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venerdì 24 agosto 2012

Monti vive in un mondo di teorie macroeconomiche astratte e, quando la teoria e la realtà fanno a pugni, pensa che è sbagliata la realtà.


Ieri in moltissime città d’Italia sono cominciati i saldi. Però i negozi, al contrario delle estati scorse, sono rimasti vuoti. Solo di fronte ai negozi di lusso e alle vetrine delle grandi firme i ceti abbienti si sono messi in fila come sempre. Sono notizie come queste a raccontare la realtà italiana che l’Istituto Luce dei media italiani si sforzano inutilmente di pitturare in rosa (continua)

Antoniodipietro.it

martedì 10 maggio 2011

Passa il processo breve. La nostra protesta


Signor Presidente, ad una settimana esatta dalla decisione che questa maggioranza parlamentare ha preso qui per dire che «Ruby rubacuori» è la nipote di Mubarak, un'altra sconcezza ci apprestiamo, anzi vi apprestate, a deliberare oggi, quella sconcezza che voi chiamate processo breve.
Giustificate questa vostra sconcezza, questa vostra volgarità, questa vostra legge incostituzionale, chiamandola misura a tutela del cittadino in applicazione della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo. Come dire, chiamate Dracula a salvare un povero Cristo che si è tagliato le vene (continua)

Antonio Di Pietro (14 aprile 2011)

lunedì 7 febbraio 2011

Come fidarsi di un manager simile?


Dopo l’affondo di ieri, oggi Sergio Marchionne finge una mezza marcia indietro. Non è vero che pensa di spostare la direzione Fiat da Torino a Detroit, sostiene, perché “in Italia si fa troppa politica”. Tutt’alpiù si potrebbero moltiplicare le direzioni: una a Torino, una a Detroit, una in Brasile, un’altra chissà dove… (continua)

Antonio Di Pietro – 6 febbraio 2011

Parlamento senza dignità, solo i cittadini possono salvare l'Italia


Mi rivolgo al presidente del Consiglio, chiedendogli perché ancora una volta tiene impegnato il parlamento ad occuparsi dei fatti suoi anziché dei problemi degli italiani e ancora oggi non ha la buona creanza di presentarsi a giustificare i suoi comportamenti. D’altronde, lei presidente del Consiglio, da tempo ha trasformato quest’Aula in una sua succursale aziendale, pretende ogni giorno di ordinare a noi di sfornare leggi ad personam che assicurino la sua impunità. Lei ieri, ancora una volta, si è intrufolato nel telegiornale Rai per illudere i cittadini dicendo che il suo governo intenderebbe davvero occuparsi di (continua)

Antonio Di Pietro (3 febbraio 2011)

martedì 14 dicembre 2010

Lei si è messo a fare politica non per badare agli interessi dell’Italia ma per risolvere i suoi affari personali


Finalmente signor presidente del Consiglio oggi inizia la fine del suo impero di cartapesta. Qualunque sia il risultato numerico del voto di fiducia, qualunque sia il numero di voti comprati, è chiaro che non ha più quella maggioranza politica che le permette di governare. Le piaccia o non le piaccia è arrivato al capolinea della sua esperienza politica. Non le rimane che rassegnarsi al suo destino, consegnarsi alla magistratura e come un Noriega qualsiasi farsi giudicare. Pavido, pavido presidente del Consiglio che fugge. Scappi alle Bahamas, vada anche lei a nascondersi perché altrimenti sarà processato ed è questo che vogliono i cittadini che in questi anni non si sono fatti infinocchiare dalla sua propaganda fascista. Lei si è messo a fare politica non per badare agli interessi dell’Italia ma per risolvere i suoi affari personali, soprattutto quelli giudiziari, fuggiasco Berlusconi (continua)

Antonio Di Pietro (14 dicembre 201o)

Con Luigi, senza se e senza ma


Oggi vi parlo di Luigi De Magistris, voglio fare una scelta di campo senza se e senza ma: sto dalla sua parte e da quella di Sonia Alfano. Lo dico con chiarezza a coloro che ci attaccano al di fuori del partito e a quelli che ci contrastano all’interno dell’Italia dei valori, senza capire che proprio in questo momento serve unità e compattezza. Dobbiamo fare come i tre moschettieri: “uno per tutti, tutti per uno”. Luigi è accusato per quello che ha fatto nella sua attività da magistrato, per spirito di vendetta e proprio noi, suoi compagni di partito, dobbiamo fare squadra e non possiamo andargli contro, magari per toglierci qualche sassolino dalla scarpa (continua)

