Visualizzazione post con etichetta Ilvo Diamanti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ilvo Diamanti. Mostra tutti i post

martedì 5 gennaio 2016

Il ri-partito della nazione


Matteo Renzi, nella vecchia stazione della Leopolda, è ri-partito. Anche se non si è mai fermato, fino ad oggi. Non è nel suo stile, nel suo temperamento. Ma ha chiarito meglio a quale "partito" guardi. Il PdR, il Partito di Renzi, è, appunto, un "ri-partito". Un partito in continua ri-definizione, riguardo a obiettivi, parole d'ordine, riferimenti sociali. In continua ri-partenza, verso nuove stazioni (continua)


domenica 18 gennaio 2015

Mappe - Il leader che spara sul quartier generale


Lo sguardo degli italiani sul futuro economico del Paese è scettico. Anzi: piuttosto pessimista. Eppure, la fiducia nel governo resiste. Tanto più nei confronti del premier. Di Renzi. Lo dimostrano i primi sondaggi realizzati dopo la pausa estiva. Non è un fatto nuovo. È avvenuto anche in passato. Quando al governo erano Berlusconi, in particolare, e, più di recente, Monti. È l’effetto di diversi fattori. Riflette, in particolare, la capacità del leader di trasmettere fiducia ai cittadini. E, reciprocamente, la ricerca, da parte dei cittadini, di qualcosa o qualcuno in cui credere, in tempi di crisi. Il problema, però, è che se la crisi dovesse acuirsi ancora e durare a lungo, com’è probabile, allora la sfiducia tenderebbe a trasferirsi, soprattutto, sul governo e, per primo, sul Capo. Ne è ben consapevole Renzi. Il quale, anche per questo, sta seguendo una strategia di comunicazione e di relazioni, in parte, diversa dalla fase precedente (continua)


domenica 7 settembre 2014

GOVERNARE RESTANDO FERMI

 
E’ la società immediata. Ha abolito il futuro. Ma anche il passato. E vive un eterno presente. Immediato. La società im-mediata. Ostile alle mediazioni e ai mediatori. Predilige le relazioni dirette. Fra cittadini e leader. Fra i cittadini che discutono e deliberano. Senza mediazioni.
 In fondo, è questo lo scenario in cui ci muoviamo. Ormai da tempo (ammesso che il tempo abbia ancora un senso). Tanto che non ce ne accorgiamo neppure. Così si spiegano alcuni fatti altrimenti inspiegabili. Per primo, il consenso di cui dispone Matteo Renzi (continua)

Ilvo Diamanti (Jack's Blog - 14 luglio 2014
 

domenica 2 febbraio 2014

Verso una democrazia ibrida


Siamo a un passaggio critico, tra diversi tipi e modelli di democrazia rappresentativa. Tra diversi tipi e modelli di partito. E tra diversi tipi e modelli di comunicazione e di opinione pubblica. D'altronde, la relazione fra partiti, opinione pubblica e democrazia è molto stretta. Quasi inestricabile. Ebbene, oggi assistiamo a trasformazioni profonde, che coinvolgono i principi del modello di democrazia rappresentativa dominante - da molti anni (continua)


venerdì 23 agosto 2013

Sembrava troppo forte


È questo il rischio maggiore che vedo, nell’Italia dei nostri tempi. L’assuefazione all’anormalità politica e istituzionale. Che ha come principale – e quasi unica – soluzione la sfiducia politica e istituzionale. Quel clima d’opinione che si traduce nel “non voto”. Oppure viene intercettato, in alcuni momenti, da attori politici, oppure anti-politici, come il M5S. Usati, a loro volta, dagli elettori come veicoli della sfiducia, piuttosto che come garanti delle regole (continua)



sabato 22 gennaio 2011

La sindrome della giovinezza


La gioventù manifesta segni di disagio sempre più vistosi. Proteste e ribellioni si alternano a ondate di violenza urbana. In Europa e oltre. Lo ha scritto Bernardo Valli nei giorni scorsi su queste pagine, per spiegare il crollo del regime in Tunisia. "Le rivolte giovanili -ha scritto Valli- sono potenti detonatori che possono imporre svolte politiche". Anche, se le tensioni espresse dai giovani non rivelano tematiche comuni, espresse da componenti specifiche. Disegnano, invece, una scena composita. Più che un movimento indicano, forse, una "sindrome". Un malessere che presenta sintomi diversi di origine diversa (continua)

