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martedì 14 dicembre 2010

Le sconfitte dei candidati democratici travolti dall'effetto Vendola.


Effetto-Vendola”, scrivono tutti i giornali, a partire dal Corriere della Sera. E l’effetto Vendola ci deve sicuramente essere, se è vero che ancora una volta il leader di Sinistra e libertà è riuscito a partecipare a una vittoria considerata impossibile, quella di Giuliano Pisapia (“Effetto Pisapia”) alle primarie di Milano. Ma questo ennesimo tracollo ripropone anche un altro problema: quello del Pd come un Re Mida al contrario, che tutto quello che tocca trasforma in metallo povero e trascina alla sconfitta. Dopo la disfatta del suo ultimo candidato, il professor Stefano Boeri, battuto di ben cinque punti nel capoluogo meneghino, il Partito democratico si interroga sullo strano paradosso che lo vuole spesso promotore delle primarie, ma quasi sempre incapace di vincerle.
E dire che i segnali – a Milano come a Bari ieri, a Bologna come a Torino domani – ci sono sempre (continua)

Luca Telese (Il Fatto Quotidiano del 16 novembre 2010)

mercoledì 20 ottobre 2010

Il Pd scompare, Vendola e Di Pietro ne approfittano


Ieri il Pd è finito nel gorgo. Se la guardi in un altro modo Piazza San Giovanni è come un vortice, come un mulino. Alle sei di sera la piazza è così piena che la gente inizia a defluire dal lato alto, creando una fiumana in direzione dell’ospedale San Giovanni. Ma proprio mentre questo accade, succede che uscendo, i primi manifestanti espulsi dal circuito, gettino l’occhio verso via Merulana, lunghissima, che è ancora piena di bandiere rosse, e striscioni, e cori. Ma in quel momento, dopo quasi quattro ore dall’inizio della manifestazione, c’è ancora una coda di corteo che si trova a piazza Esedra. E allora si verifica il paradosso: quelli che escono che applaudono al serpentone di quelli che continuano a entrare. Proprio in quel momento Nichi Vendola, che sta uscendo, si affaccia a via Merulana, getta l’occhio sulla prospettiva in fuga ed esclama: “E’ un successo pazzesco” (continua)

Luca Telese (Il Fatto Quotidiano - 17 ottobre 2010)

lunedì 20 settembre 2010

“Gli voglio bene, ma rottamiamoli”


Walter doveva andare in Africa e ha comprato casa a New York, D'Alema è finito in Puglia.

Vai a cercare Sergio Staino, la bandiera della satira politica, per chiedere a lui come vede il grande terremoto della sinistra che non c’è. Come spiega la sciagura delle lotte intestine, delle faide antiche fra dirigenti nemici, fra vecchio e nuovo. Cerchi lui perché di questi tempi, mentre i dirigenti del Pd si scambiano lettere e stilettate sui giornali, gli intellettuali sono molto più liberi di dire e giudicare. Provi a chiedere al papà di Bobo che cosa dovrebbe fare l’opposizione in cerca di identità, e scopri un fiume in piena.

Sergio, metà dei dirigenti del Pd si stanno candidando per le primarie, ritornano a esternare Veltroni e D’Alema, che ne pensi?

Non mi far parlare, ti prego (continua)

Luca Telese (Il Fatto Quotidiano del 17 settembre 2010)

martedì 22 giugno 2010

La Camera, Vietnam del Cavaliere


Puntando tutto sul Senato per l'approvazione della legge bavaglio, Berlusconi si è indebolito a Montecitorio
.
La telefonata che ha cambiato i rapporti di forza in campo è iniziata così: “Scusa Umberto, ma ti voglio chiedere una cosa. Tu, il testo del Senato, lo hai letto bene? Perché...”. Umberto è Umberto Bossi. E dall’altro capo del telefono c’era Gianfranco Fini. Se Silvio Berlusconi avesse potuto intercettare quella telefonata, molto probabilmente, gli sarebbe venuto un coccolone (continua)

Luca Telese (Il Fatto Quotidiano del 18 giugno 2010)

lunedì 3 maggio 2010

La versione (sola) di Scajola


Scajola
fa rima con “Sòla”. Se non altro quella romanissima che il ministro si illude di poter rifilare agli elettori raccontando favole amène sulla sua povera casetta di via del Fagutale. Dopo prime dichiarazioni difensive da non dimenticare (frasi come “E’ stato violato il segreto istruttorio!” o “Si sta cercando di mettere in mezzo mia figlia!”) Scajola ha rilasciato ben tre interviste esilaranti con cui pretende di far credere agli italiani che ha pagato una casa di dieci stanze in un condominio esclusivo con vista sul Colosseo quanto un quadrilocale al Tiburtino terzo con terrazzino abusivo (continua)

Luca Telese (Il Fatto Quotidiano - 3 maggio 2010)

venerdì 2 aprile 2010

L’ultimo libro di Berlusconi: una raccolta di lodi di fan rigorosamente anonimi. Il trionfo dell’amore ad personam


La prima notizia la conoscete già: ieri è uscito in libreria l’ultimo libro di Silvio Berlusconi, il suo terzo capolavoro. La seconda è ancora migliore: nella fotografia di copertina il nostro beneamato premier è ringiovanito ulteriormente. Il che significa che, tenendo questo passo, bastano altri due titoli e ce lo ritroveremo effigiato con il grembiulino dell’asilo. La terza cosa che dovete sapere è che ancora una volta Berlusconi è mille anni luce davanti a tutti: L’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio (Mondadori, 15 euro 262 pagine) è probabilmente il primo libro di un politico che è già corredato, fin dalla tipografia, di un avvincente inserto satirico (continua)

Luca Telese (da il Fatto Quotidiano del 10 marzo 2010)