domenica 1 novembre 2009

Dove


Dove

Immobile/giaci/disteso tra la morbida seta/che si frappone tra te e le quattro pareti di legno/tua ultima ed eterna dimora./Sembri riposare/dolcemente rapito/tra le braccia di Morfeo./Attorno a te/tutto è tristezza/ed il freddo che avvolge il tuo corpo/ormai inerte/per sempre/rivela la tua assenza/definitiva./Delicatamente mi avvicino/e da ingenuo/mi domando/dove mai sarai/adesso.

Rino Porrovecchio (Fuoco di paglia)


Primi piani e sfondi

DOPO BERLUSCONI ASPETTA E SPERA


Che l’Italia non sia più berlusconiana lo scriviamo da due anni, spesso rimproverati dalla sinistra istituzionale. Ora, con l’eccezione di Giovanardi e di alcuni pastori della Sila, lo sanno tutti. L’ecumenico sorriso di Monna Lisa Prodi è giustificato, ma non deve diventare fisso, come il ghigno da piazzista del cavaliere. Perché la strada è in salita e i sondaggi mutevoli. L’Italia non è berlusconiana, ma il potere sì. E dato che questo potere non è più temperato dalle regole della democrazia, non sarà semplice scalzarlo. In ogni paese flebilmente civile chi perde quattro elezioni di fila, l’ultima con otto punti di scarto si dimette, o quanto meno presenta le dimissioni. Ma questo è un paese dove il neuropremier vittimista è stato inquisito, stralciato, prescritto, i suoi più stretti collaboratori sono stati condannati per corruzione e appoggio alla mafia, e si è fatto finta di nulla. Perciò il nanetto di minoranza vuole dimenticare in fretta la macchinazione comunista di questo voto, e si dice pronto a cambiare la Costituzione e le leggi elettorali. Lo spalleggiano Fini e Follini, giganti che in due hanno il coraggio e l’indipendenza di pensiero di mezzo doroteo anni Sessanta. E soprattutto, il cavaliere gode dell’appoggio politico e culturale di un gruppo di picciotti padani col cinque per cento dei voti e del clan dei riformisti siciliani col cento per cento dei pizzi (continua)

Stefano Benni (Il Manifesto - Venerdì 8 aprile 2005)

LAYA - Gioia Industriale

Redazioni Facebook per cittadini digitali


Almeno dieci milioni di italiani sono iscritti a Facebook (di questi metà hanno meno di trent'anni). Il social network nasce nel 2004 come strumento di comunicazione tra studenti degli atenei americani: anche il nome “il libro delle facce” è mutuato da una pubblicazione che gli atenei Usa producono ogni anno con volti e nomi dei loro studenti. Facebook crescendo è diventato molto di più: un posto dove rimanere in contatto con gli amici e dove conoscere persone con interessi affini; ma anche un luogo dove condividere foto, video, pensieri, link e, anche... notizie (continua)

Federico Mello
da Il Fatto Quotidiano n°25 del 21 ottobre 2009

Residui di pioggia

Il concetto di ironia in Søren Kierkegaard


Kierkegaard affronta il problema dell'ironia nella sua tesi di laurea, pubblicata nel 1841 con il titolo Il concetto di ironia in costante riferimento a Socrate (ed. it., a cura di D. Borso, Guerini, Milano 1989). Si tratta di un'opera ricca di riferimenti al dibattito letterario e filosofico, poiché l'ironia - a partire dall'età del romanticismo - era diventata un tema particolarmente vivo ed aveva attirato su di sé l'attenzione di autori come Tieck, Schlegel e Solger. È tuttavia Hegel l'autore cui il giovane Kierkegaard si sente più vicino: nelle pagine della sua tesi di laurea, il filosofo danese ha infatti ben chiara davanti agli occhi la riflessione hegeliana sulla valenza soggettiva e negatrice dell'ironia, ed una delle mete cui il suo lavoro approda può essere forse indicata proprio nell'acquisizione di una prima parziale autonomia del giovane filosofo dalla pagina hegeliana (continua)