Antonio Di Pietro - 12 novembre 2010

domenica 7 novembre 2010

Omofobia, basta discriminazioni. La nostra proposta di legge


Questa mattina ho presentato un disegno di legge sul problema dell’omofobia. E’ una proposta che muove dalla necessità di porre un freno al pericoloso clima che sta investendo l’Italia. Esistono tante forme di intolleranza, ma tra queste l’omofobia e la transfobia sono tra le peggiori perché sono comportamenti che si preferisce ignorare, far finta che non esistano e sono troppo spesso tollerati (continua)

Antonio Di Pietro
- 27 ottobre 2010


mercoledì 20 ottobre 2010

Uno spregiudicato illusionista


Sig. presidente del Consiglio,

Lei è uno spregiudicato illusionista, anzi un pregiudicato illusionista che, anche oggi, ha raccontato un sacco di frottole agli italiani, descrivendo un’Italia che non c’è e proponendo azioni del Governo del tutto inesistenti e lontane dalla realtà.

Fuori da qui c’è un Paese reale che sta morendo di fame, di legalità e di democrazia e Lei è venuto qui in Parlamento a suonarci l’arpa della felicità come fece il suo predecessore Nerone mentre Roma bruciava.
Quella stessa Roma che anche oggi i barbari padani vogliono mandare al rogo, insieme alla bandiera e all’Unità d’Italia.
Sono sedici anni che racconta le stesse frottole, ma le uniche cose che ha saputo fare finora sono una miriade di leggi e provvedimenti per risolvere i suoi guai giudiziari o per sistemare i suoi affari personali (continua)

Antonio Di Pietro (29 settembre 2010)

domenica 4 luglio 2010

Ghe pensa la P2


Ieri il Presidente del Consiglio ha utilizzato Tg1 e Tg5, per fare i suoi
monologhi farneticanti sulla democrazia. Il governo Berlusconi sta alla democrazia come Josef Mengele, medico nazista nei campi di Auschwitz, stava alla medicina. Il "Ghe pensi mì" è un ritornello già sentito un anno fa, forse la sua memoria, sul far della senilità, lo ha tradito.
Il Presidente del Consiglio, in sostanza, dice che si occuperà personalmente di democrazia e libertà. Ve lo immaginate come un tesserato della P2 può occuparsi di democrazia?
Certamente a parole ha convinto e rassicurato qualche nonnina preoccupata del fatto che ultimamente, dal passo del San Gottardo a Ragusa, vede sempre più spesso riempirsi le piazze di cittadini insofferenti. Oggi per una fabbrica che chiude, ieri per la libertà di informazione, domani per il no all’acqua privata e al nucleare (continua)

Blog Antonio Di Pietro (3 luglio 2010)

sabato 17 aprile 2010

Un referendum contro il legittimo impedimento


Il legittimo impedimento è legge
. E’ l'ennesima "legge-porcata" del nostro Presidente del Consiglio, creata ad hoc per questa servile maggioranza parlamentare che chiude entrambi gli occhi, pur di assicurarsi la candidatura alle prossime elezioni. Che cos'e' il legittimo impedimento? Una legge che allarga a tutti i ministri, e non solo al Presidente del Consiglio, la possibilità di non essere processati. Basta dichiarare: "faccio il ministro, e in quanto tale, tu magistrato - anche se sono accusato di reati gravi - non mi puoi processare". Oggi si tratta di fatti di corruzione, della falsa testimonianza di Mills. Niente esclude, però, che domani possa riguardare episodi come lo spaccio di droga, l'omicidio, lo stupro. Anche in questi casi basta essere Ministro o Presidente del Consiglio per non essere processati. Cosa fare rispetto a questa preoccupante degenerazione del sistema dello Stato di diritto? (continua)

Blog Antonio Di Pietro 9 aprile 2010


venerdì 2 aprile 2010

Congresso Nazionale Italia dei Valori - L'alternativa per una nuova Italia - Roma 5-6-7 febbraio 2010 - SINTESI DEL PROGRAMMA


