domenica 22 novembre 2009

Bagheria: Villa Cattolica

La dissoluzione del regime


Guido Buffarini Guidi, che per anni è stato il vero ministro degli Interni, esce, la sera del 25 luglio, quando si ignora la sorte di Mussolini, in questa amara profezia: «La rivoluzione fascista finisce nella più stretta legalità, nessuno farà un gesto per salvarla». I gesti sono pochi, il più disperato è quello di Morgagni, il direttore della «Stefani», l'agenzia ufficiale d'informazioni. Si uccide dopo aver scritto a Mussolini: «L'esasperante dolore di italiano e di fascista mi ha vinto [...]. Da più di trenta anni tu, Duce, hai avuto tutta la mia fedeltà. La mia vita era tua. Ti domando perdono se sparisco». Un fascista si uccide, altri resistono con le armi agli arresti, casi isolati che la censura di Badoglio nasconde accuratamente; ma la guardia armata del regime, la Milizia volontaria sicurezza nazionale, passa agli ordini del generale badogliano Armellini e il fascismo come regime si dissolve (continua)

Giorgio Bocca (La repubblica di Mussolini -
Arnoldo Mondadori Editore - 1994)



XV Maratona di Palermo 2009

ESTERNAZIONE


Molti lo trovano ridicolo,

trovano i suoi scatti d'ira
impulsivi e irragionevoli.
Molti trovano patetico che si sia fatto
strumentalizzare dall'opposizione,
strumentalizzare dalla lega e dai missini,
dato in pasto alla stampa per affondare il suo stesso partito...
Molti ancora trovano ridicole le sue morbosità
per i carabinieri e per la televisione...
Altri, infine, trovano pietose le sue risse con i giudici,
stonate le liti con l'opposizione,
comica la minaccia dei misteriosi dossier...
non dico che abbiano torto:
forse sarà un presidente emotivo;
forse sarà un presidente stravagante e bilioso;
forse ingenuo.
Ma è il mio presidente; e mi levo il cappello quando rido!

Corrado Guzzanti (Il libro de Kipli)

XV Maratona di Palermo 2009

Berluschino il breve

Testo:

Buongiorno a tutti. Credo che, a furia di sentir parlare di processo breve e di leggere l’espressione processo breve sui giornali, la gente non abbia ancora ben capito di che cosa stiamo parlando: Berlusconi è un pubblicitario, è laureato in pubblicità con una tesi sulla pubblicità, ha sempre fatto pubblicità soprattutto a sé stesso e quindi, su quel versante, è bravo, è l’unico versante nel quale eccelle.

La legge sul processo morto - Conseguentemente è sempre riuscito a inventarsi degli slogan che funzionano, come il processo breve: in realtà bisogna chiamarlo con il suo nome, il processo che esce da questa cosiddetta riforma della giustizia, bisognerebbe cominciare a chiamarlo il processo morto, perché il processo non diminuirà neanche di un minuto nella durata media, ma anzi, semmai questa legge, creando più aspettativa di impunità con l’istituto nuovo della prescrizione del processo, anziché della prescrizione del reato, sarà un incentivo agli Avvocati difensori per allungare ulteriormente il brodo e puntare alla prescrizione del processo (continua)

Convertitevi alla massima

Primarie Partito Democratico 2009: La mozione Franceschini


La terza parola è UGUAGLIANZA
. Uguaglianza è stata la parola forte dei grandi movimenti riformisti del secolo scorso. Qualcuno pensa che sia caduta in "disuso" e superata. Ma non è così. E' una parola moderna, centrale nel mondo globalizzato. Un mondo in cui senza gli anticorpi della politica le disuguaglianze sono destinate ad aumentare drammaticamente, dentro i paesi e tra i paesi del mondo. Uguaglianza non come appiattimento delle differenze ma come valorizzazione delle diverse capacità delle persone, come uguaglianza delle opportunità, da sostenere non solo nelle condizioni di partenza ma nel corso della vita di ciascuno. L'Italia ha purtroppo un primato negativo: ha visto crescere le diseguaglianze tra i redditi, ha visto aumentare le distanze tra pezzi del suo territorio. Ha permesso il persistere di vaste sacche di povertà, specie nel mezzogiorno. Ha registrato un blocco dell'ascensore sociale che ostacola la possibilità delle persone di sviluppare le proprie capacità. Sono queste le diseguaglianze che sottraggono ai nostri giovani le aspettative dei coetanei di altri paesi europei, che impediscono al figlio dell'operaio di avere le stesse opportunità nella sua vita del figlio del notaio. Noi vogliamo cambiare questo destino che la destra ritiene inevitabile. Vogliamo invertire la tendenza partendo da proposte immediate (continua)

Dario Franceschini (Corriere della Sera - 19 ottobre 2009)

Talebani

Oltre ogni limite


Noi speriamo che qualcuno lassù – Montecitorio, il Quirinale – sia stato avvertito della protesta che sale nel paese. Una tempesta di messaggi che intasano Internet e i pochi giornali di opposizione. Tutti dicono la stessa cosa: basta, è stato superato il limite. Basta con l’ennesimo provvedimento ad personam, il diciannovesimo in quindici anni. Basta con i trucchi e con il ricorso a tutti i possibili imbrogli legislativi per consentire l’impunità di un premier che se ne frega di tutto e di tutti (continua)

Il Fatto Quotidiano | Antonio Padellaro da Il Fatto Quotidiano n°45 del 13 novembre 2009


Santa Flavia: Cupola Chiesa Madre



DISEGNO DI LEGGE: Misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi


Schema di disegno di legge contenente misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi, in attuazione dell’articolo 111 della Costituzione e dell’articolo 6 della Convenzione europea sui diritti dell’uomo.

DISEGNO DI LEGGE d'iniziativa dei sen. GASPARRI, QUAGLIARIELLO, BRICOLO, TOFANI, CASOLI, BIANCONI, IZZO, CENTARO, LONGO, ALLEGRINI, BALBONI, BENEDETTI, VALENTINI, DELOGU, GALLONE, MAZZATORTA, MUGNAI, VALENTINO

Articolo 1
(Modifiche alla legge 24 marzo 2001, n. 89)
1. All’articolo 2 della legge 24 marzo 2001, n. 89, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, le parole “Chi ha subito” sono sostituite dalle seguenti: “In attuazione dell’articolo 111, secondo comma, della Costituzione, la parte che ha subito”;
b) al comma 3, la lettera b) è abrogata;
c) dopo il comma 3, sono aggiunti i seguenti: (continua)

