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lunedì 20 settembre 2010

Aforismi romani - 2


TE SPORVERO / TE SPARECCHIO LA FACCIA: ti prendo uno ceffoni sul viso

TE PARCHEGGIO 'NA MANO IN FACCIA: vedi sopra

MISCHIO TE COME UN MAZZO DE CARTE / TE RIBARTO COME 'NA COTOLETTA: Rivedi sopra

TE APRO COME 'NA SDRAIO / TE CHIUDO COME' NA GRAZIELLA: Rivedi sopra

T'APRO ME COME 'N DIVANO LETTO /' NA Cozza / 'NA Tellina: Rivedi sopra

TE APRO COME 'N FIASCO DE VINO /' NA DAMIGIANA: Rivedi sopra

TE GONFIO COME 'NA ZAMPOGNA / TE SUCCHIO COME' N GAMBERETTO: Rivedi sopra (continua)


sabato 14 agosto 2010

Schiavi di coloro cui faremmo paura sol che la Repubblica esistesse davvero

Ora che il governo della Repubblica è caduto nel pieno arbitrio di pochi pre-potenti... noi altri tutti, valorosi, valenti, nobili e plebei, non fummo che volgo, senza considerazione senza autorità, schiavi di coloro cui faremmo paura sol che la Repubblica esistesse davvero.

LUCIO SERGIO CATILINA

domenica 4 luglio 2010

Il Fascismo vinse e vincerà finché conserverà quest'anima ferocemente unitaria


"Il Fascismo ha vissuto perchè ha sempre stroncato sul nascere le tendenze, le correnti ed anche le semplici differenziazioni: il suo blocco é monolitico. Il Fascismo vinse e vincerà finché conserverà quest'anima ferocemente unitaria e questa sua religiosa obbedienza, questa sua ascetica disciplinà."


Benito Mussolini (Dal . Viatico per il 1926 , pubblicato nel numero del Gennaio 1926 di Gerarchia). - V, 249 e 250.

Aforismi romani 1


ME PARI ER CANE DE MUSTAFA' CHE OO PIJA AR CULO E DICE CHE STA A SCOPA': sei un individuo non molto fortunato che non dice sempre il vero.


FAMO COME L'ANTICHI, CHE MAGNAVANO LE COCCE E CACAVANO LI FICHI: in risposta al quesito sul da farsi, chiamiamo in causa l'antica saggezza dell'Urbe.

MI' NONNO DICEVA: MEGLIO ER CULO GELATO CHE 'N GELATO AR CULO: non fidarti mai di chi non conosci bene.

SE TE VEDE LA MORTE, SE GRATTA: hai l'ingrata fama di iettatore (continua)

lunedì 6 luglio 2009

Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti.


Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti.


Dai libri imparo meno che dalla vita; un solo libro mi ha molto insegnato: il vocabolario. Ma adoro anche la strada, ben più meraviglioso vocabolario.

Ho visto un cane che dimenava la coda dell'occhio.

Ho visto un gatto che mi guardava in cagnesco.

Ho visto un religioso talmente casto che si rifiutava di entrare nelle macellerie per non sentire gli stimoli della carne.

Ho visto un uomo tanto pauroso che si spaventava per una fiera di beneficenza.

Ho visto una gallina con la pelle d'oca.

Ettore Petrolini

Lei, uscirà dalla Storia e passerà alla triste cronaca che le si addice.

Nessuno è chiamato a scegliere tra l'essere in Europa e essere nel Mediterraneo, poiché l'Europa intera è nel Mediterraneo.

Naturalmente non posso non sottolineare la cattiveria di tutti i democristiani che mi hanno voluto nolente ad una carica, che, se necessaria al Partito, doveva essermi salvata accettando anche lo scambio dei prigionieri. Sono convinto che sarebbe stata la cosa più saggia. Resta, pur in questo momento supremo, la mia profonda amarezza personale. Non si è trovato nessuno che si dissociasse? Bisognerebbe dire a Giovanni che significa attività politica. Nessuno si è pentito di avermi spinto a questo passo che io chiaramente non volevo? E Zaccagnini? Come può rimanere tranquillo al suo posto? E Cossiga che non ha saputo immaginare nessuna difesa? Il mio sangue ricadrà su di loro.

Vi è forse, nel tener duro contro di me, un'indicazione americana e tedesca?

