I
manganelli della polizia sugli operai di Terni gettano una ulteriore manciata
di sale su una ferita non facilmente rimarginabile — ammesso che alle parti
interessi rimarginarla. Quella aperta dal duro contenzioso, verbale e dunque
politico, tra il Pd di governo e i sindacati, ovvero tra la nuova
configurazione (almeno in senso cronologico) della sinistra italiana e le sue
radici profonde (continua)
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mercoledì 6 gennaio 2016
sabato 13 giugno 2015
LÌ DOVE IL BISAGNO SCORRE NELLE CASE
Il decreto “Sblocca Italia” sarà ufficialmente
presentato alla stampa con qualche settimana di ritardo perché mancano
ancora le marche da bollo, la vidimazione del Coreco, il visto
dell’Arpa, il placet della Corte dei Conti, il parere del Tribunale dei
minori, la valutazione di impatto dell’Ente Valutazione Impatti,
l’approvazione dell’Ordine dei geometri comunali e la lettera di nulla
osta (prevista dalle normative europee) degli ambasciatori dei 98 paesi
in rapporti commerciali con l’Italia. Ma che cosa dice, nella sostanza,
questo discusso provvedimento del governo Renzi? (continua)
Michele Serra (Jack's Blog - La Repubblica - 17 ottobre 2014)
lunedì 3 novembre 2014
"Keep Calm and state zitti" - «L’AMACA» DEL 6 SETTEMBRE 2014
Il combinato disposto Twitter/quarantenne
renziano è devastante. Nel senso che la forzata sentenziosità di Twitter
esalta la spocchia di una nuova classe dirigente che sta mettendo a
dura prova la simpatia con la quale è stata accolta. “Dovete stare zitti
perché noi abbiamo vinto e voi avete sempre perso” (continua)
Michele Serra (Jack's Blog - La Repubblica - 6 settembre 2014)
CALDARROSTE NUOVE A PALAZZO CHIGI
La sfida dei Mille giorni di Matteo Renzi fa discutere l’opinione
pubblica e divide il mondo politico. Mille giorni calcolati a partire da
quando? Dal momento dell’annuncio o dal giorno dell’insediamento del governo?
Vanno messi nel computo anche i giorni festivi? E gli eventuali e inevitabili
giorni di malattia di ministri e sottosegretari? I permessi per gravidanza e
allattamento? È stato tenuto in considerazione, da Palazzo Chigi, che il 2016
sarà anno bisestile? (continua)
Michele Serra (Jack’s Blog – La Repubblica– 5 settembre 2014)
martedì 14 ottobre 2014
DAI RITI CELTICI ALLA MACUMBA: L’EVOLUZIONE DI CALDEROLI
Secondo fonti sperabilmente non autorevoli,
Roberto Calderoli avrebbe chiesto la revoca della macumba orchestrata ai
suoi danni dal padre del ministro italoafricano Cécile Kyenge (clicca qui) , offeso per le dichiarazioni razziste del politico italopadano. Una macumba fortunatamente non è una fatwa. Ma sfortunatamente ha coinciso con una consistente raffica di
sciagure ai danni del suo destinatario (continua)
domenica 12 ottobre 2014
Gli sdraiati
Michele Serra in questo libro, edito nel
novembre 2013 nella collana narratori dalla Feltrinelli, affronta con la sua
consueta originalità e fantasia le problematiche relazionali che, da quando è
nato il mondo, contrappongono le diverse generazioni.
