lunedì 31 maggio 2010

Allerta

APPROVATO: articolo 50-bis/Repressione di attività di apologia o istigazione… COMPIUTA A MEZZO INTERNET


Questo blog – e questo giornale- sono contenti e orgogliosi di aver dato il loro contributo nella battaglia contro l’emendamento D’Alia, quello che minacciava parecchio la libertà della Rete. Quello che tuttavia dispiace è che evidentemente non a tutti è giunta la notizia che quella battaglia è stata (per una volta) vinta, e grazie al buon senso di molti deputati (compresi alcuni della maggioranza), l’emendamento D’Alia è stato bocciato, cassato, cestinato. No, tocca dirlo perchè chiacchierando questa mattina con il mio amico Vittorio Zambardino si notava che da qualche giorno gira per la Rete la storia di un simpatico frate cappuccino che, un filo in ritardo con gli eventi, lancia una campagna «per fermare l’attacco a Facebook e YouTube», che però è stato già fermato (continua)

Alessandro Gilioli (Piovono le Rane)

Onore al Duce

Passaparola: "L'orchestrina del Titanic"


Perché non la voleva firmare? Perché voleva evidentemente, dopo averla attribuita per giorni e giorni all’Europa e a Tremonti, condividere la responsabilità tra l’Europa, Tremonti e Napolitano e lui dire che non c’entrava niente, tant’è che l’aveva firmata dopo.

Evidentemente, dopo aver citato il Duce, crede di essere già il Duce e invece ancora le forme vanno rispetto e quindi in teoria prima il Governo e il Parlamento fanno le leggi e poi il Capo dello Stato le firma, anche se va detto che con questa malabestia della cosiddetta moral suasion di cui abbiamo parlato infinite volte, il Presidente della Repubblica ha autorizzato il governo a pensare che in fondo si possa fare anche così e cioè che il Capo dello Stato viene consultato prima e non dopo l’approvazione delle leggi, partecipa, come pare stia facendo, con suggerimenti al confezionamento delle leggi medesime e così quando arrivano sul suo tavolo dovendo dire o sì o no, spesso non può dire no, si sente in imbarazzo a dire no perché ha partecipato al confezionamento delle leggi. E' una vecchia storia di cui continuiamo a occuparci, mi pare, praticamente soltanto noi. Ma siamo alla puntata 99°, oggi, del Passaparola di quelle che ho fatto io, poi c’è quella che fece Poter Gomez sostituendomi durante l’assenza a causa della nube, quindi non è tempo di celebrazioni (continua)

Marco Travaglio (Passaparola del 31 maggio 2010)

sabato 29 maggio 2010

Attenti al cane

C’è una nuova categoria di impuniti: i delinquenti amici dei parlamentari.


Nel giugno del 2003 i nostri legislatori, sprezzanti di ogni senso del ridicolo, emanarono una legge che imponeva ai magistrati che volessero intercettare uno dei loro di dirglielo prima: così avrebbero potuto valutare e, se del caso, autorizzare l’intercettazione. Naturalmente non una sola autorizzazione è stata concessa; e, per una volta, non tanto perché i cani non mangiano i loro simili; ma perché un magistrato così deficiente da mettere sotto controllo il telefono di una persona che è stata avvertita che sarà intercettata non c’è mai stato. La legge non era solo assolutamente cretina; era anche inaccettabile sotto il profilo della lotta alla criminalità, considerato che i non intercettabili ope legis costituivano una categoria ad alto indice di delinquenza e che impedire indagini, processi e condanne nei loro confronti certamente non rendeva un buon servizio al paese. Dopo qualche entusiasmo passeggero, i nostri ebbero un brusco risveglio. Gli abituali partners di malaffare gli telefonavano spesso (continua)

Bruno Tinti (da il Fatto Quotidiano del 28 maggio 2010)

Inusuale ingaggio di fioretto

Rita Levi Montalcini: Aforismi

Convergenze naturali

San Francesco: Un rivoluzionario


I milioni di italiani che in questi decenni hanno lavorato sodo, per salari e stipendi modesti, e che adesso si sentono intimare dal governo “è arrivata l'ora dei sacrifici duri” come se fossero loro i responsabili della crisi, si domandano come in una vecchia canzone dei Rokes: Ma che colpa abbiamo noi?. È tutta la vita che facciamo sacrifici, che cosa si pretende ancora da noi? Diteci chi sono i veri responsabili perché abbiamo il diritto di farli a pezzettini. E qui viene il difficile. Responsabile è l'attuale governo? È poco credibile perché, per quanto possa aver commesso errori, è alla guida del Paese da soli due anni. È allora colpa del governo precedente? Meno ancora, in fondo Padoa Schioppa, senza fare il chiasso di Tremonti, un paio di misure per riassestare i nostri conti pubblici le aveva prese. Bisogna quindi risalire agli '80, gli anni della "Milano da bere" (continua)

Massimo Fini (Il Fatto Quotidiano - 29 maggio 2010)

