mercoledì 28 marzo 2018
sabato 6 gennaio 2018
giovedì 2 novembre 2017
venerdì 1 settembre 2017
lunedì 10 luglio 2017
martedì 31 gennaio 2017
mercoledì 6 gennaio 2016
La fine del "posto"
Le
accanite diatribe di questi giorni sull’abolizione dell’art.18 inducono
nell’osservatore spassionato due ordini di considerazioni
apparentemente conflittuali. Da una parte, non c’è dubbio che stiamo
assistendo al paradosso di un governo “di sinistra” impegnato a
perseguire, nella regolamentazione del lavoro, il progetto liberista
tipico del più classico capitalismo. La cosiddetta “flessibilità” – nome
nobile per definire la precarietà - è, infatti, in buona sostanza, la
rinunzia a garantire la certezza del posto di lavoro e la consegna senza
riserve del destino del lavoratore nelle mani dell’imprenditore (continua)
Giuseppe Savagnone (tuttavia.eu/leggi-i-chiaroscuri)
I ROTTAMATORI E I CIPPUTIANI
I
manganelli della polizia sugli operai di Terni gettano una ulteriore manciata
di sale su una ferita non facilmente rimarginabile — ammesso che alle parti
interessi rimarginarla. Quella aperta dal duro contenzioso, verbale e dunque
politico, tra il Pd di governo e i sindacati, ovvero tra la nuova
configurazione (almeno in senso cronologico) della sinistra italiana e le sue
radici profonde (continua)
Tiki Taka e Unione Bancaria
Si
chiude una settimana horribilis, iniziata con una manovra finanziaria
restituita al mittente e reinviata a Bruxelles con una ulteriore zavorra
di oltre quattro miliardi di euro. Domenica scorsa, poi, all'ora da
sempre dedicata alla canonica benedizione urbi et orbi, si apprende che
nove banche italiane sulle quindici che hanno partecipato agli esami di
ammissione europea non hanno superato la prova. Ieri infine dal Capo
dello Stato abbiamo appreso che la mafia ricatto' lo Stato. Lacrime di
coccodrillo, recriminazioni, accuse di complotti orchestrati dai poteri
forti, denunce di gare falsate a nostro danno sono la reazione
disordinata ed ipocrita che abbiamo messo in scena a livello
istituzionale e internazionale (continua)
“Sbankor”
FORTUNA CHE ERA INUTILE - La Triade dello Stato sapeva del ricatto: poi il governo sbracò.
Chissà
che cosa scriverà, ora, chi aveva teorizzato che la testimonianza di Napolitano
era inutile, superflua, un pretestuoso accanimento dei pm di Palermo a caccia
di vendette per il conflitto di attribuzioni, un pretesto per “mascariare” il
presidente della Repubblica agli occhi degli italiani e del mondo intero, per
trascinarlo nel fango della trattativa Stato-mafia, per spettacolarizzare
mediaticamente un processo già morto in partenza sul piano del diritto,
naturalmente per violare le sue prerogative autoimmunitarie, e altre scemenze.
Quel che è accaduto ieri nella vecchia Sala Oscura del Quirinale è la smentita
più plateale (continua)
Marco Travaglio (Jack's Blog - Il Fatto Quotidiano - 29 ottobre 2014)
CACCIARI: “MATTEO ABBATTE I SIMBOLI DELLA SOCIALDEMOCRAZIA PER SEDURRE IL CENTRODESTRA”
«Non c’è nulla di casuale, nulla di
improvvisato, nell’attacco di Matteo Renzi al posto fisso e all’articolo
18. Lui sta abbattendo i simboli della sinistra socialdemocratica per
penetrare nel centrodestra con il progetto del Partito della Nazione. E’
un piano lucidissimo ». Non è per niente stupito, Massimo Cacciari,
della durezza dello scontro che si è acceso nel Pd (continua)
Sebastano Messina (Jack's Blog - La Repubblica - 28 ottobre 2014)
martedì 5 gennaio 2016
PER CHI SUONA LA FANFANA
L’aretina Maria Elena Boschi ha confessato in tv
di preferire il concittadino Fanfani all’icona rossa Berlinguer per
ragioni territoriali. La motivazione è risibile: come se una milanese di
sinistra dichiarasse di prediligere Salvini a Che Guevara perché il
primo è di Milano. Ovviamente Fanfani non è Salvini e la Boschi non è
milanese: resta da capire se sia di sinistra (continua)
Massimo Gramellini (Jack's Blog - La Stampa - 28 ottobre 2014)
INTELLETTUALI DEI SUOI STIVALI: MATTEO COME CRAXI
A Matteo Renzi non piacciono i pensierosi, i
lumaconi, i logorroici, i patiti dell’inchiostro. È il dubbio il suo
vero nemico. Potesse, lo farebbe a fette come usa con la finocchiona.
Pane e salame e gnam! “Gli intellettuali sono come quei pensionati che
stanno lì a osservare il cantiere appena aperto e a mugugnare: non ce la
si fa”. “Intellettuali dei miei stivali!” imprecò Bettino Craxi e fu il
timbro della sua marcia, il valore della rottura, il segno che i tempi
erano definitivamente cambiati. Due giorni fa Matteo ha ritwittato. Tale
e quale (continua)
Antonello Caporale (Iack's Blog - Il Fatto Quotidiano - 28 ottobre 2014)
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