Roma, Senato della Repubblica, 12 novembre 2009


L'ombra che cammina

I PACIFISTI ARMATI


NEW DELHI -
venerdi , 29 maggio 1998 - Quarantasei gradi e mezzo all'ombra. Il caldo è soffocante. Il condizionatore d'aria non funziona perché da giorni l'elettricità va e viene. Apro il rubinetto dell'acqua, sperando di rinfrescarmi sotto la doccia, ma dopo un promettente gorgogliare d'aria, non esce nulla. Cerco di telefonare all'amministratore del mio condominio, ma il telefono è muto (continua)

Tiziano Terzani

Santa Flavia: Villa Filangeri

Lo Struzzo Caimano


Brutta bestia, l’invidia. E anche la cattiva coscienza. Il mese scorso Francesco Piccolo, bravo scrittore e sceneggiatore nonché autore Einaudi, stroncava sull’Unità il Quaderno di José Saramago, rifiutato dalla mondadoriana Einaudi perché parla male di Berlusconi e pubblicato da Bollati Boringhieri (gruppo Garzanti). Ora, a stroncare Saramago provvede sul Sole 24 Ore un altro autore Einaudi, lo storico torinese Sergio Luzzatto (continua)

Articoli | Marco Travaglio da Il Fatto Quotidiano del 18 novembre 2009

XV Maratona di Palermo 2009



Il cacciatore sfortunato


- Prendi il fucile, Giuseppe, prendi il fucile e vai a caccia, - disse una mattina al suo figliolo quella donna. - Domani tua sorella si sposa e vuol mangiare polenta e lepre.
Giuseppe prese il fucile e andò a caccia. Vide subito una lepre che balzava da una siepe e correva in un campo. Puntò il fucile, prese la mira e premette il grilletto. Ma il fucile disse: Pum!, proprio con voce umana, e invece di sparar fuori la pallottola la fece cadere per terra. Giuseppe la raccattò e la guardava meravigliato. Poi osservò attentamente il fucile, e pareva proprio lo stesso di sempre, ma intanto invece di sparare aveva detto: Pum!, con una vocetta allegra e fresca. Giuseppe scrutò anche dentro la canna, ma com'era possibile, andiamo, che ci fosse nascosto qualcuno? Difatti dentro la canna non c'era niente e nessuno.
- E la mamma che vuole la lepre. E mia sorella che vuol mangiarla con la polenta... (continua)

Gianni Rodari (Favole al telefono - Einaudi Ragazzi - 1993)

Libreria Dante

Una Repubblica fondata sul ricatto

Testo:
"Buongiorno a tutti, vorrei parlarne forse per l’ultima volta, spero, forse no- se non ce ne sarà più bisogno non lo faremo, altrimenti ci ritorneremo- del caso Marrazzo, perché il caso Marrazzo non è importante soltanto per quello che è successo, ma è importante anche per quello che racconta al di fuori dei fatti avvenuti quel giorno, credo forse il 3 luglio scorso, in Via Gradoli 96. Intanto ci insegna come è importante avere dei giornali liberi e lo spiego tra un attimo, intanto ci insegna come è importante che i giornali liberi raccontino i particolari, i dettagli anche minimi di queste vicende senza il condizionamento e con grande professionalità. In terzo luogo, dimostra che non tutti quelli che sono iscritti all’ordine dei giornalisti in Italia fanno lo stesso mestiere e ancora dimostra come, in Italia, ci sia ormai da anni una centrale della diffamazione, della calunnia, del dossieraggio che, immancabilmente, si rivolge in una certa direzione, perché in quella direzione sa, oppure spera di poter trovare terreno fertile, soldi, posti, favori, in cambio di informazioni che possano sputtanare qualche avversario politico o qualche ritenuto avversario politico. Vado con ordine (continua)

Marco Travaglio (Passaparola - Blog Beppe Grillo)

Palermo: Giardino Inglese

La riforma dell'acqua su cui è stata posta la fiducia (Ddl Senato)


Il governo ha posto la fiducia sul decreto salva-infrazioni comunitarie che contiene anche la riforma dei servizi pubblici locali, compresa l'acqua. Il testo è dal 16 novembre all'esame dell'Aula della Camera dopo aver ottenuto il via libera dal Senato, ed è destinato a scadere il 25 novembre. Il decreto, approvato in prima lettura dal Senato, contiene l'attuazione di una serie di obblighi già giunti in scadenza per il ritardo o il non corretto recepimento della normativa comunitaria nell'ordinamento italiano (continua)


Ddl Senato - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, recante disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e per l'esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee (testo)

Oggi al Cine Marconi: This is it

Turbolenze italiote: "Palazzo Chigi - Dopo la riunione di governo i chiarimenti"


Non c'era bisogno che parlasse, infatti non ha parlato. Ma l'immagine che Berlusconi ha offerto ieri in Consiglio dei ministri — lo sguardo spento, il volto sofferente, un senso di estraniamento durante tutta la riunione — rendeva l'idea del distacco del premier. Il premier aveva lasciato fuori da Palazzo Chigi i timori di quello che considera il «nuovo complotto» ordito contro di lui dalla magistratura, le tensioni familiari che «mi stanno togliendo il sonno», e l'ira verso Fini con cui si è consumato un altro strappo. Era presente, ma era come se non ci fosse, assorto fino a dare l'impressione di essersi assopito, apriva gli occhi solo quando i ministri riempivano la stanza con urla e parole grosse. Le mani sul viso o tra i capelli, solo in un'occasione ha dato voce al proprio fastidio: «Dài, rinviamo. Se c’è un problema si risolve la prossima volta» (continua)

Francesco Verderami (Corriere della Sera - 13 novembre 2009)



Bibite e gelati

LA BUGIA DEL DENARO FACILE


Il caso Parmalat getta una luce spietata su un sistema malato, scrive il corrispondente di Le Monde A dieci anni di distanza, i contribuenti francesi continuano a pagare di tasca loro gli errori del Crédit Lyonnais. E tra gli intellettuali parigini infuria il dibattito sul “declino della Francia”. Tutto questo induce l’osservatore francese a considerare con umiltà la situazione italiana e gli conferisce anche una certa competenza. L’Italia è realmente una grande Parmalat, un paese al tramonto, come suggerisce l’analisi – brillante ma molto pessimista – di Beppe Grillo? Il caso Parmalat – eccezionale per la sua ampiezza e rocambolesco per i dettagli svelati un giorno dopo l’altro – getta una luce spietata su un’epoca, un sistema, una società, proprio come ha fatto lo scandalo del Crédit Lyonnais sulla Francia degli anni ottanta e novanta. Manie di grandezza (continua)