Paolo Spinicci - Le parole della filosofia, I, 1998


Gruppo di minoranza: www.polizzi2013.it

Lei è educato si vergogni


Nel regime di Berlusconia chi ha la sfortuna di aver ricevuto un'educazione, di aver imparato che non si dicono le bugie e si parla uno per volta, è fregato. Chi ha una reputazione fa di tutto per conservarla: ma chi ne è sprovvisto non teme di perderla, dunque parte avvantaggiato. Perché può fare e dire tutte le porcate che vuole, tanto da lui ci si attende il peggio. Prendete
Gasparri, con rispetto parlando: continua a dire in tv che io vado in ferie a spese della mafia, ben sapendo che non è vero ma che nessun Vespa lo smentirà e nessuna Authority o Vigilanza interverrà. Prendete il miglior premier degli ultimi 150 anni, il più perseguitato della Storia (più di Gesù, per dire), il più buono e giusto: siccome è anche l'editore più liberale dai tempi di Gutenberg, una delle sue tv fa pedinare con telecamera nascosta (continua)

Marco Travaglio da Il Fatto Quotidiano n°22 del 17 ottobre 2009

Vecchie maioliche

Umberto Galimberti: IL SACRO o LA DIMENSIONE SIMBOLICA


Oggi pomeriggio parliamo di una dimensione che ci fa vedere in qualche modo all’origine dell’uomo; è ciò da cui l’uomo si è potentemente difeso e che continua ad operare e che io ipotizzo essere il vero antagonista dell’apparato tecnico, che non è la buona volontà degli uomini, non il loro romanticismo, non la loro nostalgia dell’umano come l’hanno conosciuto, non tutte le cose nelle quali noi collochiamo le nostre “speranze”. Il vero antagonista della tecnica io lo chiamo sacro, il sacro (continua)


Umberto Galimberti - Tratto dall'articolo IL SACRO o LA DIMENSIONE SIMBOLICA, trascrizione di una lezione di Umberto Galimberti alle Vacances de l'Esprit 2006 e comparso sulla rivista Antiche e moderne vie d'illuminazione, periodico dell'associazione ASIA, nel n. 27 Dicembre 2006



L'orologio .... nel tempo

COME VA? Da: "Il secondo diario minimo" di Umberto Eco (con aggiunte apocrife)


1. Icaro: "Uno schianto"

2. Proserpina: "Mi sento giù"
3. Prometeo: "Mi rode..."
4. Teseo: "Finché mi danno corda..."
5. Edipo: "La mamma è contenta"
6. Damocle: "Potrebbe andar peggio"
7. Priapo: "Cazzi miei"
8. Ulisse: "Siamo a cavallo"
9. Omero: "Me la vedo nera"
10. Eraclito: "Va, va..."
11. Parmenide: "Non va"
12. Talete: "Ho l'acqua alla gola"
13. Epimenide: "Mentirei se glielo dicessi"
14. Gorgia: "Mah!"
15. Demostene: "Difficile a dirsi"
16. Pitagora: "Tutto quadra"
(continua)

Da: "Il secondo diario minimo" di Umberto Eco (con aggiunte apocrife)

Foto in mostra; spettatori assenti!

"la memoria della storia": Delle amicizie pericolose di molti esponenti siciliani di Forza Italia


Quando, lunedì 3 agosto 1998, fu arrestato Giovanni Mauro
, presidente della Provincia di Ragusa ed esponente di Forza Italia, Enrico La Loggia, capogruppo di Forza Italia al Senato, subito dichiarato: Attenti a un nuovo caso Musotto. La persecuzione giudiziaria (nemmeno più l’errore giudiziario) e diventata ormai spiegazione esaustiva e giustificazione preventiva di ogni atto della magistratura nei confronti di ogni esponente di Forza Italia, dal suo leader all’ultimo degli aderenti.

Un atteggiamento che ha fatto scuola: tanto che dopo l’arresto di Francesco Schiavone detto Sandokan, boss dei Casalesi, il più ricercato tra i nuovi capi della Camorra campana, la moglie rilasciò ai giornali risentite dichiarazioni secondo cui il marito era vittima di una persecuzione dei comunisti. La signora Sandokan, evidentemente, ha imparato la lezione mediatica e, democraticamente, ha applicato a se lo schema già ampiamente utilizzato in tanti casi da autorevoli esponenti della politica (continua)

Gianni Barbacetto ("La memoria della storia" - http://www.societacivile.it)

"Minni di vergini"

