giovedì 16 ottobre 2008
Colazione d'affari
Preparare una colazione d’affari a Napoli? Non è possibile. La città non è organizzata: mancano i ristoranti specializzati, i menu sono tutti a base di carboidrati, i camerieri e gli avventori non consentono nessuna privacy ed infine i posteggiatori volteggiano implacabili nella convinzione che chiunque mangi in un ristorante sia un turista straniero voglioso di ascoltare o’ surdato ‘nammurato (continua)
Luciano De Crescenzo (Così Parlò Bellavista - Ed. Mondadori - 1977)
L'8 Marzo è la festa della donna. Parla della condizione femminile
Io penzo (e credo) che la donna deve essere uguale a l'uomo, perché non è giusto che non è uguale. L'8 Marzo la donna deve essere uguale, all'uomo! In quel giorno tutti gli uomini portano le mimose alle donne, e anche agli altri uomini, però io conosco un uomo che l'8 Marzo a una donna gli diede un calcio. Melo ha raccontato mio patre. Mio patre porta i tram adesso, ma una volta faceva il pompiere (continua)
Crepuscolo serale.
Parentesi schiacciano
spazi di tempo che,
al crepuscolo della sera,
appaiono eterei.
Evanescenze manifestano
inconsistenze
nei giochi vissuti e,
fuori dalle parentesi,
personaggi veri d'ieri
evidenziano
oggi
figure di fantasmi.
Sagome amorfe di capricci,
infatuazioni di sogni illusori,
si dileguano in un attimo
come affascinanti utopie.
E’ il tempo che necessita certezze;
ed esperti naviganti
abbandonano navi
per affollare bettole nei porti,
alla ricerca di tepori rassicuranti,
del calore dei camini d’infanzia e
.... poter vivere tranquilli .... il loro ultimo tempo,
stanchi ormai ..... di tanto mare.
venerdì 10 ottobre 2008
Sei sicuro di iscriverti in legge?
Gherardo Colombo (Il Vizio della Memoria - Feltrinelli - Ed. 1996)
Poteri paranormali
Anonimo
Il lupo e l'agnello
Allo stesso rivo erano giunti il lupo e l'agnello spinti dalla sete; in alto stava il lupo e molto più in basso l'agnello. Ed ecco che il predone, stimolato dalla sua gola maledetta, tirò fuori un pretesto per litigare. «Perché», disse, «mi hai intorbidato l'acqua proprio mentre bevevo?». E il batuffolo di lana, pieno di paura, risponde: «Scusa, lupo, come posso fare quello che recrimini? È da te che scorre giù l'acqua fino alle mie labbra». Respinto dalla forza della verità, il lupo esclama: «Sei mesi fa hai sparlato di me». L'agnello ribatte: «Io? Io non ero ancora nato». «Perdio», lui dice, «è stato tuo padre a sparlare di me». E così lo abbranca e lo sbrana, uccidendolo ingiustamente.
Questa favola è scritta per quegli uomini che opprimono gli innocenti con false accuse.
Fedro (Favole)
mercoledì 1 ottobre 2008
Crisi bancarie in USA: ad esempio che sono gli OTD (Originate-to-Distribute Model)?
Giulio Tremonti (tratto da: "La paura e la speranza" - Ed. Mondadori - Marzo 2008)
mercoledì 24 settembre 2008
Il coraggio di Paolo Borsellino di Antonino Di Matteo
Paolo Borsellino era un magistrato che con la passione e il rigore morale che lo contraddistinguevano rappresentava il concretizzarsi del principio costituzionale della "legge uguale per tutti". Io appartengo a quel gruppo di giovani siciliani che si sono determinati ad affrontare la dura avventura del concorso in magistratura negli anni Ottanta, proprio perché affascinati dalla inebriante brezza, anzi, dal forte vento di pulizia e di ribellione che era rappresentato dalla esperienza del pool antimafia di Palermo. E quindi il nome, il lavoro, il carisma di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino rappresentavano già allora per me, ma vi assicuro per molti altri magistrati che sono anche qui oggi in questa sala, l’ideale punto di riferimento di un cammino appena intrapreso con la decisione di dedicare tutte le nostre forze al perseguimento di un sogno, quello di diventare magistrato. Superato il concorso, una serie di eventi e di coincidenze, hanno fatto incrociare la mia piccola storia di giovane magistrato con la grande storia del giudice Borsellino (continua)
http://www.antimafiaduemila.com/content/view/8156/78/
Cordate ed aste: Alitalia in eBay?
sabato 20 settembre 2008
Il Cavaliere e la Volpe
Nel paese chiamato Iliata c’era un Cavaliere il quale ce l’aveva a morte con la Volpe. Non passava giorno che il Cavaliere, attraverso i suoi banditori che erano tanti e ben pagati, non raccontasse le malvagità della Volpe, ladra, invidiosa dei beni del Cavaliere e sempre pronta a portarglieli via, ricettacolo d’odio, spergiura, mentitrice, inaffidabile.
Andrea Camilleri.





