mercoledì 6 febbraio 2013

Poggioreale Vecchia 2013


Terremoto dell'Aquila ecco perché è ineccepibile la sentenza del Tribunale


Se gli aruspici romani, dopo aver esaminato le interiora di un qualche animale, davano un responso che, a conti fatti, si sarebbe rivelato sbagliato, venivano immolati e squartati come gli animali da cui avevano preteso di trarre le loro divinazioni. Una giusta punizione per la loro presunzione. La sentenza con cui il Tribunale dell’Aquila ha condannato a sei anni di reclusione i sette esperti della Commissione Grandi Rischi è ineccepibile (continua)


 

Roma 2012


“Io voglio restare”, nasce il movimento dei giovani che resistono all’emigrazione


Nell’Europa delle frontiere aperte e dei voli low cost, per molti giovani italiani andare a lavorare all’estero non è più un’opportunità, ma una strada obbligata. Se fino a qualche anno fa la fuga oltreconfine era una scelta, un’esperienza di vita che poteva durare pochi mesi o decine di anni, adesso una società vecchia, dagli ingranaggi arrugginiti, infestata dal malcostume e incapace di crescere offre poche alternative alla generazione più giovane: rimanere è un rischio che molti non si sentono di correre (continua)

Faccia di ....... cioccolata


Facce nuove e vecchie maschere


Bastano la giovinezza e le facce pulite dei giovani 'grillini' siciliani (un'antropologia che si riproporrà, e probabilmente con numeri ancor più consistenti, alle prossime elezioni politiche) per sperare in un futuro migliore? In linea di massima direi di no. Nei dintorni del Sessantotto, quando imperversava il più spudorato giovanilismo ( il modo migliore per inculare i giovani è farli sentire protagonisti, portarli in palmo di mano – allora, nella società che assaporava il benessere, c'era anche, e forse soprattutto, una ragione economica: i giovani erano diventati un settore di mercato appetibile) scrissi per Linus un articolo intitolato: 'Basta con i giovani' che concludeva così: “ la cosa migliore, modesta ma onesta, che possono fare i giovani è una sola: invecchiare” (continua)

Fotografo ombra


Se Monti dicesse: “Trovate quei soldi, cazzo”


Gentile professor Monti, penso che a questa lettera non risponderà mai o forse neppure la leggerà. Non certo per mancanza di garbo. Lei è persona assai cortese e da quando gli italiani la frequentano non le hanno mai sentito pronunciare una parola men che levigata, anzi vien da pensare che la sera, prima del sonno del giusto, lei rifaccia la piega a sostantivi e avverbi con il ferro da stiro e una spruzzatina di amido (continua)


Il posto vacante


Il regime di Berlusconi ce lo siamo meritato


Questa settimana non ci si può esimere dall’occuparsi di Berlusconi. Speriamo sia l’ultima, anche se col Cavaliere non si può mai dire. Però il Tempo, il padrone assoluto delle nostre vite, ha fatto il suo implacabile lavoro, cui nessuno può sfuggire. Aveva 54 anni quando ‘scese in campo’, oggi ne ha 76. Le sue formidabili energie, succhiate da migliaia di saprofiti, si sono andate via via affievolendo. Oggi è un vecchio come denuncia il suo volto che, nonostante tutti gli accorgimenti, anzi proprio per essi, è diventato un mascherone impressionante. Lo stesso, disperato, patetico, aggrapparsi a giovani donne è il segno di una inesorabile, infantile, senilità. E’ un vecchio logoro perché a differenza, poniamo, di Napolitano che non ha mai battuto chiodo in vita sua (“coniglio bianco in campo bianco”), si è speso molto (continua)