Il mito di Piramo e Tisbe


Tranne Adamo, che non aveva nessuno al quale attingere, tutti gli altri autori, chi più, chi meno, hanno copiato da un predecessore. Magari senza volere, inconsciamente, ma hanno copiato. Uno dei più sfacciati in tal senso è stato William Shakespeare: la sua tragedia Romeo e Giulietta ripercorre, passo dopo passo, la triste storia di Piramo e Tisbe, favola babilonese di due giovani innamorati, appartenenti a due famiglie che si odiavano a morte. Piramo, juvenum pulcherrimus, e Tisbe, praelata puellis (lui, bellissimo tra i giovani, lei, prescelta tra le fanciulle) abitavano nello stesso edificio. E fu proprio grazie a questa vicinanza che ebbero modo di conoscersi. All'inizio si guardarono da una finestra all'altra del cortile, poi s'incontrarono per le scale, infine si dettero i primi baci e si amarono teneramente, come da copione. Purtroppo, però, le loro famiglie si odiavano da sempre (continua)

Luciano De Crescenzo (ZEUS I MITI DELL'AMORE - ARNOLDO MONDADORI EDITORE)

Fiori secchi e spine

Passaparola di lunedi 19 ottobre 2009

"Buongiorno a tutti. Il Fatto Quotidiano ha lanciato una campagna che è dedicata al simbolo, diciamo pure un simbolo che potrebbe essere considerato troppo leggero e invece nasconde dietro di sé, come vedremo, una questione molto grave e molto sostanziale, che è quella della difesa del diritto del giudice Mesiano a emettere una sentenza e, come il diritto del giudice Mesiano, il diritto di tutti i giudici a emettere sentenze. E’ un diritto e è un dovere, è il loro mestiere e hanno il diritto di farlo come si diceva ai tempi dei latini, padri del nostro diritto, sine spe ac metu, ossia senza speranza di ottenere qualcosa in cambio e senza paura di ricevere dei danni o delle rappresaglie, ovvero le loro sentenze debbono essere emesse secondo giustizia, secondo legge, secondo coscienza, senza nessuna aspettativa di premi o di punizioni, fermo restando che, se la sentenza contenesse degli errori, ci sarebbero sempre i numerosi gradi di giudizio che sono previsti nell’ordinamento italiano, che è il più garantista al mondo" (continua)

Marco Travaglio (Blog Beppe Grillo - Postato il 19 Ottobre 2009)

Una bandiera scollata ed una scala in salita

"Se il mio fondoschiena vale più di due lauree"


"CARO DIRETTORE, ad Adrian Michaels che sul
Financial Times critica il trionfo di veline e donne nude in Italia vorrei dire che il problema non è femminile. Non è tanto il femminismo ad aver fatto passi da gigante però all'indietro, semmai è il maschilismo italo-pakistano (per parafrasare una recente affermazione di Giuliano Amato) che ormai troneggia da tutte le parti.
Per come la vedo io, la signorina Canalis ha raggiunto benissimo il suo obiettivo e cioè successo e soldi e alzi la mano chi tra le donne non rinuncerebbe al proprio stipendiuccio e ad un po' di amor proprio femminile se gli mettessero sul piatto un milione di euro per mostrarsi sorridente... ma anche un uomo direi, no? Della serie: chi è più scemo signor Michaels, la Canalis o chi gli va dietro?
Per quel che mi riguarda sono problemi che vivo ogni giorno, ma davvero ogni giorno. Ho 39 anni, sono single, due lauree, (una in architettura e una in conservazione dei beni architettonici), due master, uno in economia e uno in studi storici, una specializzazione in consolidamento, un dottorato di ricerca e ... un gran bel fondoschiena" (continua)

Mila Spicola (La Repubblica - 17 luglio 2007)

Decori reali e ombre

Alte scariche dello Stato


Nel mondo libero un cittadino comune può criticare anche aspramente un potente, che ha tutte le armi per difendersi. Se invece è un potente a offendere un cittadino, questo deve avere giustizia perchè non ha altro usbergo che il “giudice a Berlino”. In Italia accade esattamente il contrario: se un politico insulta un quivis de populo, quello si protegge con lo scudo spaziale dell'insindacabilità parlamentare; viceversa basta una pallida critica per far scattare la lesa maestà. Soprattutto se il malcapitato ha espresso le sue critiche nel circondario di Roma, dove ha sede il vecchio (e a tratti redivivo) porto delle nebbie. Forte coi deboli e debole coi forti, una fetta della magistratura romana si propone come surrogato del fu lodo Alfano: botte da orbi a chi critica il potere. A meno che le offese non vengano da (continua)