Non basta parlare per avere la coscienza a posto: noi abbiamo un limite, noi siamo dei politici e la cosa più appropriata e garantita che noi possiamo fare è di lasciare libero corso alla giustizia, è fare in modo che un giudice, finalmente un vero giudice, possa emettere il suo verdetto (continua)

Aldo Moro

Cerchiamo sempre ciò che ci unisce, mai quello che ci divide.


Cerchiamo sempre ciò che ci unisce, mai quello che ci divide.


Il superfluo si misura dal bisogno degli altri.

In punto di morte non piangete, è l'ora della gioia.

Nella convivenza umana ogni diritto naturale in una persona comporta un rispettivo dovere in tutte le altre persone: il dovere di riconoscere e rispettare quel diritto.

Talvolta si crede di poter risolvere, in vario modo, i problemi e le questioni ordinarie dell'esistenza. Si fa ricorso a complicati e anche difficili mezzi, dimenticando che basta un poco di pazienza per disporre ogni cosa in ordine perfetto e ridonare calma e serenità.

Giovanni XXIII

martedì 30 giugno 2009

Il potere logora chi non ce l'ha


A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.

L'umiltà è una virtù stupenda. Ma non quando si esercita nella dichiarazione dei redditi.

Aveva spiccatissimo il senso della famiglia. Era infatti bigamo ed oltre.

La cattiveria dei buoni è pericolosissima.

Il potere logora chi non ce l'ha.

Meglio tirare a campare che tirare le cuoia.

Non bisogna mai lasciare tracce (continua)

Giulio Andreotti


Lei e' un cretino, s'informi.


A proposito di politica, ci sarebbe qualcosa da mangiare?

A volte è difficile fare la scelta giusta perché o sei roso dai morsi della coscienza o da quelli della fame.

Adesso che siamo a Milano, andiamo a vedere il famoso Colosseo.

Il napoletano lo si capisce subito da come si comporta, da come riesce a vivere senza una lira.

A volte, mi confrondo.

E tacio, ma non capisco un cacio (continua)

Antonio De Curtis (in arte Totò)

La "devolution", una parola che sembra inventata da Celentano


Qualche volta è scomodo sentirsi fratelli, ma è grave considerarsi figli unici.

Cara Italia, perché giusto o sbagliato che sia questo è il mio paese con le sue grandi qualità ed i suoi grandi difetti.

È difficile non desiderare la donna d'altri, dato che quelle di nessuno di solito sono poco attraenti.

I giornali sarebbero ansiogeni? Ma la Bibbia non comincia forse con un delitto?

A Milano gli affari si combinano con un colpo di telefono, a Palermo anche con un colpo di lupara.

Era così ignorante che credeva che la cedrata fosse un'opera minore del Tassoni.

Il bello della democrazia è proprio questo: tutti possono parlare, ma non occorre ascoltare (continua)

Enzo Biagi

Aforismi di Luciano De Crescenzo scelti da Bruno Cancellieri


La lunghezza effettiva della vita è data dal numero di giorni diversi che un individuo riesce a vivere. Quelli uguali non contano.

Due rette parallele si incontrano solo all'infinito quando ormai non gliene frega più niente.

Molti studiano come allungare la vita quando invece bisognerebbe allargarla.

Come si fa a credere che Dio esiste? E come si fa a credere che non esiste? Sia il credente che il non credente sono due presuntuosi. Non a caso presumono.

La probabilità di morire per un atto di terrorismo è di gran lunga inferiore a quella di morire viaggiando in automobile. Solo per incidenti stradali, infatti, in Italia, muoiono ogni anno più di settemila persone (continua)

Luciano De Crescenzo


Come diceva Orson Welles, per avere materiale sempre nuovo basta affidarsi alla cronaca.


Dato che esistono oratori balbuzienti, umoristi tristi, parruchieri calvi, potrebbero anche esistere politici onesti.

Gli autori negano che io sia un autore. Gli attori negano che io sia un attore. Gli autori dicono: tu sei un attore che fa l'autore. Gli attori dicono: tu sei un autore che fa l'attore. Nessuno mi vuole nella sua categoria. Mi tollerano solo gli scenografi.

La risata, il divertimento liberatorio sta proprio nello scoprire che il contrario sta in piedi meglio del luogo comune, anzi è più vero o, almeno, più credibile.

Sangiano, il mio paese natale. Paese di contrabbandieri e di pescatori, più o meno di frodo. Due mestieri per i quali, oltre a una buona dose di coraggio, occorre molta, moltissima fantasia. È risaputo che chi usa la fantasia per trasgredire la legge ne preserva sempre una certa quantità per il piacere proprio e degli amici più intimi.