venerdì 26 ottobre 2012

Colori di Sicilia



Comunque la si pensi, Grillo ha vinto


Comunque la si pensi, Grillo ha rivoluzionato pacificamente il modo di fare politica in Italia incentrando la comunicazione e l’organizzazione in rete del suo movimento e raccogliendo, low cost, un notevole consenso.
Nel prossimo test siciliano, il M5S “rischia” seriamente di diventare il primo partito e, forse, di esprimere pure il presidente, smentendo così clamorosamente la tesi craxiana dell’ “incomprimibile costo della politica” che di fatto legittimava il finanziamento illecito dei partiti. Il costo della politica è quindi comprimibile e, come direbbe Grillo, poiché la politica si è ridotta ai soldi (continua)

mercoledì 24 ottobre 2012

Bronzi

Mafie, i padroni della crisi Perché i boss non fanno crac


I capitali mafiosi stanno traendo profitto dalla crisi economica europea e, più in generale, dalla crisi economica dell'Occidente, per infiltrare in maniera capillare l'economia legale. Eppure i capitali mafiosi non sono solo l'effetto della crisi globale, ma anche e soprattutto la causa, perché presenti nei flussi economici sin dalle origini di questa crisi. Nel dicembre 2009, il responsabile dell'Ufficio Droga e Crimine dell'Onu, Antonio Maria Costa, rivelò di avere le prove che i guadagni delle organizzazioni criminali fossero l'unico capitale d'investimento liquido che alcune banche avevano avuto a disposizione durante la crisi del 2008 per evitare il collasso (continua)


Giù la testa

Il Crepaccio invisibile


È accaduto già una volta nella storia italiana che il sistema democratico si sia puramente e semplicemente suicidato. L’avvento al potere di Mussolini non fu infatti il risultato della forza militare delle camicie nere bensì, appunto, degli errori e delle incapacità di tutti gli altri attori politici. Oggi stiamo di nuovo scherzando col fuoco, poiché la riforma della legge elettorale che si va preparando rischia di spianare la strada a un secondo caso di suicidio della democrazia nel nostro Paese, o a qualcosa di molto simile (continua)


Esperimenti


Bersani di lotta o di governo?

 
Pier Luigi Bersani ha dato una lunga intervista a Repubblica per dire che il governo dei tecnici è “una parentesi” da chiudere e per candidarsi alla guida del prossimo governo. Data la complessità degli argomenti, ne citiamo i passaggi chiave con traduzione in italiano corrente per i lettori meno scafati.
Qualunque ragionamento sul prossimo futuro deve partire dal presupposto che non vengano abolite le elezioni, magari su suggerimento di Moody’s. Se in Italia passasse l’idea che la politica non è in grado di tirarci fuori dalla crisi, noi ci porremmo automaticamente al margine delle democrazie del mondo”.
Non posso essere più esplicito, ma il vero pericolo non è tanto l’antipolitica quanto la voglia di commissariamento della democrazia che pervade non posso dire chi (continua)




mercoledì 17 ottobre 2012

Torre di Nubia (TP)


Il non voto è comunque un voto ed oggi, più che antipolitica, è una delega in bianco alla “vera casta” che governa il paese.


Indipendentemente da quelli che sono gli orientamenti politici e le disillusioni che possiamo provare, rimango convinto che non è opportuno nè tantomeno saggio non esercitare oggi il proprio diritto di voto ...... (continua)
Se poi i partiti o movimenti venissero finalmente vissuti per quello che sono, ovvero strumenti della politica, anche il voto di protesta potrebbe essere veramente libero e convogliato in qualsiasi direzione funzionale alle necessità del momento. 
Ogni scelta resta legittima e non necessita sempre di coerenza o, peggio, di fedeltà assoluta a un teorico credo “storicizzato”; il consenso non può rimanere supinamente riposto in chi ostenta programmi teoricamente in linea con il nostro credo, ma che pratica politiche manifestamente lontane.
Infine, per quanto ovvio, è evidente che, se l'opposizione è la funzione politica principe nel controllo del governo di turno, l'astensionismo non conferisce ad alcuno deleghe finalizzate a tale scopo.

essec/2012