suo passato di moderato, vissuto vicino a Benigno Zaccagnini o per l'aria di bravo ragazzo che manifesta.
Nella sua ultima accorata azione mi sembra però di rivedere un pò del fare perdente del "Walter che fu". Mi sembra un pò assurdo quest'accanimento per la candidatura di Di Pietro alle europee, scelta di candidatura che invece io condivido.
Con questo modo di fare, secondo me, il Dario rischia di perdere di vista, ancora una volta, il contendente reale da combattere e questo forse solo per assecondare i voleri di un "partito che non c'è" impegnato a cercare di conquistare una "leadership", magari esclusiva o più rappresentativa, fra i perdenti (continua)

lunedì 6 aprile 2009

Aldo Moro: Discorso al Congresso della Democrazia Cristiana (29 giugno 1969)

Signor Presidente,

Cari amici, questo Congresso presenta alcuni elementi di novità che devono essere rilevati. Esso si svolge in anticipo sulle scadenze statutarie come conseguenza, da un lato, del carattere un po' artificioso del Congresso di Milano, dall'altro dei movimenti sociali e di opinione pubblica, messi in evidenza dalle elezioni dell'anno scorso. Esso dovrebbe dare perciò maggiore consapevolezza dei problemi del Paese ed un assetto del Partito più giusto ed aperto in piena armonia con la politica di centro-sinistra. Siamo poi di fronte alla logica della proporzionale, che riflette esattamente la Democrazia cristiana, ma insieme ne frammenta le forze. Nessuno schieramento può raggiungere la maggioranza in Congresso e presentare la propria posizione come piattaforma ideale e programmatica della Democrazia cristiana.' Tuttavia, a limitare questa dispersione, vi è il composito raggruppamento d'Impegno Democratico e, dall'altra parte, lo schieramento delle forze di sinistra, unite, pur nella loro diversità, in una comune azione congressuale e nella iniziativa politica susseguente. Numericamente essi in sostanza si bilanciano (continua)

domenica 11 gennaio 2009

Craxi: Discorso alla Camera dei Deputati del 29 Aprile 1993

Circa dieci mesi or sono prendendo la parola di fronte alla Camera dissi con franchezza cio' che un ex Presidente della Repubblica defini' poi come l'apertura di quella "grande confessione" verso la quale avrebbe dovuto e dovrebbe aprirsi, con tutta la sincerità necessaria, tutto o gran parte almeno del mondo politico. I giudici che mi accusano l'hanno considerata invece come una "confessione extragiudiziale" elevandola subito e senz'altro a prova di primo grado contro di me. Quella per la verità era ed è rimasta la sola prova di quell'accusa. Sempre che una dichiarazione una analisi ed una riflessione fatte di fronte al Parlamento possano essere considerate alla stregua di una prova penale. Ricordo che, ancor prima di allora, commentando a caldo le prime esplosioni scandalistiche milanesi che aprivano il libro dagli inesauribili capitoli apertosi poi un po' dovunque, mi ero permesso semplicemente di dire :"Su quanto sta accadendo la classe politica ha di che riflettere". Questa affermazione fu allora maltrattata come espressione di un atteggiamento intimidatorio, provocatorio, financo ricattatorio. In realtà non era difficile avvertire gia' da allora tutta la dimensione del problema che si era aperto, tutta la sua gravità e la sua complessità. Non era difficile cogliere la inutilità e l'errore di una difesa e di una giustificazione che non fossero improntate al linguaggio della verità (continua)

Bettino Craxi


martedì 6 gennaio 2009

LA BANDA DELLA MAGLIANA, LA P2, I SERVIZI, LA DESTRA EVERSIVA

Il 16.10.1981 cadeva in un agguato il latitante Balducci Domenico, noto boss della c.d. banda della Magliana, quartiere periferico di Roma. Nell'ambito delle indagini per far luce su tale episodio, emergeva che tale organizzazione criminale, di eccezionale pericolosità, aveva in posizione di vertice tale Pippo Calò, latitante da oltre un decennio, processato in questi giorni a Palermo poiché indicato come componente la "cupola" mafiosa. Dagli accertamenti raccolti in più processi, emergeva che la banda della Magliana aveva rapporti di reciproco scambio di favori con estremisti di destra, nonché con personaggi del mondo economico-finanziario quali, fra gli altri, Flavio Carboni e Roberto Calvi e con personaggi appartenenti ad apparati deviati dello Stato tra i quali Francesco Pazienza ed esponenti del vertice dei Servizi Militari deviati (continua)

Fonte: dalla requisitoria dei pubblici ministeri Libero Mancuso e Attilio Dardani, 15.3.1986 (Istruttoria dell'autorità giudiziaria di Bologna sulla strage del 2 agosto 1980)




domenica 21 dicembre 2008

COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA SULLA LOGGIA MASSONICA P2