Jean-Jacques Bozonnet, Le Monde

domenica 1 novembre 2009

Fonte di luce

L’altalena


Luigi cercava sempre di scansare viaggi in aeroplano. In volo, stava molto a disagio e non poteva manco attenuare il nirbùso col fumo perché sulle rotte nazionali la sigaretta era proibita. Per tornare da Torino a Roma, quel giorno, dovette assoggettarsi alla situazione: i ferrovieri avevano proclamato uno sciopero. Luigi si riempì le sacchette di caramelle, s’accattò un romanzo giallo e acchianò a bordo. L’aereo partì preciso, la giornata era chiara, atterrò con cinque minuti d’anticipo. Luigi non aveva bagagli, solo un borsone a mano (continua)

Andrea Camilleri (Favole del tramonto - 2000 - Edizioni dell’Altana)

Monumento funebre a Guttuso (Bagheria)

Requiem per la politica, il cantautore siciliano e i “rincoglioniti” al governo: INNERES AUGE


Franco Battiato
è molto diverso da come lo immagini. Allegro, scherzoso, spiritoso, talora persino un po’ cazzone. Forse perché, con la sua cultura sterminata e la sua pace interiore, se lo può permettere. Un uomo, però, armato di un’intransigenza assoluta, di un’insofferenza antropologica per le cose che non gli piacciono. E’ appena tornato da due concerti trionfali a Los Angeles e New York e ancora combatte il jet-lag nella sua casa di Milo (Catania). Parliamo del suo ultimo pezzo-invettiva “Inneres Auge”, già anticipato sulla rete: uno dei due singoli inediti che impreziosiscono l’album antologico in uscita il 13 novembre (“Inneres Auge - Il tutto è più della somma delle sue parti”). Una splendida invettiva che si avventa sugli scandali berlusconiani e sulla metà d’Italia che vi assiste indifferente e imbelle, con parole definitive: “Uno dice: che male c’è a organizzare feste private con delle belle ragazze per allietare Primari e Servitori dello Stato? Non ci siamo capiti: e perché mai dovremmo pagare anche gli extra a dei rincoglioniti…” (continua)

Marco Travaglio (da Il Fatto Quotidiano n°33 del 30 ottobre 2009)

Panni stesi ad asciugare

Sic Trans Gloria Marrazzo


Testo:

"Buongiorno a tutti. Vorrei partire da una cosa che accadde 15 anni fa, esattamente 15 anni fa, nel novembre del 1994: Berlusconi aveva appena ricevuto il suo primo invito a comparire, quello famoso del 21 novembre, quando lui stava a Napoli a inaugurare un convegno internazionale sulla criminalità e il pool di Milano, credendolo già a Roma, gli mandò i Carabinieri a Palazzo Chigi per notificargli quest’invito a comparire, in cui gli si contestavano tre tangenti della Fininvest alla Guardia di Finanza. L’invito a comparire era una convocazione dell’allora e anche oggi Presidente del Consiglio per un interrogatorio e conseguentemente il pool di Milano - Borrelli, D’Ambrosio, Di Pietro, Davigo, Colombo, Greco - stava organizzando l’interrogatorio, che era piuttosto complesso in quanto avrebbe dovuto avvenire contestualmente in due stanze, con due personaggi diversi; da una parte avrebbero dovuto interrogare Berlusconi e, contemporaneamente, in un’altra stanza del Palazzo di Giustizia dovevano sentire l’Avvocato Berruti, consulente della Fininvest, che era stato sorpreso a inquinare le prove dell’indagine sulle tangenti Fininvest alla Guardia di Finanza e (continua)

Marco Travaglio (Passaparola - Postato il 26 Ottobre 2009)

Misure di autodifesa

...l'odio è un legame tra un individuo ed un altro. E’ quindi simile all'amore e, in quanto tale, altrettanto intenso...


ANDREOLI
: Oggi parleremo dell'odio, un sentimento che sia nell'individuo,sia nelle società modifica il comportamento e porta ad azioni estreme. Guardiamo la scheda.
PRIMO LEVI: Non sono facile all'odio: lo ritengo un sentimento animalesco e rozzo e preferisco che le mie azioni e i miei pensieri, nel limite del possibile, nascano dalla ragione. Per questo motivo non ho mai coltivato l'odio come desiderio primitivo di rivalsa, di sofferenza inflitta al mio nemico vero o presunto, di vendetta privata. Devo aggiungere che, per quanto posso vedere, l'odio è un sentimento personale: è rivolto contro una persona, un nome o un viso. I nostri persecutori nazisti non avevano viso, né nome: erano lontani, invisibili, inaccessibili; prudentemente, il sistema nazista faceva sì che i contatti diretti fra gli schiavi e i signori fossero ridotti al minimo. Dopo la guerra, inoltre, il nazismo e il fascismo sembravano giustamente e meritatamente tornati nel nulla, svaniti come un sogno mostruoso, così come spariscono i fantasmi al canto del gallo. Come avrei potuto coltivare rancore o volere vendetta contro una schiera di fantasmi? Non molti anni dopo, l'Europa e l'Italia si sono accorte che questa era un'ingenua illusione: il fascismo era ben lontano dall'essere morto, era soltanto nascosto, stava facendo la sua muta per ricomparire in una veste nuova, un po' meno riconoscibile e un po' più rispettabile, più adatta al nuovo mondo che era uscito dalla catastrofe della Seconda Guerra Mondiale, che esso stesso aveva provocata. Devo confessare che davanti a certi visi non nuovi, a certe vecchie bugie, a certe figure in cerca di rispettabilità, a certe indulgenze e connivenze, provo la tentazione dell'odio con una certa violenza. Ma io non sono un fascista: io credo nella ragione e nella discussione come supremi strumenti di progresso, e perciò all'odio antepongo la giustizia (continua)

Vittorino Andreoli - Il Grillo (26/11/1998)

L'orso tatuato

Dove


Dove

Immobile/giaci/disteso tra la morbida seta/che si frappone tra te e le quattro pareti di legno/tua ultima ed eterna dimora./Sembri riposare/dolcemente rapito/tra le braccia di Morfeo./Attorno a te/tutto è tristezza/ed il freddo che avvolge il tuo corpo/ormai inerte/per sempre/rivela la tua assenza/definitiva./Delicatamente mi avvicino/e da ingenuo/mi domando/dove mai sarai/adesso.

