giovedì 23 giugno 2016

Comunicazione


Comunicato per chi segue:

Informo che il presente blog da tempo non viene più aggiornato ma le pubblicazioni e l'analoga attività di recenzione di articoli, documenti, video e varie continua nel blog speculare


 al quale eventualmente si rimanda.

Essec

mercoledì 6 gennaio 2016

When you seen all these strars (Quando hai visto tutte queste stelle .....)


La fine del "posto"


Le accanite diatribe di questi giorni sull’abolizione dell’art.18 inducono nell’osservatore spassionato due ordini di considerazioni apparentemente conflittuali. Da una parte, non c’è dubbio che stiamo assistendo al paradosso di un governo “di sinistra” impegnato a perseguire, nella regolamentazione del lavoro, il progetto  liberista tipico del più classico capitalismo. La cosiddetta “flessibilità” – nome nobile per definire la precarietà - è, infatti, in buona sostanza, la rinunzia a garantire la certezza del posto di lavoro e la consegna senza riserve del destino del lavoratore nelle mani dell’imprenditore (continua)

Giuseppe Savagnone (tuttavia.eu/leggi-i-chiaroscuri)

 

L'occhio di Dio


I ROTTAMATORI E I CIPPUTIANI


I manganelli della polizia sugli operai di Terni gettano una ulteriore manciata di sale su una ferita non facilmente rimarginabile — ammesso che alle parti interessi rimarginarla. Quella aperta dal duro contenzioso, verbale e dunque politico, tra il Pd di governo e i sindacati, ovvero tra la nuova configurazione (almeno in senso cronologico) della sinistra italiana e le sue radici profonde (continua)


Amaro Averna


Tiki Taka e Unione Bancaria


Si chiude una settimana horribilis, iniziata con una manovra finanziaria restituita al mittente e reinviata a Bruxelles con una ulteriore zavorra di oltre quattro miliardi di euro. Domenica scorsa, poi, all'ora da sempre dedicata alla canonica benedizione urbi et orbi, si apprende che nove banche italiane sulle quindici che hanno partecipato agli esami di ammissione europea non hanno superato la prova. Ieri infine dal Capo dello Stato abbiamo appreso che la mafia ricatto' lo Stato. Lacrime di coccodrillo, recriminazioni, accuse di complotti orchestrati dai poteri forti, denunce di gare falsate a nostro danno sono la reazione disordinata ed ipocrita che abbiamo messo in scena a livello istituzionale e internazionale (continua)

 “Sbankor”


Resti di murales


FORTUNA CHE ERA INUTILE - La Triade dello Stato sapeva del ricatto: poi il governo sbracò.


Chissà che cosa scriverà, ora, chi aveva teorizzato che la testimonianza di Napolitano era inutile, superflua, un pretestuoso accanimento dei pm di Palermo a caccia di vendette per il conflitto di attribuzioni, un pretesto per “mascariare” il presidente della Repubblica agli occhi degli italiani e del mondo intero, per trascinarlo nel fango della trattativa Stato-mafia, per spettacolarizzare mediaticamente un processo già morto in partenza sul piano del diritto, naturalmente per violare le sue prerogative autoimmunitarie, e altre scemenze. Quel che è accaduto ieri nella vecchia Sala Oscura del Quirinale è la smentita più plateale (continua)



Leone di legno


CACCIARI: “MATTEO ABBATTE I SIMBOLI DELLA SOCIALDEMOCRAZIA PER SEDURRE IL CENTRODESTRA”


«Non c’è nulla di casuale, nulla di improvvisato, nell’attacco di Matteo Renzi al posto fisso e all’articolo 18. Lui sta abbattendo i simboli della sinistra socialdemocratica per penetrare nel centrodestra con il progetto del Partito della Nazione. E’ un piano lucidissimo ». Non è per niente stupito, Massimo Cacciari, della durezza dello scontro che si è acceso nel Pd (continua)



martedì 5 gennaio 2016

Passaggi


PER CHI SUONA LA FANFANA


L’aretina Maria Elena Boschi ha confessato in tv di preferire il concittadino Fanfani all’icona rossa Berlinguer per ragioni territoriali. La motivazione è risibile: come se una milanese di sinistra dichiarasse di prediligere Salvini a Che Guevara perché il primo è di Milano. Ovviamente Fanfani non è Salvini e la Boschi non è milanese: resta da capire se sia di sinistra (continua)