In particolare Serra crea una amena
dissertazione unilaterale che lo porta ad avventurarsi nell'universo del figlio
adolescente, accompagnandosi e in ciò rivisitando esperienze forse vissute nella
sua esistenza "sessantottina" (continua)
Essec
domenica 7 settembre 2014
SANTA BRIGITTA DAI TRE CALCAGNI
Dopo i fatti di Oppido Mamertina è in atto
il censimento delle processioni e delle feste patronali italiane. Vescovadi e
parrocchie sono tenuti a compilare un modulo nel quale si specifica se la
processione è autoprodotta (ma si tratta di pochissimi casi); se è stata data
in appalto a organizzazioni mafiose generiche oppure riconosciute e abilitate
dall’Ente Circhi; se c’è stata regolare gara di appalto tra le diverse cosche;
infine se i ricoveri per autoflagellazione, ferite conseguenti ai percorsi in
ginocchio, svenimenti e crisi isteriche siano soggetti a ticket (continua)
venerdì 28 febbraio 2014
Come rispondere a insulti e provocazioni
Alle medie andavo a judo, come tutti
quanti. Un cliché per un undicenne. Ero convinto che con un corso di
arti marziali sarei riuscito a superare i limiti del mio fisico
tutt'altro che imponente, addirittura speravo di arrivare a incutere un
reverenziale timore nei miei coetanei, come con naturalezza riuscivano a
fare gli amici meglio equipaggiati in peso e muscolatura. Rimasi
piuttosto deluso quando alla prima lezione - in uno scantinato che
puzzava di muffa - il maestro ci spiegò che la parola judo si poteva
tradurre come "via della gentilezza", e che avremmo imparato a usare la
forza dell'avversario per sottometterlo. Delusione, dicevo: volevo
diventare forte, io, dell'avversario me ne fregavo (continua)
Michele R. Serra (La Repubblica - 23 gennaio 2013)
martedì 14 gennaio 2014
«L’AMACA» DEL 25 OTTOBRE 2013 (Michele Serra)
Per
quanto infamante sia ogni nuova accusa che si abbatte su Berlusconi, la
volonterosa pattuglia degli Alfano e dei Quagliarello si affretta a ripetere
che «non avrà alcuna conseguenza sul governo» (continua)
Michele Serra (Jack's Blog - 25 ottobre 2013)
giovedì 14 marzo 2013
Quella ferocia contro i media
"L'unico giornale del quale mi fido è la Settimana
Enigmistica". Sono parole di Beppe Grillo. Me le ricordo bene anche perché
le ho scritte io. Non so se su una vecchia Olivetti o sul mio primo computer,
nella remota età di transizione dalla scrittura metalmeccanica e quella
digitale. Era l'autunno del 1990, lo spettacolo si chiamava "Buone notizie",
la regia era di Giorgio Gaber (continua)
Michele Serra (La
Repubblica - 08 marzo 2013)
giovedì 8 aprile 2010
La canzone a teatro - Introduzione
«Chi è Giorgio Gaber e perché parla male di tutti?». Così, parafrasando un celebre film americano, l’Unità del 24 novembre '78 titolava la mia recensione di Polli d’allevamento. Avevo già visto gli altri spettacoli di Gaber, ma era la prima volta che ne scrivevo: e fu un articolo piuttosto faticoso. Ero diviso tra l’ammirazione per la bravura dell’interprete, per la perfezione formale dello spettacolo, e la forte perplessità sui contenuti. «Parlare male di tutti» mi sembrava un esercizio troppo facile, troppo ovvio per un artista in possesso di mezzi espressivi così efficaci e così fuori dalla norma. E, sotto sotto, mi influenzava ancora il famigerato «cui prodest?» che portava – in tempi ormai remoti, per carità – i critici comunisti a confondere le ragioni di bandiera con le ragioni dell’arte. Mi seccava, insomma, che uno strumento così implacabile quale mi appariva Gaber sul palcoscenico non fosse al servizio di quella che ritenevo – e ritengo ancora – «la parte giusta».
Avevo ragione e avevo torto. Ragione perché intuivo che la fase del rifiuto, dell’invettiva, dell’analisi negativa non poteva esaurire il potenziale artistico di Gaber, giunto ormai, con Polli d’allevamento, all’estrema codificazione scenica del suo gran rifiuto nei confronti dei miti degli anni Settanta. Torto perché un contenutismo pedestre influenzava il mio giudizio impedendomi di risolvere il mio rapporto con la scena nell’unico modo che consente di interpretare serenamente e correttamente uno spettacolo ed il suo interprete: partendo, cioè dalla struttura, dall’individuazione di un linguaggio e del modo di intenderlo. Ma l’errore non era solo mio: gli spettacoli di Gaber, infatti, sono stati quasi sempre interpretati a partire dal cosiddetto «messaggio», il temibile cancro che ha portato alla metastasi, negli anni Settanta, l’immaginario collettivo della sinistra.
In questa chiave, il teatro di Gaber è stato visto come un’ininterrotta metafora dell’impotenza (continua)
Michele Serra (Giorgio Gaber: La canzone a teatro - 1982 - Il Saggiatore)
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