Rino Porrovecchio (Fuoco di paglia)


Primi piani e sfondi

DOPO BERLUSCONI ASPETTA E SPERA


Che l’Italia non sia più berlusconiana lo scriviamo da due anni, spesso rimproverati dalla sinistra istituzionale. Ora, con l’eccezione di Giovanardi e di alcuni pastori della Sila, lo sanno tutti. L’ecumenico sorriso di Monna Lisa Prodi è giustificato, ma non deve diventare fisso, come il ghigno da piazzista del cavaliere. Perché la strada è in salita e i sondaggi mutevoli. L’Italia non è berlusconiana, ma il potere sì. E dato che questo potere non è più temperato dalle regole della democrazia, non sarà semplice scalzarlo. In ogni paese flebilmente civile chi perde quattro elezioni di fila, l’ultima con otto punti di scarto si dimette, o quanto meno presenta le dimissioni. Ma questo è un paese dove il neuropremier vittimista è stato inquisito, stralciato, prescritto, i suoi più stretti collaboratori sono stati condannati per corruzione e appoggio alla mafia, e si è fatto finta di nulla. Perciò il nanetto di minoranza vuole dimenticare in fretta la macchinazione comunista di questo voto, e si dice pronto a cambiare la Costituzione e le leggi elettorali. Lo spalleggiano Fini e Follini, giganti che in due hanno il coraggio e l’indipendenza di pensiero di mezzo doroteo anni Sessanta. E soprattutto, il cavaliere gode dell’appoggio politico e culturale di un gruppo di picciotti padani col cinque per cento dei voti e del clan dei riformisti siciliani col cento per cento dei pizzi (continua)

Stefano Benni (Il Manifesto - Venerdì 8 aprile 2005)

LAYA - Gioia Industriale

Redazioni Facebook per cittadini digitali


Almeno dieci milioni di italiani sono iscritti a Facebook (di questi metà hanno meno di trent'anni). Il social network nasce nel 2004 come strumento di comunicazione tra studenti degli atenei americani: anche il nome “il libro delle facce” è mutuato da una pubblicazione che gli atenei Usa producono ogni anno con volti e nomi dei loro studenti. Facebook crescendo è diventato molto di più: un posto dove rimanere in contatto con gli amici e dove conoscere persone con interessi affini; ma anche un luogo dove condividere foto, video, pensieri, link e, anche... notizie (continua)

Federico Mello
da Il Fatto Quotidiano n°25 del 21 ottobre 2009

Residui di pioggia

Il concetto di ironia in Søren Kierkegaard


Kierkegaard affronta il problema dell'ironia nella sua tesi di laurea, pubblicata nel 1841 con il titolo Il concetto di ironia in costante riferimento a Socrate (ed. it., a cura di D. Borso, Guerini, Milano 1989). Si tratta di un'opera ricca di riferimenti al dibattito letterario e filosofico, poiché l'ironia - a partire dall'età del romanticismo - era diventata un tema particolarmente vivo ed aveva attirato su di sé l'attenzione di autori come Tieck, Schlegel e Solger. È tuttavia Hegel l'autore cui il giovane Kierkegaard si sente più vicino: nelle pagine della sua tesi di laurea, il filosofo danese ha infatti ben chiara davanti agli occhi la riflessione hegeliana sulla valenza soggettiva e negatrice dell'ironia, ed una delle mete cui il suo lavoro approda può essere forse indicata proprio nell'acquisizione di una prima parziale autonomia del giovane filosofo dalla pagina hegeliana (continua)


Paolo Spinicci - Le parole della filosofia, I, 1998


Gruppo di minoranza: www.polizzi2013.it

Lei è educato si vergogni


Nel regime di Berlusconia chi ha la sfortuna di aver ricevuto un'educazione, di aver imparato che non si dicono le bugie e si parla uno per volta, è fregato. Chi ha una reputazione fa di tutto per conservarla: ma chi ne è sprovvisto non teme di perderla, dunque parte avvantaggiato. Perché può fare e dire tutte le porcate che vuole, tanto da lui ci si attende il peggio. Prendete
Gasparri, con rispetto parlando: continua a dire in tv che io vado in ferie a spese della mafia, ben sapendo che non è vero ma che nessun Vespa lo smentirà e nessuna Authority o Vigilanza interverrà. Prendete il miglior premier degli ultimi 150 anni, il più perseguitato della Storia (più di Gesù, per dire), il più buono e giusto: siccome è anche l'editore più liberale dai tempi di Gutenberg, una delle sue tv fa pedinare con telecamera nascosta (continua)

Marco Travaglio da Il Fatto Quotidiano n°22 del 17 ottobre 2009

Vecchie maioliche

Umberto Galimberti: IL SACRO o LA DIMENSIONE SIMBOLICA


Oggi pomeriggio parliamo di una dimensione che ci fa vedere in qualche modo all’origine dell’uomo; è ciò da cui l’uomo si è potentemente difeso e che continua ad operare e che io ipotizzo essere il vero antagonista dell’apparato tecnico, che non è la buona volontà degli uomini, non il loro romanticismo, non la loro nostalgia dell’umano come l’hanno conosciuto, non tutte le cose nelle quali noi collochiamo le nostre “speranze”. Il vero antagonista della tecnica io lo chiamo sacro, il sacro (continua)


Umberto Galimberti - Tratto dall'articolo IL SACRO o LA DIMENSIONE SIMBOLICA, trascrizione di una lezione di Umberto Galimberti alle Vacances de l'Esprit 2006 e comparso sulla rivista Antiche e moderne vie d'illuminazione, periodico dell'associazione ASIA, nel n. 27 Dicembre 2006



L'orologio .... nel tempo

COME VA? Da: "Il secondo diario minimo" di Umberto Eco (con aggiunte apocrife)


1. Icaro: "Uno schianto"

2. Proserpina: "Mi sento giù"
3. Prometeo: "Mi rode..."
4. Teseo: "Finché mi danno corda..."
5. Edipo: "La mamma è contenta"
6. Damocle: "Potrebbe andar peggio"
7. Priapo: "Cazzi miei"
8. Ulisse: "Siamo a cavallo"
9. Omero: "Me la vedo nera"
10. Eraclito: "Va, va..."
11. Parmenide: "Non va"
12. Talete: "Ho l'acqua alla gola"
13. Epimenide: "Mentirei se glielo dicessi"
14. Gorgia: "Mah!"
15. Demostene: "Difficile a dirsi"
16. Pitagora: "Tutto quadra"
(continua)

Da: "Il secondo diario minimo" di Umberto Eco (con aggiunte apocrife)

Foto in mostra; spettatori assenti!

"la memoria della storia": Delle amicizie pericolose di molti esponenti siciliani di Forza Italia


Quando, lunedì 3 agosto 1998, fu arrestato Giovanni Mauro
, presidente della Provincia di Ragusa ed esponente di Forza Italia, Enrico La Loggia, capogruppo di Forza Italia al Senato, subito dichiarato: Attenti a un nuovo caso Musotto. La persecuzione giudiziaria (nemmeno più l’errore giudiziario) e diventata ormai spiegazione esaustiva e giustificazione preventiva di ogni atto della magistratura nei confronti di ogni esponente di Forza Italia, dal suo leader all’ultimo degli aderenti.