Ilvo Diamanti (La Repubblica - 17 gennaio 2011)

lunedì 20 settembre 2010

L'eterno ritorno dal trasformismo


Viviamo tempi di grande cambiamento. Di grande trasformazione. Anzi: trasformismo. E dunque di grande continuità, nel Paese di Depretis, del Gattopardo, della Dc e del "consociativismo". Dove da settimane si assiste al tentativo di formare un nuovo gruppo parlamentare, che entri nella maggioranza di governo. Il reclutatore è l'onorevole Nucara, (sedicente) repubblicano (col tempo, si sa, le antiche sigle, anche le più gloriose, perdono significato), su incarico del premier.
Il quale, per primo, aveva sollecitato la transumanza di parlamentari di altri gruppi verso la maggioranza. Garantendo riconoscenza e ricchi premi (continua)

Ilvo Diamanti (La Repubblica - 20 settembre 2010)


sabato 14 agosto 2010

La paura di votare non conviene al Pd


L'ipotesi di elezioni anticipate sembra preoccupare soprattutto il Centrosinistra. In particolare, il Pd. Per ragioni di numeri, anzitutto. Se si presentasse con questo gruppo dirigente e con questa coalizione - l'asse con l'IdV di Di Pietro - perderebbe. Poi, perché dovrebbe affrontare i propri dubbi, irrisolti, circa le alleanze, gli obiettivi, i valori. L'insicurezza del Pd - e del Centrosinistra - costituisce la principale fonte di sicurezza per l'attuale maggioranza (si fa per dire...) di governo. Visto che anch'essa ha molto da temere da nuove elezioni.
Come farebbe Berlusconi a giustificare una crisi, in tempi così difficili per l'economia? La defezione di Fini e dei suoi fedeli, inoltre, modificherebbe sostanzialmente l'identità territoriale di questa maggioranza. Se si votasse davvero in novembre, il Centrodestra si presenterebbe con i volti della triade Berlusconi, Bossi e Tremonti. Vero partito forte: la Lega. Principale prodotto di bandiera: il federalismo. Insomma: un'alleanza politica "nordista". Berlusconi e il Pdl avrebbero concreti motivi di temere il voto. Perché in Italia, per vincere le elezioni (governare, ovviamente, è un altro discorso), bisogna disporre di un elettorato "nazionale". Distribuito sul territorio in modo non troppo squilibrato. Come la Dc, nella prima Repubblica, e Forza Italia, nella seconda. I principali baricentri, non a caso, dei governi del dopoguerra (continua)

Ilvo Diamanti (La Repubblica - 09 agosto 2010)


venerdì 2 aprile 2010

Il Pdl in marcia contro se stesso


Mancano due settimane alle elezioni regionali ma raramente si è assistito a una campagna così accesa. A una mobilitazione altrettanto ampia. E un'attenzione ai temi locali così ridotta. Ieri la grande manifestazione del centrosinistra, a piazza del Popolo, contro gli interventi del governo sulle regole elettorali - e non solo. Sabato prossimo, ancora a Roma, la manifestazione del Pdl, con un obiettivo simmetrico: protestare contro i giudici e la sinistra. Accusati di impedire alla maggioranza di presentare le proprie liste. Anche in questa occasione, dunque, le elezioni "regionali" hanno assunto un significato politico "nazionale". In fondo è sempre successo, dopo la fine della prima Repubblica. Da allora, infatti, le elezioni regionali hanno funzionato come una sorta di primo turno rispetto alle elezioni politiche dell'anno seguente. Anticipandone, puntualmente, l'esito. Nel 1995 il centrosinistra si è imposto in 9 regioni su 15. L'anno successivo, l'Ulivo, guidato da Prodi, ha vinto le elezioni politiche. Viceversa, nel 2000 il centrodestra, guidato da Berlusconi, ha prevalso in 8 regioni su 15 (ma in Molise la consultazione verrà successivamente annullata). Provocando le dimissioni di D'Alema. Per poi vincere le elezioni politiche del 2001. Infine, nel 2005, l'Unione di centrosinistra ha travolto il centrodestra, conquistando 12 regioni su 14 (continua)

