lunedì 3 maggio 2010
Lettera aperta della scrittrice albanese Elvira Done a Berlusconi
Egregio Signor Presidente del Consiglio, le scrivo su un giornale che lei non legge, eppure qualche parola gliela devo, perché venerdì il suo disinvolto senso dello humor ha toccato persone a me molto care: "le belle ragazze albanesi". Mentre il premier del mio paese d'origine, Sali Berisha, confermava l'impegno del suo esecutivo nella lotta agli scafisti, lei ha puntualizzato che "per chi porta belle ragazze possiamo fare un'eccezione". Io quelle "belle ragazze" le ho incontrate, ne ho incontrate a decine, di notte e di giorno, di nascosto dai loro magnaccia, le ho seguite da Garbagnate Milanese fino in Sicilia. Mi hanno raccontato sprazzi delle loro vite violate, strozzate, devastate. A "Stella" i suoi padroni avevano inciso sullo stomaco una parola: puttana. Era una bella ragazza con un difetto: rapita in Albania e trasportata in Italia, si rifiutava di andare sul marciapiede. Dopo un mese di stupri collettivi ad opera di magnaccia albanesi e soci italiani, le toccò piegarsi (continua)
Merid Elvira Dones
Politicanti Dignitosamente Leccaculi
Oggi decido di farmi del male: siccome la strada è lunga da Modica a Lentini, e poi da Catania a Palermo, mi sintonizzo sulle frequenze di Radio Radicale, che trasmette la diretta della Direzione Nazionale del Pdl, il partito di governo cui fa capo il 73enne Silvio Yong Il.
E' tutto un susseguirsi di "Presidente di qua", "Presidente di là", "Grazie Presidente!", e bla bla bla vari., frammisti a leccate e salamelecchi degni di una nazione africana. Si susseguono a parlare vari membri del governo, che in maniera più o meno implicita e più o meno diretta, bacchettano il traditore Fini, reo di aver discusso in pubblico alcune questioni private, svilendo l'azione di governo, impegnata a traghettarci verso traguardi magnifici (continua)
Le Formiche Elettriche
Quella crepa nel potere assoluto
Nel pestaggio mediatico organizzato contro Gianfranco Fini il principale argomento degli zelanti cortigiani del Cavaliere è costituito dai rapporti di forza. Berlusconi ha tutto il potere, il governo, i soldi, il consenso. Fini ha soltanto una cinquantina di fedelissimi. Quindi, nella logica servile, il premier ha ragione e lo sfidante torto, l'uno ha già vinto e l'altro è "disperato". Ma i rapporti di forza non sono tutto, nella vita e perfino in politica. La partita è appena cominciata. E Fini può vincerla. Perché ha dalla sua, oltre alla piccola truppa, qualcosa che nella politica italiana s'è ormai perso: un progetto. Un grande progetto. Quello di creare anche in Italia una destra normale, europea, repubblicana, chiamatela come vi pare, ma insomma più simile ai conservatori inglesi o francesi o tedeschi di quanto non sia il partito ad personam escogitato sul predellino da Berlusconi (continua)
Curzio Maltese (La Repubblica - 22 aprile 2010)
" DA OGGI NEL PDL CAMBIA TUTTO " DI GIANFRANCO FINI. ( L'INTERVENTO INTEGRALE DEL PRESIDENTE DELLA CAMERA ALLA DIREZIONE DEL PDL)
Non voglio usare espressioni che possano apparire inutilmente polemiche, ma francamente mi sembra che anche nelle regia e nell’avvio dei lavori della direzione ci sia stato un atteggiamento un po’ puerile di chi quasi vuole nascondere la polvere sotto il tappeto. Come se non dovessimo parlare esattamente di quel che è, o come se gli italiani nell’ultima settimana avessero visto un altro film, non si fossero accorti che nel Popolo della libertà sta succedendo qualche cosa.