Un atteggiamento che ha fatto scuola: tanto che dopo l’arresto di Francesco Schiavone detto Sandokan, boss dei Casalesi, il più ricercato tra i nuovi capi della Camorra campana, la moglie rilasciò ai giornali risentite dichiarazioni secondo cui il marito era vittima di una persecuzione dei comunisti. La signora Sandokan, evidentemente, ha imparato la lezione mediatica e, democraticamente, ha applicato a se lo schema già ampiamente utilizzato in tanti casi da autorevoli esponenti della politica (continua)

Gianni Barbacetto ("La memoria della storia" - http://www.societacivile.it)

"Minni di vergini"

Il mito di Piramo e Tisbe


Tranne Adamo, che non aveva nessuno al quale attingere, tutti gli altri autori, chi più, chi meno, hanno copiato da un predecessore. Magari senza volere, inconsciamente, ma hanno copiato. Uno dei più sfacciati in tal senso è stato William Shakespeare: la sua tragedia Romeo e Giulietta ripercorre, passo dopo passo, la triste storia di Piramo e Tisbe, favola babilonese di due giovani innamorati, appartenenti a due famiglie che si odiavano a morte. Piramo, juvenum pulcherrimus, e Tisbe, praelata puellis (lui, bellissimo tra i giovani, lei, prescelta tra le fanciulle) abitavano nello stesso edificio. E fu proprio grazie a questa vicinanza che ebbero modo di conoscersi. All'inizio si guardarono da una finestra all'altra del cortile, poi s'incontrarono per le scale, infine si dettero i primi baci e si amarono teneramente, come da copione. Purtroppo, però, le loro famiglie si odiavano da sempre (continua)

Luciano De Crescenzo (ZEUS I MITI DELL'AMORE - ARNOLDO MONDADORI EDITORE)

Fiori secchi e spine

Passaparola di lunedi 19 ottobre 2009

"Buongiorno a tutti. Il Fatto Quotidiano ha lanciato una campagna che è dedicata al simbolo, diciamo pure un simbolo che potrebbe essere considerato troppo leggero e invece nasconde dietro di sé, come vedremo, una questione molto grave e molto sostanziale, che è quella della difesa del diritto del giudice Mesiano a emettere una sentenza e, come il diritto del giudice Mesiano, il diritto di tutti i giudici a emettere sentenze. E’ un diritto e è un dovere, è il loro mestiere e hanno il diritto di farlo come si diceva ai tempi dei latini, padri del nostro diritto, sine spe ac metu, ossia senza speranza di ottenere qualcosa in cambio e senza paura di ricevere dei danni o delle rappresaglie, ovvero le loro sentenze debbono essere emesse secondo giustizia, secondo legge, secondo coscienza, senza nessuna aspettativa di premi o di punizioni, fermo restando che, se la sentenza contenesse degli errori, ci sarebbero sempre i numerosi gradi di giudizio che sono previsti nell’ordinamento italiano, che è il più garantista al mondo" (continua)

Marco Travaglio (Blog Beppe Grillo - Postato il 19 Ottobre 2009)

Una bandiera scollata ed una scala in salita

"Se il mio fondoschiena vale più di due lauree"


"CARO DIRETTORE, ad Adrian Michaels che sul
Financial Times critica il trionfo di veline e donne nude in Italia vorrei dire che il problema non è femminile. Non è tanto il femminismo ad aver fatto passi da gigante però all'indietro, semmai è il maschilismo italo-pakistano (per parafrasare una recente affermazione di Giuliano Amato) che ormai troneggia da tutte le parti.
Per come la vedo io, la signorina Canalis ha raggiunto benissimo il suo obiettivo e cioè successo e soldi e alzi la mano chi tra le donne non rinuncerebbe al proprio stipendiuccio e ad un po' di amor proprio femminile se gli mettessero sul piatto un milione di euro per mostrarsi sorridente... ma anche un uomo direi, no? Della serie: chi è più scemo signor Michaels, la Canalis o chi gli va dietro?
Per quel che mi riguarda sono problemi che vivo ogni giorno, ma davvero ogni giorno. Ho 39 anni, sono single, due lauree, (una in architettura e una in conservazione dei beni architettonici), due master, uno in economia e uno in studi storici, una specializzazione in consolidamento, un dottorato di ricerca e ... un gran bel fondoschiena" (continua)

Mila Spicola (La Repubblica - 17 luglio 2007)

Decori reali e ombre

Alte scariche dello Stato


Nel mondo libero un cittadino comune può criticare anche aspramente un potente, che ha tutte le armi per difendersi. Se invece è un potente a offendere un cittadino, questo deve avere giustizia perchè non ha altro usbergo che il “giudice a Berlino”. In Italia accade esattamente il contrario: se un politico insulta un quivis de populo, quello si protegge con lo scudo spaziale dell'insindacabilità parlamentare; viceversa basta una pallida critica per far scattare la lesa maestà. Soprattutto se il malcapitato ha espresso le sue critiche nel circondario di Roma, dove ha sede il vecchio (e a tratti redivivo) porto delle nebbie. Forte coi deboli e debole coi forti, una fetta della magistratura romana si propone come surrogato del fu lodo Alfano: botte da orbi a chi critica il potere. A meno che le offese non vengano da (continua)

Marco Travaglio da Il Fatto Quotidiano n°19 del 14 ottobre 2009

Liberty: Santa Flavia (Villa Filangeri)

La mafia controlla l’Italia già da tempo


La mafia italiana non viene quasi più combattuta nel proprio paese, afferma la giornalista Petra Reski. E altrove in Europa l’influenza della mafia viene troppo spesso sottovalutata. Un paio di mesi fa il direttore dell’emittente pubblica RAI Uno è stato bacchettato dal Vaticano. Nel corso di un programma su Eluana Englaro, a cui il giudice aveva accordato la facoltà di morire dopo un coma di 17 anni, il direttore aveva permesso alla giornalista Petra Reski di dire che trovava strano che il Vaticano avesse una forte opinione su questo caso, mentre da decenni non dice niente riguardo alla mafia, che ha causato migliaia di morti e domina interi settori della vita pubblica. La chiesa cattolica, con il premier Berlusconi al suo fianco, ha trovato l’affermazione sconveniente (continua)

Articolo (Italia dall'Estero, pubblicato giovedì 3 settembre 2009 in Olanda). [Articolo originale " 'De maffia heeft Italië al lang overgenomen' " di Dirk Vandenberghe]


Equilibrismi

La legge è uguale per tutti, ma non necessariamente lo è la sua applicazione.


"La legge è uguale per tutti, ma non necessariamente lo è la sua applicazione".