Trofeo canino


INTELLETTUALI DEI SUOI STIVALI: MATTEO COME CRAXI


A Matteo Renzi non piacciono i pensierosi, i lumaconi, i logorroici, i patiti dell’inchiostro. È il dubbio il suo vero nemico. Potesse, lo farebbe a fette come usa con la finocchiona. Pane e salame e gnam! “Gli intellettuali sono come quei pensionati che stanno lì a osservare il cantiere appena aperto e a mugugnare: non ce la si fa”. “Intellettuali dei miei stivali!” imprecò Bettino Craxi e fu il timbro della sua marcia, il valore della rottura, il segno che i tempi erano definitivamente cambiati. Due giorni fa Matteo ha ritwittato. Tale e quale (continua)


 
 

Cianografie


Stress da test o test da stress?


Tanto tuonò che piovve. E non è stata pioggerellina di marzo, ma bomba d'acqua inattesa per molti, anche se non per tutti. Al di là delle rassicurazioni un po' scontate sulla solidità del sistema rilasciate dall'industria e dai suoi vigilanti appena pubblicati i tanto attesi risultati della Bce sulle banche del continente, accompagnate da molto italiche lamentazioni sulla severità delle prove e sui "favoritismi" di cui avrebbero goduto i sistemi di altri paesi, siamo a fare i conti con i nostri guai bancari: dalle AQR agli stress test il sistema bancario italiano si dimostra il peggiore di Europa (continua)

"Sbankor"


Visioni riflesse


Il ri-partito della nazione


Matteo Renzi, nella vecchia stazione della Leopolda, è ri-partito. Anche se non si è mai fermato, fino ad oggi. Non è nel suo stile, nel suo temperamento. Ma ha chiarito meglio a quale "partito" guardi. Il PdR, il Partito di Renzi, è, appunto, un "ri-partito". Un partito in continua ri-definizione, riguardo a obiettivi, parole d'ordine, riferimenti sociali. In continua ri-partenza, verso nuove stazioni (continua)


Dettagli


I reati di opinione l'intolleranza a volte si veste da democrazia

 
Chi segue questa rubrica sa che io mi batto da anni contro i reati di opinione che sono in gran parte un retaggio del Codice fascista di Alfredo Rocco. In una democrazia i reati di opinione non dovrebbero avere diritto di cittadinanza.
Adesso Francesco Storace è a processo per 'vilipendio del Capo dello Stato' avendo definito 'indegno', a suo tempo, il comportamento di Giorgio Napolitano . In seguito il leader della Destra si è scusato con il Presidente che l'ha 'perdonato' (continua)
 
 

sabato 13 giugno 2015

Vecchio, nuovo e realtà riflesse


Opportunità per le imprese italiane dall'Oracle Open World


Nei giorni immediatamente successivi alla visita del premier Renzi nella Silicon Valley, volta a suscitare nuovo interesse di questo distretto dell'eccellenza nei confronti del nostro Paese, si è tenuta a San Francisco l'evento Oracle Open World, che la grande multinazionale americana dell'informatica organizza annualmente come punto di riferimento degli sviluppi tecnologici in corso in questa fondamentale branca della società moderna (continua)

Daniele Corsini 

 

La piazza che non c'era


LEOPOLDA PIGLIATUTTO


Che cos’è la Leopolda? ha chiesto tremando di inquietudine all’ultima direzione del Pd Gianni Cuperlo. E non sapeva, l’ex candidato alla segreteria, che inizialmente nello staff di Matteo Renzi si era meditato di aprire la sera del 24 ottobre la quarta edizione dell’appuntamento politico più atteso della stagione nella grande ex stazione ferroviaria di Firenze con un video che ricordava la sconfitta del premier-segretario alle primarie del 2012 vinte da Pier Luigi Bersani. A sottolineare che da quella caduta è partita la cavalcata che ha portato oggi Renzi a governare il Pd e il Paese (continua)




Luci lontane


Nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!


I titoli dei miei articoli domenicali li faccio utilizzando spesso i versi dei poeti che si attengono secondo me a descrivere il tema meglio d'ogni altra soluzione. Di solito utilizzo Dante ma non sempre. Questa volta m'era venuto in mente paggio Fernando, un bellissimo giovane che gioca una partita a scacchi con una principessa straniera che corteggia e vuole sposare (continua)