Congresso Nazionale Italia dei Valori - L'alternativa per una nuova Italia

Roma 5-6-7 febbraio 2010

SINTESI DEL PROGRAMMA

1. Lavoro
Per evitare i licenziamenti si deve generalizzare i contratti di solidarietà e raddoppiare la cassa integrazione ordinaria da 52 a 104 settimane
Disporre ammortizzatori sociali a favore di tutti coloro che ne sono privi
Abbattere il costo del lavoro per favorire le assunzioni a tempo indeterminato
Stabilire un salario minimo d’ingresso per i giovani pari ad almeno 1000 euro al mese
Recuperare l’evasione fiscale da destinare “metà e metà”: 50% per abbattere il debito dello Stato e 50% per ridurre le tasse sui lavoratori
Tassare con aliquota minima gli aumenti salariali dei prossimi contratti nazionali
Semplificare i contratti di assunzione in un'unica tipologia di inserimento lavorativo: l’apprendistato
Detassare la tredicesima mensilità per l’anno 2010
Individuare più stringenti sistemi e controlli per garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro
Prevedere la copertura dei periodi di assenza per maternità, malattia e infortunio per le partite Iva con un reddito inferiore a 20.000 euro l’anno
Ripristinare tutte le norme approvate dal governo Prodi in tema di sicurezza sul lavoro
Fissare un tetto massimo per le retribuzioni dei manager di banche, di aziende pubbliche e di aziende che ricevono aiuti di Stato 20-20-20: in sintesi proponiamo 20% l’aliquota minima su stipendi e pensioni, 20% la tassazione sulle rendite escluso i titoli di Stato, 20% aumento di stipendi e pensioni nei prossimi 3 anni per rilanciare i consumi (continua)

Italia dei Valori

lunedì 1 marzo 2010

Sentenza Mills: "La prova delle menzogne"


"David Mills è stato corrotto. È quel che conta anche se la manipolazione delle norme sulla prescrizione, che Berlusconi si è affatturato a partita in corso, lo salva dalla condanna e lo obbliga soltanto a risarcire il danno per il pregiudizio arrecato all'immagine dello Stato. Questa è la sentenza delle Sezioni unite della Cassazione. Per comprenderla bisogna sapere che la corruzione è un reato "a concorso necessario": se Mills è corrotto, il presidente del Consiglio è il corruttore.
Per apprezzare la decisione, si deve ricordare che cosa ha detto, nel corso del tempo, Silvio Berlusconi di David Mills e di All Iberian, l'arcipelago di società off-shore creato dall'avvocato inglese. "Ho dichiarato pubblicamente, nella mia qualità di leader politico responsabile quindi di fronte agli elettori, che di questa All Iberian non conosco neppure l'esistenza. Sfido chiunque a dimostrare il contrario" (Ansa, 23 novembre 1999). "Non conosco David Mills, lo giuro sui miei cinque figli. Se fosse vero, mi ritirerei dalla vita politica, lascerei l'Italia" (Ansa, 20 giugno 2008). Bisogna cominciare dalle parole - e dagli impegni pubblici - del capo del governo per intendere il significato della sentenza della Cassazione (continua)

Postato da Antonio Di Pietro (Blog 26 fabbraio 2010)


lunedì 15 febbraio 2010

Il NO al legittimo impedimento


Testo della dichiarazione di voto dell'Italia dei Valori sul "legittimo impedimento":

Sig. Presidente del Consiglio, oggi Lei e la sua maggioranza vi accingete ad approvare una leggina con cui stabilite che Lei e si suoi Ministri – per il semplice fatto che ricoprite tali cariche – potete decidere a vostro piacimento di non recarvi in Tribunale se un giudice penale vi chiama a rendere conto del vostro operato.

Si vergogni, sig. Presidente del Consiglio, per la Sua ennesima scelta immorale ed anticostituzionale!

Solo in un Paese barbaro e dittatoriale si può immaginare che un Presidente del Consiglio, poiché egli stesso è sotto processo, si fa fare una legge apposita per non farsi processare.

Ma che dico: si fa fare decine e decine di leggi a seconda del bisogno, raggirando di volta in volta la Costituzione italiana e la buona fede degli elettori.

E’ proprio vero che al peggio non c’è mai fine e lei, Presidente del Consiglio, rappresenta il peggior Capo del Governo che la storia repubblicana italiana possa ricordare.

Lei è peggio del suo sodale di un tempo, quel Bettino Craxi - che da Capo del Governo pure Lui – prima le ha venduto a suon di miliardi di lire il sistema televisivo italiano e poi, macchiatosi di gravi reati (come Lei, d’altronde), ha avuto – lui - almeno la vergogna di darsi alla latitanza.