Nicolò Ghedini - Roma, 6 ottobre 2009

Ombra lunga in una scala in discesa

Falso che al Quirinale si siano "stipulati patti" sulla legge Alfano


"E' del tutto falsa l'affermazione che al Quirinale si siano "stipulati patti" su leggi la cui iniziativa, com'è noto, spetta al Governo, e tantomeno sul superamento del vaglio di costituzionalità affidato alla Consulta.Una volta rilevata, da parte del Presidente della Repubblica, la palese incostituzionalità dell'emendamento "blocca processi" inserito in Senato nella legge di conversione del decreto 23 maggio 2008, il Consiglio dei Ministri ritenne di adottare il disegno di legge Alfano in materia di sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato" (continua)

Nota della Presidenza della Repubblica del 12 ottobre 2009



Incroci fotografici

"'nciurie" ....... ovvero soprannomi o appellativi in uso in Sicilia


I soprannomi sono state rintracciate con visite in loco o raccolte da studiosi locali. Origine del sopprannome o ingiuria nasce con qualsiasi pretesto: da dicerie paesane, dalla vita quotidiana, dal ripetersi di certe azioni, modi di fare e dire, dal proprio lavoro. Può essere inteso sia in modo offensivo che semplicemente per individuare la persona.Una lista parziale ed aggiornabile dei soprannomi in uso a Casteldaccia (continua)

http://www.casteldaccia.net/index.php?option=com_content&task=view&id=72&Itemid=47


Portafortuna

I fatti del Fatto


11 ottobre 2009
II primo fatto del Fatto è che in quindici giorni di vita il giornale che state leggendo ha venduto, in media, circa centomila copie e non è mai sceso sotto quota 80mila. In più vanno considerati i 36mila abbonamenti, di cui 13 mila postali e 23 mila via internet. Ricordiamo che nel conto economico della società editrice la nostra linea di galleggiamento è stata fissata intorno alle 10-12mila copie. Sono numeri che, naturalmente, ci danno entusiasmo ma da leggere con estrema prudenza (continua)

da Il Fatto Quotidiano n°17 dell'11 ottobre 2009

Primi piani e sfondi

Conto alla rovescia mortale su Facebook


Qualcosa che non va deve pur esserci, se la gente ormai si rifiuta anche solo di acquistare un quotidiano prima di andare al lavoro, se una volta arrivati a casa si preferisce seguire un cartone animato piuttosto che ascoltare gli ultimi assurdi fatti di cronaca. Stamattina, come sono ormai solita fare da anni, ho acceso il mio notebook e, dopo aver letto la posta, mi sono decisa a sfogliare virtualmente un po’ di giornali. Tra un titolo e l’altro, ecco l’assurda e dolorosa notizia del giorno: un giovane, un ragazzino di appena 15 anni si è “ucciso su Facebook”. Sì, proprio su Facebook. L’atto finale del folle gesto è stato prendere una corda ed impiccarsi, ma già da diversi giorni l’adolescente segnava sulla propria bacheca la conta dei giorni che l’avrebbero poi portato a compiere il folle gesto. Il fatto è accaduto a Torre del Greco, nel napoletano (continua)

di
Maria Elena Fazio Per BlogSicilia è tutto, a voi la linea.



Leggere riflessioni

E' vero, dobbiamo stare attenti a chi imbarchiamo


Paolo Flores d’Arcais, prima su Micromega e poi con una intervista a Il Fatto, ha posto la questione dell’identità dell’Italia dei Valori e più ancora della qualità della sua classe dirigente. In particolare D’Arcais – dopo aver dato atto del brillante risultato ottenuto da Idv alle ultime elezioni europee (8% dei voti validi) e dopo aver esaminato nome per nome la classe dirigente di Idv distribuita sul territorio – ha segnalato una marcata dissonanza fra le nobili battaglie portate avanti a livello nazionale (e anche internazionale grazie alle magnifiche candidature proposte per le elezioni europee 2009) e taluni eletti o amministratori di Idv che fanno politica a livello territoriale (continua)

da Il Fatto Quotidiano n°13 del 7 ottobre 2009 Articoli | Antonio Di Pietro


Quando l'abito fa "cantar messa"

sabato 31 ottobre 2009

Fini si dissocia e difende Consulta e Quirinale


Berlusconi ha dichiarato guerra alla democrazia liberale. Questo, e nulla di meno, rappresenta l’insieme di ingiurie che ha vomitato, prima a caldo e poi a freddo, contro la Corte Costituzionale, cioè il supremo arbitro della legalità repubblicana (e contro il presidente Napolitano). Se Obama si permettesse contro la Corte Suprema anche un decimo delle volgarità berlusconiane, l’impeachment scatterebbe dopo cinque minuti, richiesto a gran voce da maggioranza e opposizione e dal coro indignato dei media. La democrazia liberale, infatti, a differenza di quella giacobina, si basa sul “governo limitato”, cioè su un esecutivo che non può mai esondare i limiti della Costituzione, quale che sia il consenso popolare di cui gode. E l’argine contro ogni tentazione dispotica è appunto la Corte Suprema, la Corte Costituzionale, la sua autonomia e superiorità rispetto al governo (continua)

L’attacco Finale di Paolo Flores d’Arcais (Il Fatto Quotidiano n°14 del 9 ottobre 2009)

domenica 18 ottobre 2009

Dinamica

Biografia


Gesindel, Hansel Gretel. Storico. Nato a Monaco il 7.3.1918 da poverissima famiglia. Autodidatta. Lavorò prima come aiuto-sguattero poi come cameriere nelle più note birrerie della sua città natale. Chiamato alle armi nel 1939, combatté in Russia guadagnandosi i gradi di sergente. Tornato in patria divenne pompiere e fotografo dilettante. Pubblicò (1946) un libro di versi “Radfahren” (Pedalare). Nel 1948 la sua attenzione venne attirata da una foto pubblicata su Life, dove si vedeva il generale Patton sconvolto dalla vista delle cataste di cadaveri in un campo di concentramento tedesco. Il suo occhio esercitato notò una incongruità d’ombre e subito nacque in lui il sospetto di un fotomontaggio (
continua)

Andrea Camilleri (Favole del tramonto - 2000 - Edizioni dell’Altana)

sabato 10 ottobre 2009

Immagini distorte



Ecco perché il lodo Alfano è stato dichiarato illegittimo - Articoli 3 e 138, cosa prevedono


MILANO - Il lodo Alfano è stato dichiarato illegittimo perchè viola l'articolo 3 e 138 della Costituzione. L'articolo 3 stabilisce che «tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese». L'articolo 138 stabilisce che «le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione. Le leggi stesse sono sottoposte a 'referendum' popolare quando entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque consigli regionali. La legge sottoposta a 'referendum' non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi. Non si fa luogo a 'referendum' se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza dei due terzi dei suoi componenti».