 Eugenio Scalfari (La Repubblica - 19 ottobre 2014

La scala a chiocciola


Nozze gay: 16 coppie ottengono la trascrizione in Campidoglio


Clima da assedio in Campidoglio per la prima registrazione ufficiale delle nozze gay. Il sindaco della Capitale Ignazio Marino ha deciso di procedere comunque alla cerimonia, nonostante la formale diffida del prefetto Pecoraro che ha annunciato di essere deciso ad annullare gli atti. In piazza dell’Aracoeli uno sparuto gruppetto di attivisti contrari ai matrimoni tra omosessuali, riuniti dal Nuovo Centrodestra, protesta perché non gli è consentito l’accesso alla piazza (continua)

Monica Ricci Sargentini (Corriere della Sera - 18 ottobre 2014)

Ti sto chattando


Care donne scusate, è anche colpa vostra


Le donne hanno fatto un altro passo avanti sulla strada della parità. Prima morivano sette anni dopo gli uomini, adesso questo scarto si è dimezzato: 3,8. Ben gli sta. Hanno voluto entrare nel mondo del lavoro maschile e ne hanno assunto tutto lo stress, fumano, bevono, si fanno di coca. Eppoi nella competitività sul lavoro – altra fucina di nevrosi - non hanno rivali (continua)


Omaggio e gerarchia


LÌ DOVE IL BISAGNO SCORRE NELLE CASE


Il decreto “Sblocca Italia” sarà ufficialmente presentato alla stampa con qualche settimana di ritardo perché mancano ancora le marche da bollo, la vidimazione del Coreco, il visto dell’Arpa, il placet della Corte dei Conti, il parere del Tribunale dei minori, la valutazione di impatto dell’Ente Valutazione Impatti, l’approvazione dell’Ordine dei geometri comunali e la lettera di nulla osta (prevista dalle normative europee) degli ambasciatori dei 98 paesi in rapporti commerciali con l’Italia. Ma che cosa dice, nella sostanza, questo discusso provvedimento del governo Renzi? (continua)

 

Un cane da .... buche


Questo Bel Paese alluvionato dai soliti ignoti: noi


Genova. Parma. Grosseto. Trieste. L'Italia cade in pezzi. Ogni autunno, ma ormai anche in altre stagioni, ci sono alluvioni del tipo di quelle cui stiamo assistendo in questi giorni. E ogni volta si grida allo scandalo e si additano al ludibrio delle genti i responsabili che possono essere, a piacere, il sindaco, il governo, la burocrazia, il Servizio metereologico che ha sbagliato le previsioni, la Protezione civile che non è intervenuta in tempo e con mezzi adeguati (continua)


Il bagnino


BENEDETTI RAGAZZI, STUDIATE OGNI TANTO


Il problema di Renzi & C. è l’ignoranza. Vogliono fare; ma non sanno quello che fanno. Almeno, in materia di giustizia non lo sanno.
Prendiamo le ferie dei magistrati: 45 giorni sono troppi, si capisce che la giustizia sia in crisi con magistrati che lavorano così poco, si devono ridurre a 30; e i Tribunali non devono “chiudere” per 45 giorni, basta un mese, dall’1 al 30 agosto. Fatto. E adesso cominciano i guai (continua)

lunedì 9 febbraio 2015

Faccia di .....


MATTEO LA PROMESSA - Un premier, mille impegni presi col Paese. Dalle scuole, all’Irap fino all’articolo 18. Ma solo alcuni sono stati mantenuti. Radiografia dell’azione di Renzi. E delle sue troppe parole.


La madre di tutte le promesse è la legge di Stabilità 2015 approvata dal Consiglio dei ministri il 15 ottobre, una manovra da 30 miliardi, finanziata per 13 miliardi dalla spending rewiew e per altri 11,5 in deficit aggiuntivo, una cosa che non si è mai vista nell’ultimo quarto di secolo. La sfida all’Europa, la massima forzatura alla camicia di forza dei vincoli europei. Anticipata all’assemblea di Confindustria di Bergamo, due giorni prima: «Taglieremo 18 miliardi di imposte, 6,5 miliardi soltanto di Irap», aveva annunciato il premier. La penultima promessa era stata lanciata soltanto qualche ora prima via Facebook, a proposito dell’alluvione di Genova: «Nei prossimi mesi utilizzeremo i due miliardi che lo Stato non ha mai speso». Quella precedente, la futura abolizione dell’articolo 18, non è prevista nella legge delega sul lavoro votata al Senato, è affidata ai decreti attuativi del governo, quando arriverà il momento: basta la parola (continua)


