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lunedì 28 marzo 2011

Il Governo va avanti per B. Oggi la prescrizione breve, domani il nucleare


La guerra e il “dolore” di Berlusconi sulla sorte dell’amico Gheddafi non distolgono il resto del governo dal guardare alla soluzione dei problemi del premier. La commissione Giustizia della Camera approva la prescrizione più corta per gli incensurati all’interno del provvedimento sul processo breve, che andrà in aula lunedì prossimo. Risultato: secondo i calcoli di Stefano Ceccanti del Pd, il processo per la corruzione giudiziaria dell’avvocato inglese David Mills, che oggi andrebbe in prescrizione nel febbraio 2012, si prescriverà, invece, il prossimo maggio. Insomma, se il 28 marzo la Camera approverà voterà la nuova legge a Milano ci sarà il tempo per un’unica udienza (continua)

Sara Nicoli e Davide Vecchi (Il Fatto Quotidiano - 22 marzo 2011)

giovedì 11 novembre 2010

Ruby, il pm decise che doveva andare in comunità


Critiche da tutta l'opposizione e da Confindustria dopo la rivelazione delle telefonate del premier per far rilasciare la minorenne marocchina. Ma a preoccupare Berlusconi, più di tutto, è l'insofferenza allo scandalo dell'alleato leghista.
Doveva andare in una comunità. Così aveva deciso il pm dei minori di Milano Annamaria Fiorillo, che era di turno il 27 maggio scorso quando Ruby venne fermata e portata in Questura. Quella sera il pm Fiorillo, contattato più volte dalla Questura, dispose innanzitutto di compiere accertamenti su chi fosse la ragazza, sprovvista di qualsiasi documento di identità. Documento che, nonostante le ricerche nell’appartamento che la giovane aveva detto di aver condiviso con l’amica che l’ha poi denunciata, non venne trovato (continua)

Davide Vecchi e Fabio Amato (Il fatto Quotidiano - 30 ottobre 2010)

lunedì 20 settembre 2010

Cacciari boccia Vendola e le primarie “perché se le vince Nichi il Pd è morto”


Per quanto
Silvio Berlusconi sia “arrivato al limite dello psichiatrico” questo Pd “così come è non è in grado di sostituirlo” e fare le primarie, “come chiede Vendola, significherebbe decretarne la mai nascita, la morte”. Massimo Cacciari, sembra avere chiaro in mente come si evolverà la situazione politica. Partendo dalle elezioni anticipate che, assicura, saranno “al massimo in primavera” perché “Berlusconi non può andare avanti tre anni così, si sputtanerebbe in modo totale”.
Cacciari è conoscitore e osservatore attento delle geometrie politiche. Grande sostenitore di Romano Prodi, entrò giovanissimo in Potere Operaio per poi passare al Pci. Deputato dal 1976 al 1983 è stato primo cittadino di Venezia dal 1993 al 2000 e poi di nuovo nel 2005. Deluso dall’evoluzione del Partito democratico, ha abbandonato la politica attiva dopo la conclusione del mandato di sindaco nell’aprile 2010. Da allora, dice il filosofo, ”ho ripreso a studiare, insegnare ma certo osservo” ciò che accade “con attenzione”. Tanto da prevedere appunto il voto anticipato (continua)

Davide Vecchi (Il Fatto Quotidiano - 15 settembre 2010)

domenica 29 agosto 2010

Finalmente qualcosa di sinistra. Ma a dirla sono i finiani


Lettera aperta di Farefuturo ai pidiellini moderati. Paradossalmente un manifesto di quello avrebbe dovuto dire il Pd che affida, invece, il suo controcanto a Veltroni e alla sua algida lettera al Corriere della Sera.
Messaggi chiari e coraggio delle proprie idee. Nanni Moretti lo suggerisce al suo centrosinistra ormai da decenni. E invece sembra esser stato ascoltato dai “dissidenti” del Pdl, i finiani di Farefuturo. Che oggi scrivono (l’ennesima) lettera all’universo berlusconiano.
“Ma come parla? Le parole sono importanti”, diceva Moretti in “Palombella Rossa” nel 1989. Pds, Ds, Ulivo, Pd: il centrosinistra pare continui a non seguire i suggerimenti del regista. I vari segretari hanno lasciato correre anche quel “D’Alema reagisci, dì qualcosa di sinistra”, nel film “Aprile” del 1998, con l’Italia in piena era berlusconiana. E sono ormai passati quasi dieci anni da quando nel febbraio 2002 in piazza Navona il regista accusò pubblicamente i vertici del partito: “Con questo tipo di dirigenti non vinceremo mai”. Moretti criticava agli allora leader dell’Ulivo la “timidezza, la moderazione, il non saper più parlare alla testa, all’anima, al cuore delle persone”. Il problema del centrosinistra, disse, “è che per vincere bisogna saltare due, tre o quattro generazioni”. Una è già andata. E a leggere la lettera del fondatore del Partito Democratico, “Scrivo al mio Paese e vi dico cosa farei”, pubblicata dal Corriere della Sera, sembra che ancora una volta Moretti rimarrà inascoltato (continua)

Davide Vecchi (Il Fatto Quotidiano - 24 agosto 2010)