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martedì 20 agosto 2013

Governo, resa dei conti sul caso Kazakistan. “Alfano dia risposte precise”


Un’inchiesta interna al Viminale e un’altra “verifica” tra gli organi di governo per far luce, “nel più breve tempo possibile”, sul caso che sta causando un vero terremoto nell’esecutivo di Letta. E non per questioni economiche, ma per qualcosa di più grave sotto il profilo internazionale. E non solo. E’ la vicenda che vede protagoniste Salabayeva e Alua, moglie e figlia dell’oppositore kazako Mukhtar Ablyazov, ora nelle mani del dittatore Nursultan Nazarbayev, grande amico di Berlusconi (continua)


sabato 13 aprile 2013

Napolitano sceglie dieci saggi per riformare il Paese, ma vince la vecchia politica - Nuovo governo, i saggi dell’inciucio e la salvezza di Berlusconi


Altro che dieci “saggi”. Quelli che ha tirato fuori Napolitano dal cilindro per scrivere la road map di riforme essenziali per il Paese sono i soliti noti. Forse il peggio dei soliti noti, se possibile. Eppure, sorprendentemente, saranno loro a dover costituire il “tesoro” di idee e provvedimenti su cui il prossimo Presidente della Repubblica si dovrà basare per formare (forse) un nuovo governo. C’è di che restare senza parole (continua)


 

lunedì 28 marzo 2011

Il Governo va avanti per B. Oggi la prescrizione breve, domani il nucleare


La guerra e il “dolore” di Berlusconi sulla sorte dell’amico Gheddafi non distolgono il resto del governo dal guardare alla soluzione dei problemi del premier. La commissione Giustizia della Camera approva la prescrizione più corta per gli incensurati all’interno del provvedimento sul processo breve, che andrà in aula lunedì prossimo. Risultato: secondo i calcoli di Stefano Ceccanti del Pd, il processo per la corruzione giudiziaria dell’avvocato inglese David Mills, che oggi andrebbe in prescrizione nel febbraio 2012, si prescriverà, invece, il prossimo maggio. Insomma, se il 28 marzo la Camera approverà voterà la nuova legge a Milano ci sarà il tempo per un’unica udienza (continua)

Sara Nicoli e Davide Vecchi (Il Fatto Quotidiano - 22 marzo 2011)

sabato 19 febbraio 2011

Berlusconi salvo almeno fino ad aprile La Casta non vuole perdere il vitalizio

Si fa presto poi a dire che ha ragione lui. Solo poche ore dopo aver annunciato di avere in tasca “una maggioranza a quota 325″, ecco che un nuovo terremoto ha dato un’ulteriore botta alla già precaria stabilità di Futuro e Libertà. Giuseppe Menardi, senatore finiano, da giorni con il mal di pancia verso Fini al punto da aver votato la fiducia al governo sul Milleproroghe, ieri sera ha compiuto il grande strappo: “Il mio percorso in Fli – ha spiegato – si è concluso domenica scorsa con il nuovo organigramma del partito”. Quindi, la frase magica: “Torno nei confini della maggioranza parlamentare”. Con questo addio, Menardi non solo va a rinforzare le fila del Pdl, ma fa anche crollare il gruppo finiano al Senato “e non c’è neppure bisogno – sibilava ieri sera tra i corridoi di palazzo Madama – che a Viespioli arrivi una lettera formale, gliel’ho annunciato di persona” (continua)

Sara Nicoli (Il Fatto Quotidiano - 18 febbraio 2011)

martedì 1 giugno 2010

Non ci voleva mettere la faccia. È racchiuso tutto qui il “giallo” della firma della manovra da parte del presidente del Consiglio


Non ci voleva mettere la faccia. È racchiuso tutto qui il “giallo” della firma della manovra da parte del presidente del Consiglio: tentare in tutti i modi di far ricadere su qualcun altro – ovvero Tremonti, che ieri se l’è presa con i retroscenisti di Palazzo, augurandogli un “buon week end del 2 giugno” – la responsabilità di misure di correzione dei conti che lo stesso Gianni Letta ha descritto come “piene di sacrifici” e “lacrime e sangue”. E ci ha provato fino all’ultimo a tentare di sfuggire alle sue responsabilità. Si è persino presentato al Quirinale senza le carte, l’altra sera, proprio per avvalorare il fatto che lui non c’entrava nulla, che si era “occupato di tutto Tremonti” e che, dunque, lui non conosceva neppure bene alcuni dettagli del testo. Una bugia. “D’altra parte – avrebbe detto Berlusconi a Napolitano – io sono il presidente del Consiglio, ho delegato il ministro competente”.
Ecco, Napolitano è ormai avvezzo a sopportare queste piccinerie di Berlusconi, ma pare che l’altra sera la sua espressione si sia fatta particolarmente severa quando ha chiesto di vedere il testo della manovra e Berlusconi gli ha risposto “non ce l’ho”. C’è voluto un po’ prima che Napolitano capisse quali erano le vere intenzioni del premier, ovvero non firmare la manovra correttiva per non essere costretto a smentire, con i fatti, i suoi migliori slogan tipo “non metteremo le mani in tasca agli italiani” mentre la manovra ce le metterà eccome (continua)

Sara Nicoli (Da il Fatto Quotidiano del 30 maggio 2010)

lunedì 15 febbraio 2010

Le preferite di B. incrinano il Pdl: "Basta con le veline in lista"


Irritati. Ma non certo sorpresi. Si riparla ancora di “veline” nelle liste elettorali, di posti che il Cavaliere terrebbe per sé in ciascuna regione per candidare, casomai all’ultimo tuffo, la bella tenebrosa di turno o l’Angelina Jolie del Tavoliere.
E dentro il Pdl, stavolta, c’è maretta. Che rischia anche di ripercuotersi sugli assetti stessi del partito. L’altra volta, alle Europee, ci pensò Veronica Lario a stoppare i bollori da prodigo monarca elettorale del marito; in un battito d’ali le "veline" furono spazzate via.
Ora, però, son tornate. E la base del Pdl non ci sta. Se la ricordano davvero tutti quel "meno male che è intervenuta Veronica", una battuta del ministro La Russa sussurrata ad alcuni amici dopo la "ripulitura" delle liste di giugno.
Stavolta, però, Veronica non c’è (continua)

Sara Nicoli Politica&Palazzo | Il Fatto Quotidiano del 31 gennaio 2010