Specchiati mezzibusti


ALLA MEMORIA


Non contento di aver impartito per otto anni ordini e moniti a tutte le categorie professionali, dai parlamenti ai governi, dai partiti di maggioranza a quelli di opposizione, dagli elettori ai magistrati, dalla Consulta ai giornalisti, dai movimenti di piazza ai sindacati, dagli storici agl’intellettuali, senza dimenticare i calciatori, i produttori cinematografici, i registi e gli attori, con l’eccezione forse dei cantanti e dei trapezisti, Re Giorgio I e II di Borbone ha voluto insegnare ai pm antimafia come si fa il pm antimafia (continua)

 

Il fiume


Alluvione Genova, lettera di ditte a Renzi rimasta nel cassetto: “Sblocchi i lavori”


"Rimandare e temporeggiare ancora espone la collettività al concreto rischio di riaccendere la tragedia del novembre 2011". Così, il 5 agosto, scrivevano a Palazzo Chigi le aziende che dovevano occuparsi della messa in sicurezza del Bisagno. "Tutti i ricorsi respinti". Ma non hanno ottenuto risposta. E ora il premier accusa la burocrazia (continua)


Vero e falso


Chi è l'infame? Daniele Luttazzi


Non aspettavano altro. La procura di Civitavecchia ha iscritto Daniele Luttazzi nel registro degli indagati per una presunta frode fiscale di 140 mila euro. Il moralista che conduce da anni una campagna contro i misfatti di Silvio Berlusconi preso con le mani nella marmellata (continua)


S. Maria in Portico


QUIRIINALE - "Vergognatevi, se ancora sapete cos’è la vergogna: fate schifo".


Negli ultimi 22 anni centrodestra e/o centrosinistra hanno, nell’ordine: stipulato un patto con Cosa Nostra per metterle in mano lo Stato in cambio della sospensione delle stragi e del sacrificio di Paolo Borsellino e di decine di altri innocenti sterminati o feriti a Palermo, Firenze, Milano e Roma, trafficando poi indefessamente ai massimi livelli istituzionali per coprire tutto e depistare le indagini (continua)


Lights & Shadows ...


Gesù Cristo non si è fermato ad Eboli ma davanti all'Articolo 18


L'altro giorno sono accaduti al Senato alcuni fatti assai rilevanti e tutt'altro che positivi. Giornali e televisioni li hanno diffusi ampiamente ma a me non sembra che ne abbiano messo in rilievo il vero significato. Cercherò di farlo qui sforzandomi d'essere obiettivo nel racconto e ovviamente soggettivo nel giudizio il quale riguarda soltanto me e chi come me ne dà identica valutazione (continua)

Eugenio Scalfari (La Repubblica - 12 ottobre 2014

Il Massimo


"Ciccio" Callari


Professore di matematica e fisica, portava sempre i capelli cortissimi - diceva lui tagliati all’Umberto - e ostentava con fierezza la insita peculiarità d’igiene: “così alla mattina in unico colpo ognuno può procedere al lavaggio non solo del viso ma anche della testa”.
Fu il terrore di noi giovani alunni nei primi due anni di ragioneria. A quel tempo, severissimo e autoritario, non tollerava alcuna trasgressione e - nei frequenti casi di rigore – affibbiava a più non posso convocazione di genitori, magari con sospensioni (continua)

Essec 
 

La cupola


Contro l’ordinanza della Corte d’Assise: "LO STATUTO GIORGINO"


Dopo l’ordinanza della Corte d’Assise di Palermo che vieta agli imputati e alle parti civili di presenziare al loro processo perché il testimone Napolitano non li vuole e dopo la sentenza del Tribunale di Roma che condanna due bersagli fissi su Sua Maestà, De Magistris e Genchi, per abuso d’ufficio senza competenza né danno ingiusto, cioè senza reato, s’impone un lesto ritorno allo Statuto Albertino (continua)


Canoisti


Non solo Isis: un mare di miseria ci farà affogare


All'Assemblea delle Nazioni Unite il presidente Obama ha dichiarato che quella dell'Isis «non è una guerra di religione ma una guerra contro il Progresso». L'ha seguito il presidente iraniano Rohani parlando di «guerra contro la civiltà». Per una volta due leader mondiali sono riusciti a guardare un po' più in là del proprio naso. Quella dell'Isis è, per dirla con Evola, 'una rivolta contro il mondo moderno', che per il momento ha connotazioni religiose e islamiche ma che in futuro potrebbe assumerne anche altre (continua)

 

Il giocoliere


IL DECRETO ABRACADABRA DEL MAGO MATTEO


È l’ultima delle leggi abracadabra. Un grande pentolone dove galleggiano linee guida, forse buoni propositi ma anche tanti cattivi pensieri.  Galleggiano fino a perdersi, nel continuo moto ondoso renziano che restituisce a riva pezzi di provincie abrogate ma vive, di leggi elettorali definite ma forse anche sconfessate, riforme annunciate ma mai approvate, tagli decisi ma poi revocati (continua)

Antonello Caporale (Jack's Blog - Il Fatto Quotidiano - 9 ottobre 2014)

 

martedì 27 gennaio 2015

Luci ed ombre (Abatellis)


Walter Tocci: " Mio intervento in Senato del 7 Ottobre nel dibattito sulla legge delega per il lavoro".