Lei, invece, no. Lei è qui. Lei ha trovato una soluzione ancora più spudorata (continua)


domenica 1 novembre 2009

E' vero, dobbiamo stare attenti a chi imbarchiamo


Paolo Flores d’Arcais, prima su Micromega e poi con una intervista a Il Fatto, ha posto la questione dell’identità dell’Italia dei Valori e più ancora della qualità della sua classe dirigente. In particolare D’Arcais – dopo aver dato atto del brillante risultato ottenuto da Idv alle ultime elezioni europee (8% dei voti validi) e dopo aver esaminato nome per nome la classe dirigente di Idv distribuita sul territorio – ha segnalato una marcata dissonanza fra le nobili battaglie portate avanti a livello nazionale (e anche internazionale grazie alle magnifiche candidature proposte per le elezioni europee 2009) e taluni eletti o amministratori di Idv che fanno politica a livello territoriale (continua)

da Il Fatto Quotidiano n°13 del 7 ottobre 2009 Articoli | Antonio Di Pietro


venerdì 21 agosto 2009

Un conflitto di interessi singolare

Il presidente del Consiglio sputa nel piatto dove mangia e dichiara che "vorrebbe passare alla storia come uomo che ha sconfitto la mafia". Ma questo, oltre ad essere un chiaro e singolare conflitto di interessi, e' anche una presa per i fondelli degli italiani e dei veri eroi della lotta alla mafia, uomini del calibro di Falcone e Borsellino.

Come intende sconfiggere la mafia Silvio Berlusconi allevandola in casa? Prendendone il controllo dall’interno? Invitando alle sue solite cene private i vari Provenzano, Riina, De Stefano? I padrini di Cosa Nostra non li può comprare a buon prezzo come Bossi o Fini, se ci stringi un patto (di sangue) viene stralciata la clausola di risoluzione del contratto!

E poi, con quali voti pensa di fare la differenza politicamente nel Paese, il Cavalier nostrano, se non con quella dei sodali malavitosi?

Non è per caso lui che ha ospitato un assassino di Cosa Nostra in casa propria sotto le mentite spoglie di uno stalliere?

Non è per caso il suo partito un ottimo vivaio - nel presente Dell’Utri e, nel passato, Cuffaro - per uomini con forti relazioni con la criminalità organizzata?

Non è per caso proprio lui ad aver favorito con le leggi gli affari e l’incolumità dei criminali, attraverso la depenalizzazione dei reati finanziari, la contrazione dei tempi di prescrizione, l’eliminazione delle intercettazioni, il condono fiscale? (continua)

Blog Antonio Di Pietro (19 Agosto 2009)


martedì 21 luglio 2009

"Settimo non rubare" - Praticare e predicare


Al G8 hanno detto che bisogna compiere un'azione congiunta contro i paradisi fiscali e contro le società off shore; al G8 hanno detto: non peccare, settimo non rubare. Conseguentemente a ciò e ancor prima di ciò, gli Stati Uniti, Paese che nel G8 ha dato un'indicazione e un imprimatur su quella che dovrebbe essere l'azione degli otto Paesi più industrializzati, ha detto che, in primo luogo, i falsi in bilancio vanno condannati e che dopo tre volte, se qualcuno commette reati in materia societaria, non può essere condannato a meno di 20 anni di carcere. In Italia è stata fatta la depenalizzazione!

Praticare e predicare.

Al G8 è stato detto quello che è stato detto in ordine ai paradisi fiscali e alle società off shore, che riconosco essere il problema principale della grande evasione internazionale. Ma gli Stati Uniti nei giorni scorsi hanno chiesto 71.000 conti correnti all'UBS della Banca lugana della Svizzera, perché vogliono sapere chi sono i titolari delle migliaia di conti correnti all'estero che i cittadini statunitensi hanno in Svizzera. Lo vogliono sapere, perché vogliono controllare perché li hanno messi in Svizzera. In Italia, abbiamo detto: basta che ce li riportiate, dando l'1 per cento all'anno per cinque anni, ci date la tangentina di Stato e noi vi diciamo che non ci serve sapere e non ci interessa dove li avete nascosti, perché li avete nascosti e perché li avete portati in Svizzera! Questa è la differenza tra praticare e predicare! Ecco perché noi contrastiamo l'azione di questo Governo, che quanto a lotta all'evasione fiscale sa fare solo condoni (continua)

Blog Antonio Di Pietro (16.07.2009)


giovedì 2 luglio 2009

"Cena carbonara"

Intervento alla Camera dell'1 luglio 2009 di Antonio Di Pietro (Italia dei Valori)

................... Gli italiani si stanno svegliando, signori del governo, e vi chiederanno il conto di quanto avete "mangiato".

Alfano, Mazzella e Napolitano abbiano la decenza di dimettersi.