martedì 6 ottobre 2009

Il Che a La Paz

GESU’ ERA FIGLIO UNICO


C’è una perdita che non può essere compensata

Una destinazione che non può essere raggiunta
Una luce che non troverai in un altro viso
Un mare la cui vastità non può essere abbracciata

Gesù baciò le mani di sua madre
e sussurrò “Madre, ferma le tue lacrime
e ricorda che l’anima dell’universo
ha voluto un mondo ed esso è comparso" (continua)

Bruce Springsteen JESUS WAS A ONLY SON

La bimba e il cane

I DUE CANI

Un tale che aveva due cani ne addestrò uno alla caccia e allevò l’altro per guardia della casa. Quando poi il primo, andando a caccia, prendeva della selvaggina, ne gettava una parte anche all’altro. Allora il can da caccia, sdegnato, cominciò ad insultare il compagno, perché lui andava fuori, sobbarcandosi a continue fatiche, mentre l’altro godeva il frutto del suo lavoro, senza far nulla. Il cane domestico gli rispose: “Non con me devi prendertela, ma col nostro padrone, che mi ha insegnato, non a lavorare, bensì a sfruttare il lavoro altrui”.
Così non si possono biasimare i fanciulli pigri, quando li rende tali l’educazione dei loro genitori.
Esopo (Favole)

Arrivi e partenze

Cosa vuol dire libertà di stampa


MOLTI si chiederanno come sia possibile che in Italia si manifesti per la libertà di stampa. Da noi non è compromessa come in Cina, a Cuba, in Birmania o in Iran. Ma oggi manifestare o alzare la propria voce in nome della libertà di stampa, vuol dire altro. Libertà di poter fare il proprio lavoro senza essere attaccati sul piano personale, senza un clima di minaccia. E persino senza che ogni opinione venga ridotta a semplice presa di parte, come fossimo in una guerra dove è impossibile ragionare oltre una logica di schieramento. Oggi, chiunque decida di prendere una posizione sa che potrà avere contro non un'opinione opposta, ma una campagna che mira al discredito totale di chi la esprime. E persino coloro che hanno firmato un appello per la libertà di informazione devono mettere in conto che già soltanto questo gesto potrebbe avere ripercussioni. Qualsiasi voce critica sa di potersi aspettare ritorsioni. Libertà di stampa significa libertà di non avere la vita distrutta, di non dover dare le dimissioni, di non veder da un giorno all'altro troncato un percorso professionale per un atto di parola (continua)

Roberto Saviano (La Repubblica - 2 ottobre 2009)

Testimonial

De Magistris: "Io, sconfitto dalla mafia di stato"


Signor Presidente, scrivo questa lettera a Lei soprattutto nella Sua qualità di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura. E’ una lettera che non avrei mai voluto scrivere. E’ uno scritto che evidenzia quanto sia grave e serio lo stato di salute della democrazia nella nostra amata Italia.
E’ una lettera con la quale Le comunico, formalmente, le mie dimissioni dall’Ordine Giudiziario. Lei non può nemmeno lontanamente immaginare quanto dolorosa sia per me tale decisione. Sebbene l’Italia sia una Repubblica fondata sul lavoro – come recita l’art. 1 della Costituzione – non sono molti quelli che possono fare il lavoro che hanno sognato; tanti il lavoro non lo hanno, molti sono precari, altri hanno dovuto piegare la schiena al potente di turno per ottenere un posto per vivere, altri vengono licenziati come scarti sociali, tanti altri ancora sono cassintegrati. Ebbene, io ho avuto la fortuna di fare il magistrato, il mestiere che avevo sognato fin dal momento in cui mi iscrissi alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università “Federico II” di Napoli, luogo storico della cultura giuridica. La magistratura ce l’ho nel mio sangue, provengo da quattro generazioni di magistrati (continua)

Luigi de Magistris Roma, 28 settembre 2009 - Il Fatto Quotidiano

Evo Presidente 2006

Non bisognerebbe mai dimenticare che quando parliamo del fascismo parliamo di noi.


Siamo l’unico paese moderno in cui un sistema politico, il fascismo, dato per morto e sepolto il 25 aprile 1945, ha visto tornare al governo nel 1994 un partito neo o postfascista che ne ha ereditato direttamente idee, costume, forme. Qualcosa di molto diverso dai movimenti di estrema destra del resto d’Europa, degli Stati Uniti, dei paesi ex comunisti. Fascismo perenne comparso in Italia nel 1919 e continuato per settantasei lunghissimi anni, rimasto come brace sotto la cenere anche nei giorni della sconfitta e dell’esecrazione (continua)


Giorgio Bocca ("Il filo nero" - 1995 - Mondadori)


...... che palle ......

TUTTA COLPA DI POMPILIO NUMA


Gentile elettore, che con lungimiranza mi hai eletto presidente del consiglio, devo comunicarti che l'attuazione del programma sotto il ministero del controllo dell'attuazione del programma e grazie all'impegno della commissione interministeriale della verifica del controllo dell'attuazione del programma, è a buon punto. Purtroppo, per ragioni indipendenti dalla nostra volontà, non potremo abbassare subito le tasse. I precedenti governi comunisti mi avevano nascosto un buco di settantamila miliardi. Me ne sono accorto entrando a Palazzo Chigi, la voragine era abilmente nascosta sotto un tappeto e per poco non ci cadevo dentro (continua)


Stefano Benni ("I nuovi manuali di storia" - ed. 27 giugno 2001)


Pompelmi

RIDEREMO DI TUTTO QUESTO


E rideremo di tutto questo...

Della tua disperazione e delle tue lacrime noi rideremo.
Di come ora ti abbandoni sulla mia spalla e piangi,
dei tuoi "Qualcuno può aiutarmi?",
noi rideremo! Si! Rideremo insieme di tutto questo,
di come ora ti mordi le labbra e invochi la morte,
di come le tue mani tremano quando dici:
"Non ce la faccio ad andare avanti"...
Rideremo della tua fragilità e
dei tuoi nervi di carta, dei tuoi sogni infranti...
di una "gioventù sprecata"
e di una "vecchiaia" precoce
ma immatura.
Dei tuoi capelli strappati,
di questi occhi accecati dalle lacrime quando parli di lei,
fuggita via colla tua macchina,
incinta dell'uomo che ti ha svaligiato la casa.
Rideremo di tutto:
delle cambiali e del libro nero,
del licenziamento e dell'avviso di garanzia.
Credimi, amico mio, noi ce ne ricorderemo insieme...
ci ricorderemo di tutto e ne rideremo!
Ma non ora.
Perché questo è il momento di uscirne fuori
e andare ad affrontare il futuro.
Perché ora, finché non te ne vai...
io e lui non possiamo ridere.