La trattazione che abbiamo condotto nel corso dei capitoli che precedono ci consente di procedere alla formulazione di alcune considerazioni di ordine conclusivo, specifiche sul problema della Loggia P2 e del suo inserimento nella vita del Paese. L'esame di queste situazioni ci consente in primo luogo di ribadire con fermezza il rilievo assoluto che la Loggia P2 ha rivestito nelle vicende della vita nazionale, intrecciandosi ad essa secondo trame che, se non completamente conosciute, non è possibile ignorare o ridurre ad interpretazioni di basso profilo. Questa è stata peraltro la valutazione che l'opinione pubblica - alla quale sola, si spera, troppo affrettatamente si è inteso fare riferimento, in pur autorevole sede, quando sì è parlato di "improvvisati tribunali di opinione" - ha istintivamente fornito al momento della pubblicazione delle liste, con un generale movimento di allarme e di necessariamente generica riprovazione (continua)

(Legge 23 settembre 1981, n. 527)


venerdì 19 dicembre 2008

Bettino Caxi - Discorso alla Camera dei Deputati del 3 luglio 1992

Nella vita democratica di una Nazione non c’è nulla di peggio del vuoto politico. Da un mio vecchio compagno ed amico che aveva visto nella sua vita i drammi delle democrazie, io ho imparato ad avere orrore del vuoto politico. Nel vuoto tutto si logora, si disgrega e si decompone. In questo senso ho sempre pensato e penso che un minuto prima che una situazione degeneri, bisogna saper prendere una decisione, assumere una responsabilità, correre un rischio (continua)

Bettino Craxi, 3 luglio 1992

giovedì 13 novembre 2008

Dichiarazione di voto dell'Italia dei Valori alla legge finanziaria 2009

"Signor Presidente del Consiglio, anzi signor Presidente Videla, lei è proprio un capo di Governo modello Argentina. Lei ha umiliato e umilia ogni giorno il Parlamento con colpi di mano che violano ogni regola di democrazia parlamentare. Proprio pochi minuti fa, lei ha promosso e realizzato l'ultimo atto provocatore e promotore di una deriva antidemocratica, ovvero la nomina a presidente della Commissione di vigilanza RAI di una persona scelta dalla sua maggioranza. Lo dico a chi ci ascolta in diretta: questa maggioranza parlamentare ha avuto l'arroganza di scegliere anche chi deve rappresentare l'opposizione. Si tratta di un comportamento tipico, appunto, delle dittature argentine (continua)

http://www.antoniodipietro.com/

martedì 16 settembre 2008

Governi ombra

Devono essere stati consigliati dallo straordinario successo che ha avuto il governo ombra nazionale, non si spiega diversamente la nascita del governo ombra siciliano, che anticipa ogni altra regione italiana. Un bel risultato, non c’è che dire. Si erano avute delle avvisaglie corpose prima delle ferie estive, il coordinatore regionale Francantonio Genovese aveva manifestato la volontà di dare vita a questo organismo, ma la coda velenosa della campagna elettorale e la richiesta pressante di mandare a casa l’intero gruppo dirigente, poi rientrata, avevano posto in secondo piano l’obiettivo, ma si capiva lontano un miglio dai toni usati che ce l’avrebbe fatta. Il governo ombra siciliano assomiglia, invero, a un’assemblea, il vecchio comitato regionale dei partiti, una cosa a mezzo fra il seminario permanente e l’organo consultivo di un partito tradizionale, ma è solo una sensazione, l’annuncio è inequivocabile, si tratta di governo ombra e così è stato riferito dalle testate d’informazione.

da "Sicilia Informazioni"

mercoledì 3 settembre 2008

In un paese normale....

In un paese normale si rispettano le regole e non se ne creano di nuove per disciplinare un'abuso pubblico.
In un paese normale non ci sono orde di speculatori "apolitici" che si muovono secondo la direzione del vento politico.
In un paese normale ci dovrebbe essere un popolo sovrano abilitato a scegliere gli uomini che lo governino.
In un paese normale la banda bassotti sono personaggi dei fumetti e non la classe politica al governo.
In un paese normale l'opposizione critica in modo intelligente l'azione della maggioranza e non scompare all'ombra con un proprio governo (appunto ombra) che non si vede e men che meno si sente.
In un paese normale le parti politiche in campo hanno propri ideali e non recitano a braccio secondo i tempi stabiliti da despoti che, più che "unti", sono principalmente"cocainomani" e viziosi"mandrilli".
In un paese normale i giornalisti denunciano gli abusi e le porcate amministrative per quelle che sono.
Non credo che il vivere di oggi sia in un paese normale!