QUESITO

Antonio Di Pietro: Signor Presidente, signor Ministro della giustizia - anche se non c'è -, vogliamo sapere da lei perché ha partecipato ad un incontro riservato e carbonaro tra lei, il Presidente del Consiglio e due giudici della Corte costituzionale Luigi Mazzella, promotore della cena galeotta, e Paolo Maria Napolitano.
Lei sa bene che il Presidente del Consiglio è un plurinquisito, nei cui confronti i giudici italiani non possono procedere proprio perché lei, Ministro Alfano, ha promosso e ottenuto una legge che permette a Berlusconi l'impunità durante tutto il suo mandato. Lei dovrebbe capire che così facendo ha compromesso la credibilità della Corte, perché la Corte stessa dovrà decidere il 6 ottobre sul lodo Alfano. Per questo vogliamo sapere: se si rende conto della gravità e della scorrettezza istituzionale da lei promossa; per quale ragione avete organizzato e realizzato quella cena; se non ritenga doveroso a questo punto ed ora che la tresca è stata scoperta dimettersi dal suo incarico per restituire dignità al suo ufficio e a quello della Corte costituzionale (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).

RISPOSTA

Elio Vito: Signor Presidente, per la correttezza e il rispetto profondo che il Governo nutre nei confronti del Parlamento (continua)

http://www.antoniodipietro.it/

sabato 25 aprile 2009

Franceschini un consiglio: datti una mossa!

Eppure il Dario Franceschini mi è simpatico, forse per il suo passato di moderato, vissuto vicino a Benigno Zaccagnini o per l'aria di bravo ragazzo che manifesta.
Nella sua ultima accorata azione mi sembra però di rivedere un pò del fare perdente del "Walter che fu". Mi sembra un pò assurdo quest'accanimento per la candidatura di Di Pietro alle europee, scelta di candidatura che invece io condivido.
Con questo modo di fare, secondo me, il Dario rischia di perdere di vista, ancora una volta, il contendente reale da combattere e questo forse solo per assecondare i voleri di un "partito che non c'è" impegnato a cercare di conquistare una "leadership", magari esclusiva o più rappresentativa, fra i perdenti (continua)

giovedì 13 novembre 2008

Dichiarazione di voto dell'Italia dei Valori alla legge finanziaria 2009

"Signor Presidente del Consiglio, anzi signor Presidente Videla, lei è proprio un capo di Governo modello Argentina. Lei ha umiliato e umilia ogni giorno il Parlamento con colpi di mano che violano ogni regola di democrazia parlamentare. Proprio pochi minuti fa, lei ha promosso e realizzato l'ultimo atto provocatore e promotore di una deriva antidemocratica, ovvero la nomina a presidente della Commissione di vigilanza RAI di una persona scelta dalla sua maggioranza. Lo dico a chi ci ascolta in diretta: questa maggioranza parlamentare ha avuto l'arroganza di scegliere anche chi deve rappresentare l'opposizione. Si tratta di un comportamento tipico, appunto, delle dittature argentine (continua)

http://www.antoniodipietro.com/

giovedì 10 aprile 2008

Antonio Di Pietro (Wikipedia)

Antonio Di Pietro (Montenero di Bisaccia, 2 ottobre 1950) è un politico e ex magistrato italiano.

Come magistrato ha fatto parte del pool di Mani Pulite; nel 1996 è entrato in politica, e nel 1998 ha fondato il movimento Italia dei Valori. Attualmente è Ministro delle Infrastrutture nel Governo Prodi II. Dopo aver conseguito un diploma di perito elettronico, a 21 anni emigra in Baviera (Germania); la sua giornata si suddivide fra un lavoro da operaio in una fabbrica metalmeccanica e un altro, il pomeriggio, in una segheria. Tornato in Italia, nel 1973, inizia gli studi all'Università di Milano presso la facoltà di giurisprudenza, mentre lavora come impiegato civile dell'Aeronautica Militare. Nel 1978 termina gli studi universitari laureandosi in giurisprudenza (con voto 108/110); l'anno successivo, attraverso un pubblico concorso, assume le funzioni di segretario comunale in alcuni comuni del Comasco. Nel 1980 vince un concorso della Polizia di Stato per Commissario e viene assunto alla Scuola Superiore di Polizia. Successivamente viene inviato al IV distretto come responsabile della Polizia Giudiziaria. Nel 1981, sempre alternando lavoro e studio, vince un nuovo concorso, questa volta in Magistratura: è assegnato, con funzione di Sostituto Procuratore, alla Procura della Repubblica di Bergamo.

