domenica 1 novembre 2009

Il mito di Piramo e Tisbe


Tranne Adamo, che non aveva nessuno al quale attingere, tutti gli altri autori, chi più, chi meno, hanno copiato da un predecessore. Magari senza volere, inconsciamente, ma hanno copiato. Uno dei più sfacciati in tal senso è stato William Shakespeare: la sua tragedia Romeo e Giulietta ripercorre, passo dopo passo, la triste storia di Piramo e Tisbe, favola babilonese di due giovani innamorati, appartenenti a due famiglie che si odiavano a morte. Piramo, juvenum pulcherrimus, e Tisbe, praelata puellis (lui, bellissimo tra i giovani, lei, prescelta tra le fanciulle) abitavano nello stesso edificio. E fu proprio grazie a questa vicinanza che ebbero modo di conoscersi. All'inizio si guardarono da una finestra all'altra del cortile, poi s'incontrarono per le scale, infine si dettero i primi baci e si amarono teneramente, come da copione. Purtroppo, però, le loro famiglie si odiavano da sempre (continua)

Luciano De Crescenzo (ZEUS I MITI DELL'AMORE - ARNOLDO MONDADORI EDITORE)

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