Marco Travaglio da Il Fatto Quotidiano n°19 del 14 ottobre 2009

Liberty: Santa Flavia (Villa Filangeri)

La mafia controlla l’Italia già da tempo


La mafia italiana non viene quasi più combattuta nel proprio paese, afferma la giornalista Petra Reski. E altrove in Europa l’influenza della mafia viene troppo spesso sottovalutata. Un paio di mesi fa il direttore dell’emittente pubblica RAI Uno è stato bacchettato dal Vaticano. Nel corso di un programma su Eluana Englaro, a cui il giudice aveva accordato la facoltà di morire dopo un coma di 17 anni, il direttore aveva permesso alla giornalista Petra Reski di dire che trovava strano che il Vaticano avesse una forte opinione su questo caso, mentre da decenni non dice niente riguardo alla mafia, che ha causato migliaia di morti e domina interi settori della vita pubblica. La chiesa cattolica, con il premier Berlusconi al suo fianco, ha trovato l’affermazione sconveniente (continua)

Articolo (Italia dall'Estero, pubblicato giovedì 3 settembre 2009 in Olanda). [Articolo originale " 'De maffia heeft Italië al lang overgenomen' " di Dirk Vandenberghe]


Equilibrismi

La legge è uguale per tutti, ma non necessariamente lo è la sua applicazione.


"La legge è uguale per tutti, ma non necessariamente lo è la sua applicazione".


Nicolò Ghedini - Roma, 6 ottobre 2009

Ombra lunga in una scala in discesa

Falso che al Quirinale si siano "stipulati patti" sulla legge Alfano


"E' del tutto falsa l'affermazione che al Quirinale si siano "stipulati patti" su leggi la cui iniziativa, com'è noto, spetta al Governo, e tantomeno sul superamento del vaglio di costituzionalità affidato alla Consulta.Una volta rilevata, da parte del Presidente della Repubblica, la palese incostituzionalità dell'emendamento "blocca processi" inserito in Senato nella legge di conversione del decreto 23 maggio 2008, il Consiglio dei Ministri ritenne di adottare il disegno di legge Alfano in materia di sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato" (continua)

Nota della Presidenza della Repubblica del 12 ottobre 2009



Incroci fotografici

"'nciurie" ....... ovvero soprannomi o appellativi in uso in Sicilia


I soprannomi sono state rintracciate con visite in loco o raccolte da studiosi locali. Origine del sopprannome o ingiuria nasce con qualsiasi pretesto: da dicerie paesane, dalla vita quotidiana, dal ripetersi di certe azioni, modi di fare e dire, dal proprio lavoro. Può essere inteso sia in modo offensivo che semplicemente per individuare la persona.Una lista parziale ed aggiornabile dei soprannomi in uso a Casteldaccia (continua)

http://casteldaccia.net/index.php?option=com_content&view=article&id=49&Itemid=47


Portafortuna

I fatti del Fatto


11 ottobre 2009
II primo fatto del Fatto è che in quindici giorni di vita il giornale che state leggendo ha venduto, in media, circa centomila copie e non è mai sceso sotto quota 80mila. In più vanno considerati i 36mila abbonamenti, di cui 13 mila postali e 23 mila via internet. Ricordiamo che nel conto economico della società editrice la nostra linea di galleggiamento è stata fissata intorno alle 10-12mila copie. Sono numeri che, naturalmente, ci danno entusiasmo ma da leggere con estrema prudenza (continua)

