mercoledì 6 gennaio 2016
CACCIARI: “MATTEO ABBATTE I SIMBOLI DELLA SOCIALDEMOCRAZIA PER SEDURRE IL CENTRODESTRA”
venerdì 28 febbraio 2014
LA LEZIONE DI MACHIAVELLI: «REPUBBLICA INETTA NAZIONE CORROTTA»
lunedì 20 settembre 2010
Cacciari boccia Vendola e le primarie “perché se le vince Nichi il Pd è morto”
Per quanto Silvio Berlusconi sia “arrivato al limite dello psichiatrico” questo Pd “così come è non è in grado di sostituirlo” e fare le primarie, “come chiede Vendola, significherebbe decretarne la mai nascita, la morte”. Massimo Cacciari, sembra avere chiaro in mente come si evolverà la situazione politica. Partendo dalle elezioni anticipate che, assicura, saranno “al massimo in primavera” perché “Berlusconi non può andare avanti tre anni così, si sputtanerebbe in modo totale”.
Cacciari è conoscitore e osservatore attento delle geometrie politiche. Grande sostenitore di Romano Prodi, entrò giovanissimo in Potere Operaio per poi passare al Pci. Deputato dal 1976 al 1983 è stato primo cittadino di Venezia dal 1993 al 2000 e poi di nuovo nel 2005. Deluso dall’evoluzione del Partito democratico, ha abbandonato la politica attiva dopo la conclusione del mandato di sindaco nell’aprile 2010. Da allora, dice il filosofo, ”ho ripreso a studiare, insegnare ma certo osservo” ciò che accade “con attenzione”. Tanto da prevedere appunto il voto anticipato (continua)
Davide Vecchi (Il Fatto Quotidiano - 15 settembre 2010)
domenica 30 settembre 2007
Massimo Cacciari: risposta a domanda di Raffaele Tucci
"Dove stanno le stanze dei bottoni oggi? Soprattutto queste stanze dei bottoni sono ormai del tutto sottratte a procedure di carattere politico. Chi comanda in quelle stanze dei bottoni, ammesso anche che riusciamo ad individuare dove stanno le stanze dei bottoni, è un sistema planetario, assolutamente deterritorializzato e quindi sottratto ad ogni forma di sovranità nazionale. Gli agenti sono decisi sulla base di tutto fuorché di procedure di carattere politico. D’altra parte i problemi che abbiamo evocato sono problemi che vanno decisi, che sono decisi a livello globale. Certamente per un lungo periodo saremo ancora in presenza di Stati nazionali. Il processo di riduzione della loro sovranità sarà molto lento e, secondo me, non è un male che sia lento, perché dovremmo anche affrontare il problema del nostro adattamento a queste epocali trasformazioni. Il nostro adattamento anche mentale, psicologico. Noi stiamo vivendo, da una generazione a questa parte, in una situazione di terremoto permanente. Quindi che gli Stati nazionali, in qualche modo, resistano, anche antropologicamente e psicologicamente, al carattere esplosivo del processo di globalizzazione, economico, mercantile e finanziario, non è tutto negativo. Però è una resistenza. Dobbiamo essere consapevoli che è una resistenza: il vecchio Stato nazionale è finito. Manda ancora luce, come le stelle, morte da chissà quanto tempo, illuminano ancora, ci servono ancora di notte, ma loro probabilmente non esistono più. Quindi bisogna rendersi conto che dobbiamo immaginare, cominciare a immaginare ordini, norme, del tutto metastatuali, metanazionali. Alcuni organismi esistono, ma sono organismi sottratti ad ogni legittimazione democratica. È possibile la loro democratizzazione? Il problema non riguarda soltanto le Nazioni Unite, ma riguarda tutti gli Organismi internazionali, quelli commerciali e così via. Riguarda
da: INTERVISTA A MASSIMO CACCIARI -