E' tempo di ...... confessione ...... per i credenti

I timori di golpe di Ciampi il mondo politico si interroga


"Non c'è democrazia senza verità. Questo è il tempo della verità. Chi c'è dietro le stragi del '92 e '93? Chi c'è dietro le bombe contro il mio governo di allora? Il Paese ha il diritto di saperlo, per evitare che quella stagione si ripeta...". Dopo la denuncia di
Piero Grasso 1, dopo l'appello di Walter Veltroni 2, ora anche Carlo Azeglio Ciampi chiede al governo e al presidente del Consiglio di rompere il muro del silenzio, di chiarire in Parlamento cosa accadde tra lo Stato e la mafia in uno dei passaggi più oscuri della nostra Repubblica.
L'ex presidente, a Santa Severa per un weekend di riposo, è rimasto molto colpito dalle parole del procuratore nazionale antimafia, amplificate dall'ex leader del Pd. E non si sottrae a una riflessione e, prima ancora, a un ricordo di quei terribili giorni di quasi vent'anni fa (continua)

Massimo Giannini (La Repubblica - 29 maggio 2010)

David e Cristina

Moglie, nome comune di cosa


Così dicono gli esperti. Tre anni. L'amore vero dura tre anni. Qualcosina in più di mille giorni. Dopodiché buongiorno bignola, ciao contadina. Non è più la stessa cosa. Prima saliva il desiderio e calavano le mutande, poi succede il contrario. Cala il desiderio e risalgono le mutande. E non solo in senso metaforico, perché si abbandonano i tanga e si ritorna al caldo abbraccio della braga ascellare. Per la miseria. Bisogna imparare a rinverdire 'sto desiderio. Che è già un bel controsenso (continua)

Luciana Littizzetto (Col cavolo - 2004)

Scusami, anche se ora siamo solo amici, ma ti volevo dire che ti voglio un mondo di bene

Elena, Elena, Amore mio: Premessa


Appartengo a una generazione che non ha mai giocato agli indiani e cow-boy. Quali le ragioni non saprei dirlo: sarà che negli anni Quaranta non erano ancora arrivati i fìlm di John Wayne, o che Mussolini ci spingeva di più verso la «classicità» che non verso il Far West, certo è che noi balilla, quando dovevamo fare a botte, preferivamo dividerci in Greci e Troiani piuttosto che in Sioux e soldati del Settimo Cavalleggeri. La prima guerra tra ragazzi di cui conservo memoria fu quella combattuta tra la quarta B e la quarta C del Liceo Ginnasio Umberto Primo di Napoli in Villa Comunale, nel tratto compreso tra piazza Vittoria e la cosiddetta Cassa Armonica (che nella circostanza ci rimise tutti i vetri colorati della fascia inferiore). Avevamo spade di legno e utilizzavamo come scudi i coperchi dei bidoni dell'immondizia, sui quali in precedenza avevamo scritto a grandi lettere: «A MORTE I FIGLI DI TROIA». Il perché poi noi fossimo i Greci e loro i Troiani, non sono mai riuscito a spiegarmelo; probabilmente perché eravamo stati noi della quarta B i primi a pensarci. In realtà avremmo voluto essere tutti Achille, solo che per sostenerlo a voce alta bisognava fare i conti con un certo Avallone, un bisonte, mio compagno di classe, dotato di due mani grosse come prosciutti (continua)


Luciano De Crescenzo
(Elena, Elena, Amore mio - Mondadori - 1991)


Acquario di vetro

Pensione di 6500 euro a 47 anni


"Accudisco mio padre tutte le mattine e poi lo rivedo la sera, prima di tornare a casa mia, a Bagheria, a due passi dalla sua abitazione. Lo potevo fare anche da direttore generale? Certo, ma la legge mi ha consentito di andare in pensione e ne ho usufruito. L'assegno che ricevo adesso? Seimila 468 euro netti al mese, che al lordo fanno una pensione annua di 125.854 euro".
L'assessore Pier Carmelo Russo, andato in pensione a 47 anni per accudire il padre non autosufficiente, si sente "sotto attacco" dai giornali. In questi giorni il periodico "S" ha messo in copertina il suo volto con su scritto "La pacchia", in riferimento alla sua pensione anticipata a cinque zeri. A difenderlo è sceso in campo lunedì il capogruppo del Pd all'Ars, Antonello Cracolici (continua)

Antonio Fraschilla (La Repubblica - Palermo - 26 maggio 2010)


Interni oscuri

Parla Walter Veltroni: "Non si può assistere da spettatori indifferenti a notizie che in altre democrazie sarebbero priorità assolute"


"Il Paese non può assistere da spettatore indifferente a notizie sconvolgenti che in altre democrazie sarebbero priorità assolute. Mettiamo per un momento da parte tutto il resto, la manovra finanziaria e la crisi, Berlusconi e Fini, le questioni interne ai partiti e fermiamoci tutti, destra e sinistra, a riflettere sulle parole di Piero Grasso. Si, i galantuomini di destra e di sinistra, perché in ballo ci sono i fondamentali della democrazia. C'è davvero un pezzo dello Stato dietro la morte di Falcone e Borsellino, le stragi del '92 e '93? Se é così, che cosa c'è di più importante da chiarire ora e subito?". La denuncia di Walter Veltroni arriva dopo quella scioccante del procuratore antimafia Piero Grasso: "Nel '93, Cosa nostra ha avuto in subappalto una vera e propria strategia della tensione" "Le stragi furono organizzate anche da pezzi dello Stato per aiutare una nuova forza politica" (continua)


Curzio Maltese
(La Repubblica - 28 maggio 2010)