da Il Fatto Quotidiano n°17 dell'11 ottobre 2009

Primi piani e sfondi

Conto alla rovescia mortale su Facebook


Qualcosa che non va deve pur esserci, se la gente ormai si rifiuta anche solo di acquistare un quotidiano prima di andare al lavoro, se una volta arrivati a casa si preferisce seguire un cartone animato piuttosto che ascoltare gli ultimi assurdi fatti di cronaca. Stamattina, come sono ormai solita fare da anni, ho acceso il mio notebook e, dopo aver letto la posta, mi sono decisa a sfogliare virtualmente un po’ di giornali. Tra un titolo e l’altro, ecco l’assurda e dolorosa notizia del giorno: un giovane, un ragazzino di appena 15 anni si è “ucciso su Facebook”. Sì, proprio su Facebook. L’atto finale del folle gesto è stato prendere una corda ed impiccarsi, ma già da diversi giorni l’adolescente segnava sulla propria bacheca la conta dei giorni che l’avrebbero poi portato a compiere il folle gesto. Il fatto è accaduto a Torre del Greco, nel napoletano (continua)

di
Maria Elena Fazio Per BlogSicilia è tutto, a voi la linea.



Leggere riflessioni

E' vero, dobbiamo stare attenti a chi imbarchiamo


Paolo Flores d’Arcais, prima su Micromega e poi con una intervista a Il Fatto, ha posto la questione dell’identità dell’Italia dei Valori e più ancora della qualità della sua classe dirigente. In particolare D’Arcais – dopo aver dato atto del brillante risultato ottenuto da Idv alle ultime elezioni europee (8% dei voti validi) e dopo aver esaminato nome per nome la classe dirigente di Idv distribuita sul territorio – ha segnalato una marcata dissonanza fra le nobili battaglie portate avanti a livello nazionale (e anche internazionale grazie alle magnifiche candidature proposte per le elezioni europee 2009) e taluni eletti o amministratori di Idv che fanno politica a livello territoriale (continua)

da Il Fatto Quotidiano n°13 del 7 ottobre 2009 Articoli | Antonio Di Pietro


Quando l'abito fa "cantar messa"

sabato 31 ottobre 2009

Fini si dissocia e difende Consulta e Quirinale


Berlusconi ha dichiarato guerra alla democrazia liberale. Questo, e nulla di meno, rappresenta l’insieme di ingiurie che ha vomitato, prima a caldo e poi a freddo, contro la Corte Costituzionale, cioè il supremo arbitro della legalità repubblicana (e contro il presidente Napolitano). Se Obama si permettesse contro la Corte Suprema anche un decimo delle volgarità berlusconiane, l’impeachment scatterebbe dopo cinque minuti, richiesto a gran voce da maggioranza e opposizione e dal coro indignato dei media. La democrazia liberale, infatti, a differenza di quella giacobina, si basa sul “governo limitato”, cioè su un esecutivo che non può mai esondare i limiti della Costituzione, quale che sia il consenso popolare di cui gode. E l’argine contro ogni tentazione dispotica è appunto la Corte Suprema, la Corte Costituzionale, la sua autonomia e superiorità rispetto al governo (continua)

L’attacco Finale di Paolo Flores d’Arcais (Il Fatto Quotidiano n°14 del 9 ottobre 2009)

domenica 18 ottobre 2009

Dinamica

Biografia


Gesindel, Hansel Gretel. Storico. Nato a Monaco il 7.3.1918 da poverissima famiglia. Autodidatta. Lavorò prima come aiuto-sguattero poi come cameriere nelle più note birrerie della sua città natale. Chiamato alle armi nel 1939, combatté in Russia guadagnandosi i gradi di sergente. Tornato in patria divenne pompiere e fotografo dilettante. Pubblicò (1946) un libro di versi “Radfahren” (Pedalare). Nel 1948 la sua attenzione venne attirata da una foto pubblicata su Life, dove si vedeva il generale Patton sconvolto dalla vista delle cataste di cadaveri in un campo di concentramento tedesco. Il suo occhio esercitato notò una incongruità d’ombre e subito nacque in lui il sospetto di un fotomontaggio (
continua)

Andrea Camilleri (Favole del tramonto - 2000 - Edizioni dell’Altana)

sabato 10 ottobre 2009

Immagini distorte



Ecco perché il lodo Alfano è stato dichiarato illegittimo - Articoli 3 e 138, cosa prevedono


MILANO - Il lodo Alfano è stato dichiarato illegittimo perchè viola l'articolo 3 e 138 della Costituzione. L'articolo 3 stabilisce che «tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese». L'articolo 138 stabilisce che «le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione. Le leggi stesse sono sottoposte a 'referendum' popolare quando entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque consigli regionali. La legge sottoposta a 'referendum' non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi. Non si fa luogo a 'referendum' se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza dei due terzi dei suoi componenti».

