venerdì 24 luglio 2009
In quale epoca vorresti vivere?
Io vorrei vivere all'età della pietra, per buttare mazzate. Infatti a quel tempo si facevano molte lotte. Se tu appartenevi ad una tribù e un altro apparteneva a un'altra tribù, e si incontravano in mezzo alla strada, allora, come si guardavano in faccia, si colpivano.
L'arma di quel tempo era la clava, e chi non ce l'aveva era morto perché senza clava non ci si poteva difendere. Chi non teneva la clava si difendeva coi calci, i pugni, le capate, gli sputi. Ma alla fine moriva lo stesso (continua)
Marcello D'Orta ("Io speriamo che me la cavo - Sessanta temi di bambini napoletani" - 1990)
Vittorino Andreoli "L'io e gli altri"
La psicoanalisi ha demolito, anche sul piano scientifico, l’idea razionalista di un io monolitico e separato dal mondo, non solo perché sotto le pulsioni che attraversano la nostra identità ha scoperto la traccia di una pluralità di elementi, ma anche perché ha posto, alla base della costruzione e della maturazione dell’io, il rapporto con gli altri. Tutto ciò risulta ben chiaro dalla teoria e dalla pratica psicoanalitica. Freud ne L’interpretazione dei sogni concepisce l’Io come una costruzione. Il contenuto latente nel sogno non é qualcosa che sta lì, pronto ad aspettare che qualcuno lo scopra e lo riveli. L'interpretazione del sogno e il suo riflesso sulla psiche dell’individuo possono servire solo a un lavoro di costruzione e di scambio, che coinvolge tanto il paziente che l’analista. Non solo l’io può comprendere sé stesso soltanto attraverso gli altri, ma di più, in qualche misura, esiste esclusivamente attraverso gli altri. Già la riflessione sul nostro linguaggio esprime perfettamente questo paradosso: io non vedo me stesso che allo specchio, cioè riflesso in un’immagine. L’unico modo per indicare cosa sono io è parlarne, ma la parola "io" può essere determinata soprattutto in riferimento alla parola "tu" a cui si rivolge e non in sé stessa. L’io si determina e si costruisce in relazione al "tu". Non è un caso che alla base dei disturbi della personalità ci sia quasi sempre una difficoltà relazionale (continua)
DA UNA EX STUDENTESSA FUORI SEDE DI L'AQUILA
"DA UNA EX STUDENTESSA FUORI SEDE DI L'AQUILA
Le ho contate, dovrebbero essere una ventina circa.
Forse mi devo scusare con loro, perchè la mia risposta ha sistematicamente destato un pò di imbarazzo:
"L'Aquila non esiste più"
"Ah già, scusami"
Ah già.
Ma è giustificabile.
Ormai le reti nazionali non parlano più del terremoto dell'Aquila (continua)
Un ex-residente all'Aquila"
LETTERA APERTA DA ARCORE
"Gentile direttore, leggo su molti giornali a me avversi, particolarmente il suo, che in caso di mia vittoria la democrazia verrebbe stravolta, e che io sarei intenzionato ad apportare cambiamenti illiberali nelle istituzioni del paese. Mi consenta di precisare come niente di questo sia vero, poiché l'Italia che ho in mente sarà l'Italia di tutti e non soltanto di uno solo, per quanto il migliore, il più ricco e il più competente in ogni settore.
I cambiamenti che porterò in caso di mia eventuale quanto sicura vittoria sono poderosi ma moderati. Per prima cosa bisognerà riformare la giustizia che ora come ora è totalmente controllata dagli attivisti comunisti (continua)
da "I nuovi manuali di storia" (Stefano Benni - Mercoledì 28 marzo 2001)
Intrecci tra mafia e politica: boss mafiosi candidati per evitare il carcere
«Uno scrittore che denunciava le gesta della malavita locale eliminato a colpi di pistola, un boss dell’industria nucleare implicato in grandi affari internazionali, un ministro dell’Interno che si dimette mentre la magistratura l’accusa di collusione con la criminalità organizzata, un “uomo d’affari” che nuota nel mare della mafia locale aiutato da banche e banditi».