giovedì 28 agosto 2008

Ricambi, alternanze, innovazioni, valori e identità: Concita De Gregorio

Sono cresciuta in un Paese fantastico di cui mi hanno insegnato ad essere fiera. Sono stata bambina in un tempo in cui alzarsi a cedere il posto in autobus a una persona anziana, ascoltare prima di parlare, chiedere scusa, permesso, dire ho sbagliato erano principi normali e condivisi di una educazione comune. Sono stata ragazza su banchi di scuola di città di provincia dove gli insegnanti ci invitavano a casa loro, il pomeriggio, a rileggere ad alta voce i testi dei nostri padri per capirne meglio e più piano la lezione. Sono andata all’estero a studiare ancora, ho visto gli occhi sbigottiti di coloro a cui dicevo che se hai bisogno di ingessare una frattura, nei nostri ospedali, che tu sia il Rettore dell’Università o il bidello della Facoltà fa lo stesso, la cura è dovuta e l’assistenza identica per tutti. Sono stata una giovane donna che ha avuto accesso al lavoro in virtù di quel che aveva imparato a fare e di quel che poteva dare: mai, nemmeno per un istante, ho pensato che a parità di condizioni la sorte sarebbe stata diversa se fossi stata uomo, fervente cattolica, ebrea o musulmana, nata a Bisceglie o a Brescia, se mi fossi sposata in chiesa o no, se avessi deciso di vivere con un uomo con una donna o con nessuno. Ho saputo senza ombra di dubbio che essere di destra o di sinistra sono cose profondamente diverse, radicalmente diverse: per troppe ragioni da elencare qui ma per una fondamentale, quella che la nostra Costituzione – una Costituzione antifascista - spiega all’articolo 2, proprio all’ inizio: l’esistenza (e il rispetto, e il valore, e l’amore) del prossimo. Il “dovere inderogabile di solidarietà” che non è concessione né compassione: è il fondamento della convivenza. Non erano mille anni fa, erano pochi. I miei genitori sapevano che il mio futuro sarebbe stato migliore del loro. Hanno investito su questo – investito in educazione e in conoscenza –ed è stato così. È stato facile, relativamente facile. È stato giusto. Per i nostri figli il futuro sarà peggiore del nostro. Lo è. Precario, più povero, opaco. Chi può li manda altrove, li finanzia per l’espatrio, insegna loro a “farsi furbi”. Chi non può soccombe. È un disastro collettivo, la più grande tragedia: stiamo perdendo la fiducia, la voglia di combattere, la speranza. Qualcosa di terribile è accaduto negli ultimi vent’anni. Un modello culturale, etico, morale si è corrotto. La politica non è che lo specchio di un mutamento antropologico, i modelli oggi vincenti ne sono stati il volano: ci hanno mostrato che se violi la legge basta avere i soldi per pagare, se hai belle le gambe puoi sposare un miliardario e fare shopping con la sua carta di credito. Spingi, salta la fila, corrompi, cambia opinione secondo la convenienza, mettiti al soldo di chi ti darà una paghetta magari nella forma di una bella presidenza di ente pubblico, di un ministero. Mettiti in salvo tu da solo e per te: gli altri si arrangino, se ne vadano, tornino a casa loro, crepino. Ciò che si è insinuato nelle coscienze, nel profondo del Paese, nel comune sentire è un problema più profondo della rappresentanza politica che ha trovato. Quello che ora chiamiamo “berlusconismo” ne è stato il concime e ne è il frutto. Un uomo con un potere immenso che ha promosso e salvato se stesso dalle conseguenze che qualunque altro comune cittadino avrebbe patito nelle medesime condizioni - lo ha fatto col denaro, con le tv che piegano il consenso- e che ha intanto negli anni forgiato e avvilito il comune sentire all’accettazione di questa vergogna come fosse “normale”, anzi auspicabile: un modello vincente. È un tempo cupo quello in cui otto bambine su dieci, in quinta elementare, sperano di fare le veline così poi da grandi trovano un ricco che le sposi. È un tempo triste quello in cui chi è andato solo pochi mesi fa a votare alle primarie del Partito Democratico ha già rinunciato alla speranza, sepolta da incomprensibili diaspore e rancori privati di uomini pubblici. Non è irrimediabile, però. È venuto il momento di restituire ciò che ci è stato dato. Prima di tutto la mia generazione, che è stata l’ ultima di un tempo che aveva un futuro e la prima di quello che non ne ha più.Torniamo a casa, torniamo a scuola, torniamo in battaglia: coltivare i pomodori dietro casa non è una buona idea, metterci la musica in cuffia è un esilio in patria. Lamentarsi che “tanto, ormai” è un inganno e un rifugio, una resa che pagheranno i bambini di dieci anni, regalargli per Natale la playstation non è l’alternativa a una speranza.“Istruitevi perché abbiamo bisogno di tutta la vostra intelligenza”,diceva l’uomo che ha fondato questo giornale. Leggete, pensate,imparate, capite e la vita sarà vostra. Nelle vostre mani il destino.Sarete voi la giustizia. Ricominciamo da qui. Prendiamo in mano il testimone dei padri e portiamolo, navigando nella complessità di questo tempo, nelle mani dei figli. Nulla avrà senso se non potremo dirci di averci provato.

Da: “Il nostro posto” di Concita De Gregorio – (l'Unità Anno 85 n. 232 - sabato 23 agosto 2008)