martedì 6 ottobre 2009

Il Che a La Paz

GESU’ ERA FIGLIO UNICO


C’è una perdita che non può essere compensata

Una destinazione che non può essere raggiunta
Una luce che non troverai in un altro viso
Un mare la cui vastità non può essere abbracciata

Gesù baciò le mani di sua madre
e sussurrò “Madre, ferma le tue lacrime
e ricorda che l’anima dell’universo
ha voluto un mondo ed esso è comparso" (continua)

Bruce Springsteen JESUS WAS A ONLY SON

La bimba e il cane

I DUE CANI

Un tale che aveva due cani ne addestrò uno alla caccia e allevò l’altro per guardia della casa. Quando poi il primo, andando a caccia, prendeva della selvaggina, ne gettava una parte anche all’altro. Allora il can da caccia, sdegnato, cominciò ad insultare il compagno, perché lui andava fuori, sobbarcandosi a continue fatiche, mentre l’altro godeva il frutto del suo lavoro, senza far nulla. Il cane domestico gli rispose: “Non con me devi prendertela, ma col nostro padrone, che mi ha insegnato, non a lavorare, bensì a sfruttare il lavoro altrui”.
Così non si possono biasimare i fanciulli pigri, quando li rende tali l’educazione dei loro genitori.
Esopo (Favole)

Arrivi e partenze

Cosa vuol dire libertà di stampa


MOLTI si chiederanno come sia possibile che in Italia si manifesti per la libertà di stampa. Da noi non è compromessa come in Cina, a Cuba, in Birmania o in Iran. Ma oggi manifestare o alzare la propria voce in nome della libertà di stampa, vuol dire altro. Libertà di poter fare il proprio lavoro senza essere attaccati sul piano personale, senza un clima di minaccia. E persino senza che ogni opinione venga ridotta a semplice presa di parte, come fossimo in una guerra dove è impossibile ragionare oltre una logica di schieramento. Oggi, chiunque decida di prendere una posizione sa che potrà avere contro non un'opinione opposta, ma una campagna che mira al discredito totale di chi la esprime. E persino coloro che hanno firmato un appello per la libertà di informazione devono mettere in conto che già soltanto questo gesto potrebbe avere ripercussioni. Qualsiasi voce critica sa di potersi aspettare ritorsioni. Libertà di stampa significa libertà di non avere la vita distrutta, di non dover dare le dimissioni, di non veder da un giorno all'altro troncato un percorso professionale per un atto di parola (continua)

Roberto Saviano (La Repubblica - 2 ottobre 2009)

Testimonial

De Magistris: "Io, sconfitto dalla mafia di stato"


Signor Presidente, scrivo questa lettera a Lei soprattutto nella Sua qualità di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura. E’ una lettera che non avrei mai voluto scrivere. E’ uno scritto che evidenzia quanto sia grave e serio lo stato di salute della democrazia nella nostra amata Italia.
E’ una lettera con la quale Le comunico, formalmente, le mie dimissioni dall’Ordine Giudiziario. Lei non può nemmeno lontanamente immaginare quanto dolorosa sia per me tale decisione. Sebbene l’Italia sia una Repubblica fondata sul lavoro – come recita l’art. 1 della Costituzione – non sono molti quelli che possono fare il lavoro che hanno sognato; tanti il lavoro non lo hanno, molti sono precari, altri hanno dovuto piegare la schiena al potente di turno per ottenere un posto per vivere, altri vengono licenziati come scarti sociali, tanti altri ancora sono cassintegrati. Ebbene, io ho avuto la fortuna di fare il magistrato, il mestiere che avevo sognato fin dal momento in cui mi iscrissi alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università “Federico II” di Napoli, luogo storico della cultura giuridica. La magistratura ce l’ho nel mio sangue, provengo da quattro generazioni di magistrati (continua)

Luigi de Magistris Roma, 28 settembre 2009 - Il Fatto Quotidiano

Evo Presidente 2006

Non bisognerebbe mai dimenticare che quando parliamo del fascismo parliamo di noi.