Ma non è certo questo un motivo di polemica, e spero che non sia questo il motivo del contendere. Che cosa sta accadendo? Sta accadendo che su alcuni questioni di carattere strettamente politico – relative a quelli che sono i problemi del Paese, relative a quella che è l’azione del governo, relative a quello che è il ruolo del partito – uno dei cofondatori (ho scoperto che eravamo tanti a cofondare il Pdl) ha delle opinioni diverse rispetto a quelle del presidente Berlusconi. Il che ovviamente non vuol dire negare ciò che il governo ha fatto fin qui (continua)
Redazioneonline in Osservatorio Nazionale - del 23/04/2010 - (finanzainchiaro.it)
TESTO INTEGRALE DELL´INTERVENTO DI GIANFRANCO FINI AL III CONGRESSO DI AN, 22 MARZO 2009
C´è nel riprendere la parola dopo dieci mesi dall´ultima volta per rivolgermi ancora al mio partito, a tutti quanti voi che rappresentate le centinaia di migliaia di iscritti di Alleanza nazionale, rivolgermi ancora per vostro tramite ai milioni di italiani che nel corso degli anni ci hanno dato tanta fiducia. C´è questa emozione, non soltanto per un naturale sentimento ma anche perché mi è ben chiaro che se colui che fu segretario del Movimento sociale italiano e poi presidente di Alleanza nazionale può oggi essere presentato a una platea con la qualifica di presidente della Camera dei deputati, la terza carica dello stato, è unicamente o in gran parte in ragione dell´impegno, della passione, della dedizione e del sacrificio di tutti coloro che per tanti e tanti anni hanno dato tutto senza chiedere assolutamente nulla (continua)
GIANFRANCO FINI
Condannato per la terza volta "il Giornale" per gli articoli su Di Pietro
Non è vero che Antonio Di Pietro abbia fatto pasticci con i rimborsi elettorali dell’Italia dei Valori e con l’acquisto di case. L’ha stabilito il Tribunale civile di Monza, che in tre sentenze ravvicinate spazza via anni e anni di campagne del Giornale, condannando in primo grado il quotidiano della famiglia Berlusconi a risarcire l’ex pm per un totale di 244 mila euro, avendolo più volte diffamato con una serie di articoli. Soccombenti l’ex direttore Mario Giordano, i giornalisti Gian Mario Chiocci, Massimo Malpica e Felice Manti, oltre all’ex deputato Elio Veltri. Ma, al di là dei nomi, il punto è un altro. Le denunce penali e civili sono rischi del mestiere di giornalista e può capitare a tutti di incappare in una parola di troppo, un’inesattezza dovuta alla fretta, un eccesso di sintesi o di critica, insomma in un errore in buona fede. Qui invece i giudici hanno accertato un modus operandi di assoluta malafede: quello delle sistematiche campagne diffamatorie di chi sa di avere le spalle coperte da un editore pronto a investire milioni di euro per screditare, sui giornali e le tv che controlla in conflitto d’interessi, i propri avversari politici. Qui non si parla di cronisti che sbagliano, ma di killer che mentono sapendo di mentire (continua)
Marcello Santamaria (Da il Fatto Quotidiano del 22 aprile 2010)
Passaparola: "PD e PDL in estinzione"
La mafia non deve esistere - Se sia io che Marco, siamo rimasti molto colpiti questa settimana dall’ennesima uscita del nostro Presidente Silvio Berlusconi sui fatti che riguardano Cosa Nostra. La settimana scorsa il 16 aprile il giorno in cui la pubblica accusa chiedeva una condanna a 11 anni di reclusione nel processo di appello contro il Sen. Marcello Dell’Utri già condannato in primo grado a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, Silvio Berlusconi ha tirato fuori uno dei suoi leitmotiv che lo caratterizza dal 1994 e questa volta per i giornali se l’è presa con Roberto Saviano l’autore di Gomorra, in realtà la questione è più complessa e non riguarda solo Roberto Saviano, ma riguarda tutti noi (continua)
Peter Gomez (Passaparola del 18 aprile 2010)
lunedì 19 aprile 2010
L'OMO E LA SCIMMIA
L' Omo disse a la Scimmia:
-Sei brutta , dispettosa:
ma come sei ridicola!
ma quanto sei curiosa!
Quann' io te vedo, rido:
rido nun se sa quanto!...
La Scimmia disse :
- Sfido!
T' arissomijo tanto!
Trilussa
Ecco perchè è stata votata la salva-liste
L’hanno ribattezzata legge salva-liste, ma per Beppe Grillo è la legge salva Errani-Formigoni. L'artista genovese non ha dubbi: il testo approvato alla Camera giovedì scorso con i voti del Pdl e di gran parte del Pd serve a salvare un governatore per parte, ovvero Vasco Errani nella rossa Emilia-Romagna e Formigoni in Lombardia. Entrambi a rischio, per la legge che vieta la ricandidabilità dopo due mandati consecutivi (continua)
Alberto Grossi (Da il Fatto Quotidiano del 18 aprile 2010)
Casino
E’ un motivo ricorrente, ma che l'imperversare dell'Aids ripropone: riaprire le case chiuse? Pare che più della metà de gli italiani sarebbe favorevole: per motivi igienici, per garantire un maggior controllo della prostituzione. Che per il momento è libera: senza la sorveglianza dei medici e senza l'obbligo della ricevuta fiscale.
Enzo Biagi (I come italiani - 1993 - Rizzoli)
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