Dopo gli anni ovattati dell'infanzia e quelli spensierati dello studio ci si immerge nella catena lavorativa che, al di là di qualunque gratificazione, assorbe e lascia poco tempo ... e poi finalmente arriva la tua quarta dimensione ... e ritrovi quella serenità smarrita.
Nel tempo in cui leggi egualitarie facevano prosperare Atene, la libertà sfrenata sconvolse lo stato e l'anarchia sciolse i freni di un tempo. A questo punto, in seguito a un accordo tra le fazioni politiche, Pisistrato occupa l'acropoli e si fa tiranno. Gli Ateniesi piangevano la loro dolorosa schiavitù (non perché lui fosse crudele, ma perché è gravoso ogni peso per chi non è abituato) e quando presero a lamentarsi, Esopo raccontò loro questa storiella: Le rane, abituate a girare liberamente nei loro stagni, con gran chiasso domandarono a Giove un re che con la forza reprimesse la maniera sregolata di vivere. Il padre degli dei rise e diede loro un piccolo travicello che, appena gettato, atterrì con il suo tonfo e con il movimento improvviso dell'acqua la pavida genia. Le rane rimasero immerse nel pantano per un bel po' di tempo; quand'ecco che una, senza fare rumore, tira su la testa dallo stagno e dopo avere esaminato il re, chiama fuori tutte le altre. Quelle, lasciato ogni timore, a gara si precipitano nuotando e in massa, sfacciatamente, saltano sopra il pezzo di legno. Dopo averlo insozzato con ogni tipo di oltraggio, inviarono un'ambasceria a Giove per avere un altro re, perché quello che era stato dato era una nullità. Allora Giove mandò loro un serpente che con i suoi denti aguzzi cominciò ad afferrarle a una a una. Incapaci di difendersi, le rane cercano invano di sfuggire alla morte; la paura toglie loro la voce. Infine, di nascosto, affidano a Mercurio l'incarico di pregare Giove che le soccorra nella calamità. Ma il dio risponde: "Poiché non avete voluto sopportare il vostro bene, rassegnatevi a sopportare questo male».«Anche voi, cittadini", disse Esopo, "tollerate questo male, perché non ne venga uno maggiore".
Per il povero Giobbe la sua vita fu tutto un diciassette. Egli era ricco, aveva mogli e asini, figli e cammelli, buoi e pecore. Non gli mancava niente. Era anche buono, generoso e ubbidiente: se gli moriva una moglie o un asino, diceva «non fa niente». Dio allora lo mise alla prova. Gli fece morire prima tutti i fratelli, tutti i cognati e tutti i nipoti, poi tutte le mogli e tutti i figli. Egli rimase solo con le sue bestie, aveva settemila pecore, quattromila buoi e trentamila cammelli: mancavano solo figli e mogli. Il giorno dopo Dio fece morire in un sol colpo tutti gli animali e Giobbe rimase solo come un cane. Ma Dio, non contento, gli scaricò addosso tutte le malattie di questo mondo: peste, colera, lebbra, rogna, emorroidi. Forse pisciava pure nel pappagallo. Con tutto questo non si lamentava mai nemmeno per scherzo. Dio allora, vedendo che aveva superato la prova, gli fece resuscitare tutti i figli, i fratelli, le mogli, gli zìi e perfino i cammelli. E a lui tolse tutte le malattie e lo fece campare per altri cento anni.
Marcello D'Orta (Dio Ci Ha Creato Gratis - Il Vangelo secondo i bambini di Arzano - 1992)
Io preferisco Garibardi perché è l'eroe dei due mondi, e così ora l'Italia non ha più vergogna di andare in America. Garibardi io lo so quello che fece. Lui partì da Quarto al Volturno, ma no Quarto vicino a Napoli, una Quarto più lontana. Fece come se fosse il giro d'Italia, fino a che non arrivò a Marsala. A Marsala trovò i borboni di Napoli e delle due Sicilie, e li sconfisse. Erano 1000. Si chiamavano I GARIBARDINI. Erano 1000. Essi vestivano tutti di rosso, come il Liverpul. Poi salirono, salirono in Calabria. A Calabria incontrarono altri borboni di Napoli. E li sconfissero. E salirono ancora. Sali, sali, sali, arrivarono a Napoli, proprio dove stavano tutti i borboni di Napoli. Come lo videro, fuggirono, fuggirono chi a Gaeta, chi a Ischia, chi a Frattamaggiore. Il re chiamò in aiuto i guappi della guapparia, ma i guappi come uscirono dalla galera, a Garibardi lo facevano entrare meglio di prima, e intanto fecero i guappi più guappi di prima. Quando Garibardi divenne re d'Italia, ai 1000 li fece diventare: a chi principe, a chi cavaliere, a chi onorevole. A quelli che avevano sparato male non so che li fece diventare, forse facchini.
Marcello D'Orta (IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO - Sessanta temi di bambini napoletani - 1990)
Un palermitano cedette Alle insistenze Suo amico di uno delle Nazioni Unite e Andò trovarlo NEL Ridente Paese del Nord Iliata colomba viveva questi.Un giorno stavano Passeggiando in campagna quando l'amico, indicandogli Una villa lontana, divulgazione: «Lì Abita Il Cavaliere». E Proprio in tal quale Momento Il Terreno SI apri ei due sprofondarono in Una profondissima buca.SI non fecero niente, ma capirono Che Stato sarebbe impossibile risalire.Cominciarono uno Aiuto chiamare, pero Nessuno accorreva.A un Tratto Il Terreno SI smosse Ancora e Davanti a comparve un'apertura Loro Che Pareva l'Entrata Galleria di Una.Scelta non avevano, la varcarono.Era Una galleria infatti, lunghissima, e tal quale il Che videro li atterrì.Lungo le Pareti c'erano centinaia e centinaia di scheletri, ognuno illuminato da Una piccola lampada.Principiarono uno percorrerla, tremanti, NEL tanfo insopportabile perche Ancora da qualche osso pendevano Lembi di Carne Marcia.Camminarono vuote e camminarono Sotto Lo Sguardo delle occhiaie e Il ghigno dei teschi. «Madonna santa, ma qua e Peggio Che NELLA cripta dei Cappuccini!», Balbettò Il palermitano. Allo stremo delle Forze, DOPO Aver Percorso chilometri, videro Una Porta.Ansanti, l'aprirono.E SI trovarono in Una lussuosissima camera da letto.Sbalorditi, SI voltarono uno Guardare da colomba erano Venuti.Non avevano Aperto Una porta, ma le ante dell'armadio del Cavaliere.
La fotografia è in genere un documento, la testimonianza di un ricordo che raffigura spesso persone e luoghi, ma talvolta può anche costituire lo spunto per fantasticare un viaggio ovvero per inventare un racconto e leggere con la fantasia l’apparenza visiva.(cliccando sopra la foto è possibile visionare il volume)
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