Il periodo in magistratura

Nel 1985 passa alla Procura della Repubblica di Milano, dove si occupa soprattutto di reati contro la pubblica amministrazione. Si fa notare per la sua padronanza degli strumenti informatici, che gli consente una notevole velocizzazione delle indagini e un efficiente collegamento dei dati processuali. In questo modo, all'epoca di Tangentopoli, può svolgere una notevolissima mole di lavoro. Nel 1989 il Ministero di Grazia e Giustizia lo nomina consulente per l'informazione e membro di alcune Commissioni ministeriali per la riorganizzazione informatizzata dei servizi della pubblica amministrazione. Quale pubblico ministero di punta del cosiddetto Pool di Mani Pulite, composto anche da altri magistrati come Gherardo Colombo, Piercamillo Davigo, Ilda Boccassini e Armando Spataro, coordinati da Francesco Saverio Borrelli, ha messo sotto inchiesta per corruzione centinaia di politici locali e nazionali, tra cui alcune figure politiche di primo piano, tra cui il segretario del Partito Socialista Italiano Bettino Craxi. Subito dopo le elezioni del 27 marzo 1994, Silvio Berlusconi gli chiede di abbandonare la magistratura e di entrare a far parte del suo governo come Ministro dell'Interno. Di Pietro, pur dichiarandosi lusingato di fronte a numerosi giornalisti, non accetta e preferisce continuare il suo lavoro di magistrato. Berlusconi ha poi smentito di aver offerto un Ministero a Di Pietro.Dopo questi anni di protagonismo, sono partite contro di lui diverse indagini giudiziarie, tutte risolte in assoluzioni o archiviazioni. Nel 1995 viene indagato dal sostituto procuratore di Brescia Fabio Salamone, ipotizzando reati di concussione e abuso d'ufficio, ma il giudice per le indagini preliminari archivia il procedimento. Il 6 dicembre del 1994, poco prima che si riuscisse a tenere alla Procura di Milano l'interrogatorio dell'allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, indagato per corruzione, si dimetterà clamorosamente dalla magistratura. La spiegazione resa all'epoca fu quella di voler evitare "di essere tirato per la giacca", ma sul dettaglio si susseguirono nel tempo dallo stesso interessato varie versioni: Di Pietro prima addusse l'esigenza che i veleni sul suo conto - dal "poker d'assi" di Rino Formica al dossier de "Il Sabato", dall'inchiesta del GICO sull'autosalone di via Salomone alle indagini bresciane attivate dalle denunce degli inquisiti - non danneggiassero l'immagine della Procura di Milano. Successivamente lamentò come ragione scatenante la fuga di notizie sul mandato di cattura a Berlusconi, reso noto durante la conferenza di Napoli sul crimine transnazionale mentre Di Pietro si trovava a Parigi per rogatorie internazionali. La reazione a tali ricostruzioni oscillanti fu un gelido "con Di Pietro non siamo passati mai oltre il lei", pronunciato dal suo ex superiore Francesco Saverio Borrelli sulla sedia del testimone al processo di Brescia.

La carriera politica

La prima chiamata in politica

Nel 1994, quando il Governo Berlusconi I era in formazione, Berlusconi propose a Di Pietro il ministero dell'Interno; Di Pietro rifiutò in quanto intendeva proseguire il suo lavoro in Magistratura. Tuttavia, durante la campagna elettorale per le Politiche del 2006, l'ex premier ha rinnegato di aver mai fatto tale offerta (venendo però smentito da Casini), mostrando anche di dubitare che il leader dell'IdV si sia mai laureato; a seguito delle prove dell'effettivo conseguimento del titolo di studio presentate in risposta al Cavaliere, questi ha comunque messo in discussione, durante una puntata di Matrix, il livello di istruzione dell'attuale Ministro.

Ministro dei Lavori pubblici

Nel 1996 chiamato da Romano Prodi accetta di divenire ministro nel suo Governo sostenuto dalla coalizione dell'Ulivo, appena insediatosi dopo la vittoria nelle elezioni politiche di aprile. L'incarico affidatogli è il Ministero dei Lavori pubblici, ma decide di presentare le sue dimissioni dopo sei mesi, il giorno dopo in cui gli viene notificata da Brescia una nuova indagine nei suoi confronti (avviso di garanzia). Prodi respinge le dimissioni, ma Di Pietro non vuole tornare sui suoi passi. Verrà poi assolto dai 27 capi di accusa in tutti e dieci i processi perché il fatto non sussiste.