Siamo l’unico paese moderno in cui un sistema politico, il fascismo, dato per morto e sepolto il 25 aprile 1945, ha visto tornare al governo nel 1994 un partito neo o postfascista che ne ha ereditato direttamente idee, costume, forme. Qualcosa di molto diverso dai movimenti di estrema destra del resto d’Europa, degli Stati Uniti, dei paesi ex comunisti. Fascismo perenne comparso in Italia nel 1919 e continuato per settantasei lunghissimi anni, rimasto come brace sotto la cenere anche nei giorni della sconfitta e dell’esecrazione (continua)


Giorgio Bocca ("Il filo nero" - 1995 - Mondadori)


...... che palle ......

TUTTA COLPA DI POMPILIO NUMA


Gentile elettore, che con lungimiranza mi hai eletto presidente del consiglio, devo comunicarti che l'attuazione del programma sotto il ministero del controllo dell'attuazione del programma e grazie all'impegno della commissione interministeriale della verifica del controllo dell'attuazione del programma, è a buon punto. Purtroppo, per ragioni indipendenti dalla nostra volontà, non potremo abbassare subito le tasse. I precedenti governi comunisti mi avevano nascosto un buco di settantamila miliardi. Me ne sono accorto entrando a Palazzo Chigi, la voragine era abilmente nascosta sotto un tappeto e per poco non ci cadevo dentro (continua)


Stefano Benni ("I nuovi manuali di storia" - ed. 27 giugno 2001)


Pompelmi

RIDEREMO DI TUTTO QUESTO


E rideremo di tutto questo...

Della tua disperazione e delle tue lacrime noi rideremo.
Di come ora ti abbandoni sulla mia spalla e piangi,
dei tuoi "Qualcuno può aiutarmi?",
noi rideremo! Si! Rideremo insieme di tutto questo,
di come ora ti mordi le labbra e invochi la morte,
di come le tue mani tremano quando dici:
"Non ce la faccio ad andare avanti"...
Rideremo della tua fragilità e
dei tuoi nervi di carta, dei tuoi sogni infranti...
di una "gioventù sprecata"
e di una "vecchiaia" precoce
ma immatura.
Dei tuoi capelli strappati,
di questi occhi accecati dalle lacrime quando parli di lei,
fuggita via colla tua macchina,
incinta dell'uomo che ti ha svaligiato la casa.
Rideremo di tutto:
delle cambiali e del libro nero,
del licenziamento e dell'avviso di garanzia.
Credimi, amico mio, noi ce ne ricorderemo insieme...
ci ricorderemo di tutto e ne rideremo!
Ma non ora.
Perché questo è il momento di uscirne fuori
e andare ad affrontare il futuro.
Perché ora, finché non te ne vai...
io e lui non possiamo ridere.

Corrado Guzzanti (Il libro de Kipli)

Carni in vendita

L'importante è che il cavallo o la cavalla nominati senatori non prendano la parola per raccontare come sono andati i fatti.


IL PROBLEMA per una volta non era Santoro. E nemmeno Travaglio. Il problema era lei, Patrizia D'Addario. Una che il presidente del Consiglio può portare a letto, ma un presentatore non può invitare in tv per farla parlare. Berlusconi era "profondamente indignato", perché "la tv pubblica non deve dare spazio a certi personaggi". Al massimo, si può pensare di candidarli al Parlamento europeo, come lui aveva progettato di fare, prima di essere fermato da Veronica Lario. Sembra una canzone di Fabrizio De Andrè, questa storia della prostituta cercata di notte e ripudiata alla luce dei riflettori. Santoro non trova un politico di centrodestra disponibile a frequentare la stessa trasmissione inquinata da "quella là". Eppure nessuno di loro s'è mai sentito in imbarazzo a presentarsi nelle liste elettorali accanto a Patrizia e le altre (continua)

Curzio Maltese (La Repubblica - 2 ottobre 2009)

Pecore traghettate

Scudi fiscali dal mondo: ecco quello che non ci dicono

In questi giorni c’è un continuo via vai di politici, per lo più del centrodestra, che d’innanzi ad ogni telecamera e giornalista munito di microfono ripetono copiosamente come automi la frase più in voga della settimana in merito all’imminente approvazione dello scudo fiscale: «Lo fanno in tutto il mondo». Un’affermazione questa che potrebbe entrare facilmente nella lunga lista delle false verità che il cittadino italiano deve sorbirsi da anni, ma anche se realmente tutto il mondo facesse una cosa simile, la scusa del “così fan tutti” non è una prospettiva di governo. Come già spiegato precedentemente (1 e 2) la legge che si applicherà in Italia sarà ben diversa da quella degli altri paesi. Uno dei punti cardine è l’aliquota che il contribuente e di conseguenza ex evasore dovrà pagare allo stato.