Questo è l’inizio di un articolo che parla della Bulgaria di questi ultimi anni, un paese che riesce in questi giorni, nonostante questo grosso scandalo, a far approvare in parlamento uno emendamento unico nel suo genere. Una nuova legge che darà ai boss mafiosi il diritto di candidarsi, con l’aggiunta di tre settimane d’aria per la campagna elettorale (continua)
Scritto da Simone Pomi – 15 luglio 2009 - Diritto di Critica
DISTINGUO
UN CONTO è dire che negli introiti dello stato
rientra per gran parte denaro riciclato, proveniente dai
guadagni illeciti della malavita e della criminalità
organizzata e UN CONTO è dire che lo stato, pur
trovandosi ad amministrare anche queste ricchezze (continua)
Corrado Guzzanti (Il libro de Kipli)
Italia: con una bella dormita passa tutto (El Pais - Articolo di Società cultura e religione, pubblicato venerdì 10 luglio 2009 in Spagna)
Chiunque ami l’Italia e goda del singolare privilegio di non essere direttamente coinvolto in uno dei suoi mille giochi di potere, si vede obbligato ad assistere a una gravissima malattia. È proprio la democrazia, la più bella espressione dell’Italia dall’unità nazionale, ciò che stanno distruggendo mentre ripetute iniezioni di cortisone inibiscono la visibilità della devastazione dei suoi tratti. Il tarlo che sta corrodendo l’Italia è il berlusconismo. Ciò che in realtà ha più importanza non è se l’attuale presidente del Consiglio frequenti ragazze minorenni come Noemi, prostitute di notte o prelati di giorno, ma il fatto che ci siano moltissimi italiani che ignorano tutto questo. Da circa due mesi e mezzo una parte d’Italia è venuta al corrente delle amicizie notturne e festaiole del Cavaliere e del fatto che la stampa internazionale se ne occupa, ma sono tanti coloro i quali non sanno nulla e che quindi non possono giudicare (continua)
El Pais
[Articolo originale "Italia: con una buena siesta se pasa todo" di Shukri Said]
Scudo fiscale: Tremonti dà una mano a mafiosi ed evasori
Era il 13 marzo 2008, in piena campagna elettorale, quando Giulio Tremonti, ospite di Repubblica TV, fece questa promessa agli elettori: Basta con i condoni. «Oggi non ci sono più le condizioni per farli, non li ho certo fatti volentieri, ma perché costretto dalla dura necessità. I condoni sono una cosa del passato» aggiunse inoltre, il futuro ministro dell’Economia. Oggi, un anno dopo, la situazione sembra mutata. Pochi giorni fa un giornalista, facendo notare questa nascente incongruenza, è stato insultato dal Ministro parole poco gentili Il governo infatti, attraverso un emendamento sul Ddl Anticrisi, sta introducendo una nuova norma fiscale che in molti punti ricorda un condono. Le persone che vorranno far rientrare capitali dall’estero, dovranno pagare una tassa del 5% sul totale. Chi aderirà avrà la certezza di non subire accertamenti e vedrà svanire le sanzioni amministrative eventualmente previste nel caso quei soldi fossero illeciti. É previsto anche che questa attività non possa «costituire elemento utilizzabile a sfavore del contribuente, in ogni sede amministrativa o giudiziaria, in via autonoma o addizionale» (continua)
Scritto da Simone Pomi – 22 luglio 2009 - Diritto di Critica
martedì 21 luglio 2009
"L'autodistruzione del PD " di Marco Travaglio
A Grillo hanno detto che non poteva neanche tesserarsi, mi sono molto incuriosito per questo statuto del Partito Democratico, perché è uno statuto particolare, uno statuto che è un po’ flessibile è come la legge secondo un famoso detto, credo, di Giovanni Giolitti che la legge per gli amici si interpreta e per i nemici si applica, in base allo statuto si è detto che Grillo non si sarebbe potuto iscrivere perché si riconosce in un movimento ostile al Partito Democratico che sarebbe quello delle liste civiche a 5 stelle, così hanno detto i garanti o il gran consiglio degli ayatollah presieduti da Berlinguer, quello sbagliato però, non purtroppo da Enrico e questo statuto però poi esiste, c’è anche su Internet, Paolo Flores D'Arcais è andato a vederlo e ha scoperto che in realtà nello statuto non c’è alcun accenno all’ispirarsi e al riconoscersi in un movimento ostile al PD, c’è un unico paio di motivi per i quali non ci si può iscrivere: Art. 2, comma 8, parla di persone che siano iscritte a altri partiti politici o aderiscano a gruppi di altri partiti politici all’interno di organi istituzionali elettivi (continua)
Marco Travaglio (Blog di Beppe Grillo)
Una donna nera
Ho visto una donna nera partorire per strada, nessuno l'aiutava, nessuno muoveva un dito...
Ho visto una donna nera partorire per strada, e stava lì; e non si muoveva. Chiedeva aiuto, ma nessuno faceva nulla.
Ho dovuto chiamare io l'ambulanza, fosse per loro l'avrebbero lasciata lì tutta una notte e magari il giorno dopo e quell'altro ancora...
Mò lo devo scrive pure in africano:
Iscriviti a:
Post (Atom)