Elezione al Senato ed al Parlamento Europeo

A fine 1997 si tengono le elezioni suppletive e Di Pietro accetta la candidatura per un seggio al senato offerta dall'Ulivo al collegio uninominale del Mugello in Toscana, dove nella precedente votazione la coalizione aveva vinto con il 66,5% dei consensi. Gli avversari, Giuliano Ferrara per la coalizione di Silvio Berlusconi, Sandro Curzi per Rifondazione comunista, che nel 1996 non si era presentata da sola, e il candidato della Lega Nord, vengono battuti da Di Pietro, che ottiene il 67,8% dei voti. Diventa così senatore e, come indipendente, aderisce al gruppo misto.Dopo alcuni mesi, nel marzo 1998, fonda un suo movimento, Italia dei Valori, che vede l'adesione anche di altri parlamentari, e insieme a loro forma un sottogruppo. Dopo la caduta del Governo Prodi I dell'ottobre del 1998, si verificano dei cambiamenti nell'assetto dei partititi alleati. Di Pietro è un sostenitore di Romano Prodi, lo considera come unico punto di riferimento, aderisce al progetto dei Democratici, che intende portare avanti l'idea unitaria formale dei partiti che sono a fondamento dell'Ulivo. Così nel febbraio 1999 viene deciso lo scioglimento del giovane movimento, per farlo confluire, insieme ad altre formazioni politiche, in quello di Prodi. Di Pietro viene scelto per svolgere l'importante ruolo di responsabile organizzativo.I Democratici debuttano alle elezioni europee dello stesso anno, ottenendo il 7,7% dei voti e sette seggi, e Di Pietro viene eletto eurodeputato con funzioni di Presidente di Delegazione del Parlamento europeo dapprima per le relazioni con il Sud America, poi per l’Asia centrale ed infine per il Sudafrica.

Italia dei Valori

In seguito a ripetuti dissidi con la linea portata avanti da Arturo Parisi, leader del partito, con il culmine nello strappo avvenuto quando Di Pietro sceglie di non votare la fiducia al nuovo governo Amato, il 27 aprile 2000 si separa dai Democratici. Rifonda quindi Italia dei Valori come partito autonomo nel settembre 2000, sempre con l'obiettivo di portare avanti le proprie battaglie politiche, mettendo sempre in primo piano temi come la valorizzazione e l'affermazione della legalità e la necessità di trasparenza amministrativa e a livello politico. Pur d'accordo nel contrastare la coalizione guidata da Silvio Berlusconi, per le elezioni politiche del 2001 Di Pietro non riesce a trovare un accordo e si presenta quindi da solo alla competizione elettorale. Tuttavia non risulterà eletto, non riuscendo a spuntarla nel collegio uninominale in Molise e non superando, con la sua lista al proporzionale, la soglia del 4%, seppur di poco (3,9%).

Il 'tentato' Nuovo Ulivo

Alla vigilia delle elezioni europee del 2004, Di Pietro aderisce all'appello di Prodi di presentarsi sotto un unico simbolo nel nome dell'Ulivo. Ma non tutti sono d'accordo con l'ingresso di Di Pietro (il fronte dell'opposizione è guidato dai socialisti dello SDI). E così nasce una nuova intesa elettorale con Achille Occhetto: insieme presentano la Lista Società Civile, Di Pietro-Occhetto, Italia dei Valori. Nel suo simbolo, la lista inserisce la dicitura "Per il Nuovo Ulivo", con un piccolo ramoscello d'ulivo, per sottolineare la chiara intenzione di partecipare alla rinascita e al rafforzamento della coalizione. Prodi, in un primo momento, plaude all'idea, ma poi Di Pietro e Occhetto (a campagna elettorale già avviata) sono costretti ad eliminare quel frammento del loro simbolo perché - dicono dalla coalizione - si potrebbe generare confusione fra gli elettori che potrebbero confonderlo con il "vero" Ulivo. La lista, comunque, corre regolarmente alle elezioni, ma il progetto è un fallimento: raccoglie soltanto il 2,1%. Occhetto abbandona immediatamente l'alleanza, cedendo il seggio di parlamentare europeo in favore del giornalista Giulietto Chiesa (come aveva anticipato prima delle elezioni) e conservando quindi il suo seggio al Senato. Di Pietro viene rieletto al Parlamento europeo nella circoscrizione sud, dopo aver ricevuto in tutta Italia quasi 200 mila preferenze. Iscritto al gruppo parlamentare dell'Alleanza dei Democratici e Liberali per l'Europa; membro della Conferenza dei presidenti di delegazione; della Commissione giuridica; della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni; della Delegazione per le relazioni con il Sudafrica.