Ilvo Diamanti
http://www.repubblica.it/politica/2010/03/14/news/pdl_in_marcia_contro_se_stesso-2648118/

venerdì 8 gennaio 2010

Benvenuto figlio unico!


Ormai è di moda salutare i figli appena nati addobbando la casa, all'esterno, con striscioni, manifesti, nastri azzurri o rosa - dipende dal genere del neonato. E a volte con ornamenti più impegnativi. Intrecciando le piante davanti all'abitazione con fili di luce intermittente. O con altre decorazioni, che manco a Natale ...
"Benvenuto Pietro" (oppure Agata, Dario, Samuele, Greta, Mattia, Sofia, Francesco). Così che tutti sappiano. Che è arrivato il figlio/la figlia tanto atteso/attesa. Dai genitori, dai nonni, dagli zii. Non è il "figliol prodigo", che torna dopo aver dissipato tutto. Accolto con gioia dal padre "misericordioso", che per festeggiarlo fa uccidere il vitello grasso. No, gli annunci e i festoni non salutano il ritorno, ma l'arrivo di "un" figlio. Forse il primo. Forse l'unico. E i genitori, per questo, ci tengono ad annunciarlo al mondo.
Almeno: alle persone e alle famiglie che abitano intorno a loro. E che, nella gran parte, non conoscono. Perché i nuovi quartieri sono affollati da estranei. Così capita sempre più spesso di imbattersi in una bifamiliare imbandierata che celebra l'arrivo di Tito, Giorgia, Marco, Camilla, Matteo. Figli primogeniti e unici di genitori entusiasti di comunicare a tutti - persone note e sconosciute - la loro gioia. Perché il loro Signore: è nato. Difficile immaginare un atteggiamento simile a casa dei miei nonni quando "arrivarono" i miei genitori. Negli anni Venti del secolo scorso. Mia madre: settima di nove figli. Mio padre: sesto di otto (continua)

Ilvo Diamanti (La Repubblica - 30 dicembre 2009)


lunedì 7 settembre 2009

Il nuovo partito mediale di massa


NELL'ERA della mediocrazia avanza un soggetto politico nuovo. Anche se ha sembianze note e sembra quasi antico, visto che - nella versione originaria - è sorto insieme alla prima Repubblica. Eppure è cambiato profondamente, negli ultimi anni. In modo tanto rapido che neppure ce ne siamo accorti. Lo chiameremo Partito Mediale di Massa (PMM). Perché è entrambe le cose. Allo stesso tempo mediale e di massa. Senza soluzione di continuità. Non ci troviamo di fronte a un modello, a un caso "esemplare". Perché non è riproducibile né tanto meno ripetibile. Anche se l'intreccio fra media e politica è divenuto stretto e quasi inestricabile. Dovunque. Nei partiti: la comunicazione ha preso il posto della partecipazione; il marketing quello delle ideologie; mentre le persone hanno rimpiazzato gli apparati. Così nel dibattito politico il privato è divenuto pubblico e viceversa. È una tendenza non solo italiana, ma che in Italia ha assunto modalità del tutto inedite, determinate, ovviamente, dalla posizione dominante di Silvio Berlusconi. Il premier di un paese ormai presidenzializzato, dove il potere presidenziale è largamente riassunto dal premier (continua)

ILVO DIAMANTI (7 settembre 2009)