La richiesta del voto di fiducia sembra una prova di forza ma è un segno di debolezza. Il governo chiede al Parlamento una delega a legiferare mentre impedisce al Parlamento di precisare i contenuti di quella stessa delega. Il potere esecutivo si impadronisce del potere legislativo per disporne a suo piacimento, senza alcun contrappeso istituzionale. Il Senato delega per sentito dire nelle televisioni, senza quei “principi e criteri direttivi” prescritti dalla Costituzione. È l’anticipazione di un metodo che diventerà normale con la revisione costituzionale in atto
Si forzano le regole per paura di un libero dibattito parlamentare. Il Presidente del Consiglio non è in grado di presentare gli emendamenti che ha proposto come segretario del suo partito (continua)

 

Simbolo di fede e i ceri


FIDUCIA CIECA


Non bastava la delega in bianco, non bastava l’auto fidu­cia dell’esecutivo a se stesso, il governo aveva in serbo un’altra umi­lia­zione per il par­la­mento. Ha impo­sto ai sena­tori di discu­tere tutto il pome­rig­gio un dise­gno di legge che non cono­scono. Che nes­suno ancora uffi­cial­mente cono­sce. E i sena­tori lo hanno fatto, offrendo qual­che ragione a chi ne teo­rizza l’inutilità e accet­tando di dibat­tere il dise­gno di legge delega, cosid­detto jobs act, che il governo stava intanto riscri­vendo. Quando oggi lo leg­ge­ranno avranno appena il tempo di appro­varlo. Con la fidu­cia (continua)

 Andrea Fabozzi (Jack's Blog - 8 ottobre 2014

Bandiere in festa


Consulta e Csm: il vergognoso balletto orchestrato dai partiti


Donato Bruno, uno dei possibili 'papabili', insieme a Luciano Violante, all'incarico di giudice della Corte Costituzionale per completarne la composizione, ma la cui candidatura, come quella del collega, con cui viaggiava in tandem, era stata bloccata per settimane perché in Parlamento, dopo varie tornate, nessuno dei due era riuscito a raggiungere il quorum, aveva dichiarato un paio di giorni fa: «Ritengo doveroso rimettere nelle mani del presidente Silvio Berlusconi la mia candidatura» (continua)
 
 

Battistero (Padula)


Mario Savio: "IL RAGAZZO SULLA MACCHINA"


“LO STUDENTE CHE CAMBIÒ IL MONDO ” oggi avrebbe settantadue anni. Avrebbe potuto diventare un grande leader politico, ma non volle: la vita pubblica gli avrebbe richiesto troppi compromessi; quella privata fu fin troppo tormentata. Morì giovane, per un infarto, a soli cinquantaquattro anni. Si chiamava Mario Savio e il primo ottobre 1964 all’università di Berkeley — cinquant’anni fa — diventò il simbolo genuino e quasi involontario di un movimento degli studenti che sarebbe poi esploso in tutto il mondo quattro anni dopo, nello storico 1968. Ed ecco come andò la storia. Siamo nell’autunno del 1964, nel campus di Berkeley, la più antica delle università statali della California, nella baia di San Francisco; l’anno che si avvia a finire è un concentrato di contraddizioni americane. John Kennedy è stato ucciso da appena dieci mesi (continua)

Enrico Deaglio (Jack's Blog - 5 ottobre 2014
 

Neve a Palermo


Risparmi, regole e ragione

 
Mi confortava la frase incorniciata e collocata in bella evidenza sulla parete dietro la sua scrivania. 
Mi faceva superare anche l’istintiva diffidenza che provo quando qualcuno  per venderti qualcosa - sia esso un tappeto o, come in quel caso,  prodotti finanziari - trasforma tutti i tuoi molteplici dubbi  in poche e granitiche certezze, guarda caso sempre foriere di risvolti positivi (continua)
 
 P.T.     