L'ingresso nell'Unione e le primarie

Intanto, nasce la nuova coalizione di centrosinistra, chiamata L'Unione, che si apre ai contributi di Italia dei Valori e di Rifondazione Comunista. Il nuovo schieramento debutta alle elezioni regionali dell'aprile 2005: IdV ne è parte integrante in tutte le 14 regioni chiamate al voto, ma il partito conferma il suo trend negativo, raggranellando soltanto l'1,8% dei voti. Prodi, in vista delle elezioni politiche del 2006, lancia l'idea delle consultazioni primarie per la scelta del candidato premier. Il progetto va in porto, le primarie si organizzano e Di Pietro presenta subito la sua candidatura. Le primarie si svolgono il 16 ottobre 2005 con sette candidati: Di Pietro è arrivato quarto, raccogliendo 142.143 voti (il 3,3% dei consensi), alle spalle di Romano Prodi, che ha ricevuto l'investitura di candidato premier della coalizione, di Fausto Bertinotti e Clemente Mastella.

Ministro delle Infrastrutture

Il 17 maggio 2006, dopo le elezioni politiche che attestano la vittoria del centrosinistra (Italia dei Valori si attesta al 2,3% alla Camera e al 2,9% al Senato), Di Pietro viene nominato Ministro delle Infrastrutture nel nuovo Governo Prodi. Lascia l'incarico di europarlamentare per accettare quello di deputato nazionale.

La protesta sull'indulto

A luglio del 2006 scoppia una polemica all'interno della coalizione di governo che vede protagonista Di Pietro e il suo partito, contrari all'approvazione di una parte del provvedimento di indulto sostenuto, invece, in maniera trasversale da esponenti e partiti di entrambi gli schieramenti, esclusa la Lega Nord Padania, il Partito dei Comunisti Italiani (astenutosi perchè contrario all'inserimento del voto di scambio tra i reati condonati) e gran parte di Alleanza Nazionale. Si riteneva che tale indulto avrebbe avuto effetti su circa 12 mila carcerati, in seguito rivelatisi più di 20 mila. Di Pietro manifesta davanti a Palazzo Madama prima dell'approvazione del provvedimento al Senato, insieme alla Lega Nord, anch'essa contraria. La richiesta avanzata da Di Pietro, ma non accolta, è quella di escludere dall'indulto i reati finanziari, societari e di corruzione, anche in risposta ai recenti scandali come Bancopoli. Al contrario della Lega Nord, Di Pietro si è dichiarato a malincuore favorevole all'indulto come mezzo per svuotare le carceri per gli altri reati ma solo dopo un cambiamento della riforma Castelli "prima la riforma e poi l'indulto", secondo il programma dell'Ulivo. Di Pietro pubblica sul suo sito web personale i nomi dei deputati che hanno votato a favore dell'indulto. Afferma Di Pietro: « È sconcertante, davvero sconcertante, vedere l'Unione rinnegare nei fatti, con questo indulto, il programma che ha presentato ai cittadini e per cui è stata eletta. Il cittadino conta meno di zero, non può scegliere i suoi rappresentanti (con riferimento alla legge elettorale senza preferenze, ndr) e neppure vedere rispettato il programma di governo. A cosa serve l'istituzione parlamentare oggi? Quanto è lontana dagli elettori? È una domanda che noi politici dobbiamo farci e alla quale è necessario dare presto delle risposte. »

Di Pietro e Internet

La sua propensione all'uso dei mezzi informatici l'ha spinto a partire dall'autunno 2006 ad utilizzare le potenzialità comunicative del sito YouTube: ogni settimana, al termine della riunione del Consiglio dei Ministri, Di Pietro riferisce agli utenti i fatti oggetto della discussione le decisioni adottate all'interno del Consiglio dei Ministri stesso, spiegando le motivazioni e le possibili conseguenze dell'attività governativa. Il 28 febbraio 2007 ha annunciato sul suo blog di aver aperto uno spazio per l'Italia dei Valori nella comunità virtuale Second life. Per primo in Italia ha acquistato un'isola e piantato la bandiera del suo partito. Attualmente l'area è stata strutturata con nuove costruzioni. Il 26 marzo 2007 è nato il gruppo IDV AGORA' fondato dall'avatar Silvestro Dagostino. Attualmente sull'isola di Never land è l'unico gruppo spontaneo esistente e consta di 350 iscritti alla data del 16 agosto 2007. In Europa Segolene Royal è stata la prima candidata ad un partito politico ad andare su Second Life.

(tratto da Wikipedia, l'enciclopedia libera)