Italia America Inghilterra Francia Germania
5% 49% 44% 15-20% 25%

In parole povere, per fare un esempio (continua)

Simone Pomi ("Diritto di critica" - 1 ottobre 2009)

Fotografia a un deserto di sale

Scudo fiscale, gli assenti in aula - Promemoria per le prossime elezioni politiche e la scelta dei "nominati"


Lo scudo fiscale è diventato legge con venti voti di scarto tra maggioranza e opposizioni. Tra queste ultime sono stati 29 gli assenti. Tolti i deputati in missione, nel gruppo Idv c'era un assente (pari al 3,8%), nel gruppo Pd 22 (10,6%) e nel gruppo Udc 6 (16,2%). Nel Pdl gli assenti erano 31 (11,5%) , nella Lega 4 (6,6%). Nel voto finale i sì sono stati 270, i no 250.
LA LISTA - Tra gli assenti (continua)

Corriere della Sera del 02 ottobre 2009


Uccello in mano

Un pupazzo di neve sulla spiaggia


Caro diario. Domani partiamo per le vacanze. Mio padre mi ha preso da parte e mi ha spiegato che ho già tredici anni, sono una ragazzina intelligente e dovrò fare vacanze intelligenti. Non dovrò portarmi dietro la bambola e l'orsacchiotto Paco, perché non devo dipendere da niente. Anche lui, ha detto, lascerà a casa due dei suoi cinque telefonini. Ci serve proprio un po' di svago e di vita sana. Abbiamo passato un bruttissimo inverno. La mia città ha tre volte il tasso di polveri e benzene consentito. Ma una volta al mese fanno la domenica ecologica, chiudono il centro e ci danno il permesso di girare tutti insieme in bicicletta, così possiamo respirare tutta la merda in una volta e il giorno dopo le macchine hanno un po' di aria pulita da inquinare nuovamente. Per via di questo inverno un po' impestato il mio fratellino Luigino ha avuto tredici virus con quarantadue di febbre (continua)


Stefano Benni (pubblicato nel 2000)

Donna col cappello

Tg3, via libera al cambio: La Berlinguer direttrice


La tempra della nuova direttrice del Tg3 è in­dubbiamente forte, tenace, deci­sa. Anche negli inviti. Nel di­cembre 2008 Berlusconi chiese ai suoi di non partecipare più al­le trasmissioni Rai, accusata (ie­ri come oggi) di essere anti-cen­trodestra. Ignazio La Russa ac­cettò invece un invito a Primo piano di Bianca Berlinguer. Il Cavaliere si arrabbiò e lo chia­mò la mattina presto. La Russa: «Non potevo dire di no a Bian­ca Berlinguer....». E Berlusconi: «E tu dici no al presidente del Consiglio!». Fu galanteria larus­siana o timore per le vivaci rea­zioni della signora di fronte a un no dell’ultimo momento? Vai a sapere (continua)

Paolo Conti (Corriere della Sera - 01 ottobre 2009)

Libertà e catene

SICILCASSA, MANETTE E FAVORI


PALERMO - Una grande banca siciliana si era messa al servizio di potenti imprenditori, faceva business per favorire gruppi al di sotto di ogni sospetto, c' erano clienti specialissimi che solo grazie a certe operazioni potevano sanare debiti miliardari. Quali clienti? Ad esempio un uomo d' affari catanese che era in ottimi rapporti con il boss Nitto Santapaola. Una brutta storia - ed è solo l' inizio - ha investito il vertice della Sicilcassa. E' uno scandalo intorno a palazzi comprati e venduti, uno scandalo che sembra proprio l' apertura di una colossale inchiesta giudiziaria su tutti gli "affari" del secondo istituto di credito dell' isola (continua)

ATTILIO BOLZONI - Repubblica — 06 ottobre 1994 pagina 49 sezione: ECONOMIA