domenica 18 gennaio 2015

Luci e ombre


“ARTICOLO 18 SÌ”, ANZI “NO”: IL MATTEO DOUBLE FACE


Uno specchietto per le allodole, un totem ideologico, una cosa che “non interessa nessun imprenditore e nessun precario”. L’articolo 18 è “un falso problema”, un modo per “non parlare dei problemi reali” concentrandosi solo sulle “fisime ideologiche”. Quanto era combattivo Matteo Renzi quando era lontano da Palazzo Chigi e si candidava alle primarie del Pd. Oppure quando si preparava alla rivincita mentre Bersani cercava di vincere le elezioni. Risentire oggi, o rileggere, quelle parole è illuminante oltre che agghiacciante (continua)
 
 

Scambio


Le quattro mosse per sanare il calcio dall'overdose mortale


Carlo Tavecchio, neopresidente della Federcalcio, è stato ferocemente osteggiato per essersi lasciato andare a una battuta infelice: aveva definito un giocatore di colore «un mangiatore di banane» (Buon Dio, non si può dire più nulla, il nostro vocabolario, come nel '1984' di Orwell, sarà presto ridotto a una 'neolingua' fatta di eufemismi ridicoli). Però le sue prime proposte di riforma, riduzione della rosa delle squadre a 25 giocatori, almeno 8 devono provenire dal vivaio, non più di due extracomunitari per squadra, sono coerenti e, sia pur puntando su diversi obbiettivi, vanno tutte nella stessa direzione (continua)
 
 

Realtà virtuali


Caro Capanna, ti autoassolvi con troppa disinvoltura


Ho letto la bella intervista di Emiliano Liuzzi a Mario Capanna. Conosco Capanna dal 1968 e ho per lui stima e anche affetto. Perché è stato una delle rarissime persone capace di entusiasmarmi, agli inizi del movimento studentesco, non ancora MS. Capanna era personalmente contrario alla violenza. Preferiva gli sberleffi ludici, come il lancio delle uova alla Scala sulle 'sciure' invisonate. O come quando in Largo Gemelli, con un megafono in mano, ordinò ai carabinieri della locale stazione di arrendersi. Fummo subito caricati e ci rifugiammo in una chiesa sconsacrata, lì vicino. Ma eravamo circondati, in trappola. Capanna con altri afferrò una grande asse di legno che serviva per i restauri e la usò come un maglio contro una porticina che dava sul retro. Era una scena medioevale (continua)

 

Si prega di lasciare libero lo scarrozzo


Mappe - Il leader che spara sul quartier generale


Lo sguardo degli italiani sul futuro economico del Paese è scettico. Anzi: piuttosto pessimista. Eppure, la fiducia nel governo resiste. Tanto più nei confronti del premier. Di Renzi. Lo dimostrano i primi sondaggi realizzati dopo la pausa estiva. Non è un fatto nuovo. È avvenuto anche in passato. Quando al governo erano Berlusconi, in particolare, e, più di recente, Monti. È l’effetto di diversi fattori. Riflette, in particolare, la capacità del leader di trasmettere fiducia ai cittadini. E, reciprocamente, la ricerca, da parte dei cittadini, di qualcosa o qualcuno in cui credere, in tempi di crisi. Il problema, però, è che se la crisi dovesse acuirsi ancora e durare a lungo, com’è probabile, allora la sfiducia tenderebbe a trasferirsi, soprattutto, sul governo e, per primo, sul Capo. Ne è ben consapevole Renzi. Il quale, anche per questo, sta seguendo una strategia di comunicazione e di relazioni, in parte, diversa dalla fase precedente (continua)


Ori di Piana


Crisi euro: il coniglio dal cilindro di Mario Draghi


Mario Draghi, il grande illusionista, ha tirato fuori un altro coniglio dal cappello, ma questa volta i mercati potrebbero rubarglielo per arrostirlo. Ed infatti i broker di mezzo mondo hanno già iniziato a diffondere la notizia del prossimo banchetto. Ma andiamo con ordine e spieghiamo bene cosa sta succedendo nella quasi moribonda economia europea.
Ormai è chiaro che Eurolandia è in deflazione, su questo nessuno ha alcun dubbio anche se i falchi tedeschi continuano a negare l’evidenza. Deflazione legata alla caduta della domanda, basicamente non ci sono soldi e le aspettative della popolazione sono negative, non c’è fiducia nei governi e nella finanza. Risultato i prezzi iniziano a scendere perché nessuno compra e questo deprime ulteriormente l’economia e gli umori. Scenario nero insomma (continua)