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domenica 22 novembre 2009

Primarie Partito Democratico 2009: La mozione Franceschini


La terza parola è UGUAGLIANZA
. Uguaglianza è stata la parola forte dei grandi movimenti riformisti del secolo scorso. Qualcuno pensa che sia caduta in "disuso" e superata. Ma non è così. E' una parola moderna, centrale nel mondo globalizzato. Un mondo in cui senza gli anticorpi della politica le disuguaglianze sono destinate ad aumentare drammaticamente, dentro i paesi e tra i paesi del mondo. Uguaglianza non come appiattimento delle differenze ma come valorizzazione delle diverse capacità delle persone, come uguaglianza delle opportunità, da sostenere non solo nelle condizioni di partenza ma nel corso della vita di ciascuno. L'Italia ha purtroppo un primato negativo: ha visto crescere le diseguaglianze tra i redditi, ha visto aumentare le distanze tra pezzi del suo territorio. Ha permesso il persistere di vaste sacche di povertà, specie nel mezzogiorno. Ha registrato un blocco dell'ascensore sociale che ostacola la possibilità delle persone di sviluppare le proprie capacità. Sono queste le diseguaglianze che sottraggono ai nostri giovani le aspettative dei coetanei di altri paesi europei, che impediscono al figlio dell'operaio di avere le stesse opportunità nella sua vita del figlio del notaio. Noi vogliamo cambiare questo destino che la destra ritiene inevitabile. Vogliamo invertire la tendenza partendo da proposte immediate (continua)

Dario Franceschini (Corriere della Sera - 19 ottobre 2009)

sabato 25 aprile 2009

Franceschini un consiglio: datti una mossa!

Eppure il Dario Franceschini mi è simpatico, forse per il suo passato di moderato, vissuto vicino a Benigno Zaccagnini o per l'aria di bravo ragazzo che manifesta.
Nella sua ultima accorata azione mi sembra però di rivedere un pò del fare perdente del "Walter che fu". Mi sembra un pò assurdo quest'accanimento per la candidatura di Di Pietro alle europee, scelta di candidatura che invece io condivido.
Con questo modo di fare, secondo me, il Dario rischia di perdere di vista, ancora una volta, il contendente reale da combattere e questo forse solo per assecondare i voleri di un "partito che non c'è" impegnato a cercare di conquistare una "leadership", magari esclusiva o più rappresentativa, fra i perdenti (continua)