Il Premio Nobel per la Letteratura viene assegnato quest'anno allo scrittore italiano Dario Fo, perchè, seguendo la tradizione dei giullari medioevali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi.

Dite: «Com'è triste Venezia»? Si vede che non avete mai visto Monfalcone.

Come diceva Orson Welles, per avere materiale sempre nuovo basta affidarsi alla cronaca.

Dario Fo


Le donne vogliono un marito che sia un genio. Quando si sposano, vogliono che sia un babbeo


I lettori sono personaggi immaginari creati dalla fantasia degli scrittori.

Il segreto per andare d'accordo con le donne è avere torto.

Certo che per fare grandi scoperte oltre che essere grandi geni bisogna anche essere un po' ritardati. Come può venire in mente a qualcuno che una mela possa cadere in su?

Le donne vogliono un marito che sia un genio. Quando si sposano, vogliono che sia un babbeo.

La fortuna viene dormendo, e chi si alza presto le taglia la strada.

Non c'è alcun rapporto fra gli asparagi e l'immortalità dell'anima.

Mi spezzo ma non m'impiego.

Le donne ci piacciono perché sono meravigliose, o ci sembrano meravigliose perché ci piacciono?

Achille Campanile

mercoledì 22 aprile 2009

Aforismi di Socrate


Nulla può far danno a un uomo buono, né in vita né dopo la morte.


Il vero sapiente è colui che sa di non sapere.

C'è un solo bene: il sapere. E un solo male: l'ignoranza.

Spòsati: se trovi una buona moglie sarai felice; se ne trovi una cattiva, diventerai filosofo.

Se guardate tutto ciò che viene messo in vendita, scoprirete di quante cose potete fare a meno!

Perché ti meravigli tanto se viaggiando ti sei annoiato? Portandoti dietro te stesso hai finito col viaggiare proprio con quell'individuo dal quale volevi fuggire.

Sposarsi o non sposarsi non è importante. In ogni caso ti pentirai.

Socrate

martedì 14 aprile 2009

Aforismi di Indro Montanelli


Il sapere e la ragione parlano, l'ignoranza e il torto urlano.


Il bordello è l'unica istituzione italiana dove la competenza è premiata e il merito riconosciuto.

Noi l'Italia la vediamo realisticamente qual è: non un vivaio di poeti, di santi e di navigatori, ma una mantenuta costosa e scostumata: ma è la sola che riesce a riscaldare il nostro letto e a farci sentire uomini, anche se cornuti.

Un popolo che ignora il proprio passato non saprà mai nulla del proprio presente.

Spero che l'Europa tratti Berlusconi con l'indignazione e il disprezzo che merita.

È pericoloso porre in modo sbagliato questioni sostanzialmente giuste.

Berlusconi è il più grande piazzista del mondo. Se un giorno si mettesse a produrre vasi da notte, farebbe scappare la voglia di urinare a tutt'Italia.

Il bello dei politologi è che, quando rispondono, uno non capisce più cosa gli aveva domandato.

Ci manca un Berlinguer. In un'intervista gli era perfino scappato di dire che voleva per l'Italia un regime comunista, ma sotto l'ombrello della Nato, che la tenesse al riparo dalle soperchierie del padrone sovietico (continua)

Indro Montanelli

mercoledì 22 ottobre 2008

Aforisma


Anche in un vasto panorama di merda gli stronzi si distinguono (Toti-2008)


martedì 6 novembre 2007

Il popolo non fu mai definito. È una entità meramente astratta, come entità politica.


"Il popolo non fu mai definito. È una entità meramente astratta, come entità politica. Non si sa dove cominci esattamente, né dove finisca. L'aggettivo di sovrano applicato al popolo è una tragica burla. Il popolo tutto al più, delega, ma non può certo esercitare sovranità alcuna. I sistemi rappresentativi appartengono più alla meccanica che alla morale" ................ "Al popolo non resta che un monosillabo per affermare e obbedire. La sovranità gli viene lasciata solo quando è innocua o è reputata tale, cioè nei momenti di ordinaria amministrazione. Vi immaginate voi una guerra proclamata per referendum? Il referendum va benissimo quando si tratta di scegliere il luogo più acconcio per collocare la fontana del villaggio, ma quando gli interessi supremi di un popolo sono in gioco, anche i Governi ultrademocratici si guardano bene dal rimetterli al giudizio del popolo stesso."

Benito Mussolini (Preludio al Machiavelli - Gerarchia dell'aprile 1924. vol. IV, pagg.109-110).