Corrado Guzzanti (Il libro de Kipli)

Carni in vendita

L'importante è che il cavallo o la cavalla nominati senatori non prendano la parola per raccontare come sono andati i fatti.


IL PROBLEMA per una volta non era Santoro. E nemmeno Travaglio. Il problema era lei, Patrizia D'Addario. Una che il presidente del Consiglio può portare a letto, ma un presentatore non può invitare in tv per farla parlare. Berlusconi era "profondamente indignato", perché "la tv pubblica non deve dare spazio a certi personaggi". Al massimo, si può pensare di candidarli al Parlamento europeo, come lui aveva progettato di fare, prima di essere fermato da Veronica Lario. Sembra una canzone di Fabrizio De Andrè, questa storia della prostituta cercata di notte e ripudiata alla luce dei riflettori. Santoro non trova un politico di centrodestra disponibile a frequentare la stessa trasmissione inquinata da "quella là". Eppure nessuno di loro s'è mai sentito in imbarazzo a presentarsi nelle liste elettorali accanto a Patrizia e le altre (continua)

Curzio Maltese (La Repubblica - 2 ottobre 2009)

Pecore traghettate

Scudi fiscali dal mondo: ecco quello che non ci dicono

In questi giorni c’è un continuo via vai di politici, per lo più del centrodestra, che d’innanzi ad ogni telecamera e giornalista munito di microfono ripetono copiosamente come automi la frase più in voga della settimana in merito all’imminente approvazione dello scudo fiscale: «Lo fanno in tutto il mondo». Un’affermazione questa che potrebbe entrare facilmente nella lunga lista delle false verità che il cittadino italiano deve sorbirsi da anni, ma anche se realmente tutto il mondo facesse una cosa simile, la scusa del “così fan tutti” non è una prospettiva di governo. Come già spiegato precedentemente (1 e 2) la legge che si applicherà in Italia sarà ben diversa da quella degli altri paesi. Uno dei punti cardine è l’aliquota che il contribuente e di conseguenza ex evasore dovrà pagare allo stato.

Italia America Inghilterra Francia Germania
5% 49% 44% 15-20% 25%

In parole povere, per fare un esempio (continua)

Simone Pomi ("Diritto di critica" - 1 ottobre 2009)

Fotografia a un deserto di sale

Scudo fiscale, gli assenti in aula - Promemoria per le prossime elezioni politiche e la scelta dei "nominati"


Lo scudo fiscale è diventato legge con venti voti di scarto tra maggioranza e opposizioni. Tra queste ultime sono stati 29 gli assenti. Tolti i deputati in missione, nel gruppo Idv c'era un assente (pari al 3,8%), nel gruppo Pd 22 (10,6%) e nel gruppo Udc 6 (16,2%). Nel Pdl gli assenti erano 31 (11,5%) , nella Lega 4 (6,6%). Nel voto finale i sì sono stati 270, i no 250.
LA LISTA - Tra gli assenti (continua)

Corriere della Sera del 02 ottobre 2009


Uccello in mano

Un pupazzo di neve sulla spiaggia


Caro diario. Domani partiamo per le vacanze. Mio padre mi ha preso da parte e mi ha spiegato che ho già tredici anni, sono una ragazzina intelligente e dovrò fare vacanze intelligenti. Non dovrò portarmi dietro la bambola e l'orsacchiotto Paco, perché non devo dipendere da niente. Anche lui, ha detto, lascerà a casa due dei suoi cinque telefonini. Ci serve proprio un po' di svago e di vita sana. Abbiamo passato un bruttissimo inverno. La mia città ha tre volte il tasso di polveri e benzene consentito. Ma una volta al mese fanno la domenica ecologica, chiudono il centro e ci danno il permesso di girare tutti insieme in bicicletta, così possiamo respirare tutta la merda in una volta e il giorno dopo le macchine hanno un po' di aria pulita da inquinare nuovamente. Per via di questo inverno un po' impestato il mio fratellino Luigino ha avuto tredici virus con quarantadue di febbre (continua)


Stefano Benni (pubblicato nel 2000)

Donna col cappello

Tg3, via libera al cambio: La Berlinguer direttrice


La tempra della nuova direttrice del Tg3 è in­dubbiamente forte, tenace, deci­sa. Anche negli inviti. Nel di­cembre 2008 Berlusconi chiese ai suoi di non partecipare più al­le trasmissioni Rai, accusata (ie­ri come oggi) di essere anti-cen­trodestra. Ignazio La Russa ac­cettò invece un invito a Primo piano di Bianca Berlinguer. Il Cavaliere si arrabbiò e lo chia­mò la mattina presto. La Russa: «Non potevo dire di no a Bian­ca Berlinguer....». E Berlusconi: «E tu dici no al presidente del Consiglio!». Fu galanteria larus­siana o timore per le vivaci rea­zioni della signora di fronte a un no dell’ultimo momento? Vai a sapere (continua)

Paolo Conti (Corriere della Sera - 01 ottobre 2009)

Libertà e catene

SICILCASSA, MANETTE E FAVORI


PALERMO - Una grande banca siciliana si era messa al servizio di potenti imprenditori, faceva business per favorire gruppi al di sotto di ogni sospetto, c' erano clienti specialissimi che solo grazie a certe operazioni potevano sanare debiti miliardari. Quali clienti? Ad esempio un uomo d' affari catanese che era in ottimi rapporti con il boss Nitto Santapaola. Una brutta storia - ed è solo l' inizio - ha investito il vertice della Sicilcassa. E' uno scandalo intorno a palazzi comprati e venduti, uno scandalo che sembra proprio l' apertura di una colossale inchiesta giudiziaria su tutti gli "affari" del secondo istituto di credito dell' isola (continua)

ATTILIO BOLZONI - Repubblica — 06 ottobre 1994 pagina 49 sezione: ECONOMIA

sabato 26 settembre 2009

Sguardi

Per sopravvivere bisogna essere un minuto in anticipo rispetto alle cose che accadono.


"Improvvisamente si era sentita sola su quei rami, in mezzo alle foglie leggere che mandavano un odore amaro e selvatico. Aveva smesso di mangiare ed era scoppiata a piangere. Per calmare i singhiozzi si era sfidata ad issarsi più in alto, sempre più in alto, reggendosi in bilico su rami sottili e oscillanti. Non era stata la scalata alla cima del ciliegio che l'aveva consolata, però, bensì la vista di un merlo che si era posato su un ramo poco distante da lei e aveva preso a contemplarla con curiosità (continua)

Dacia Maraini (Il treno dell'ultima notte - 2008 - Rizzoli)

Belvedere

Bologna


Vado in piazza dice il cittadino. Ed è inteso che parte per il centro, dove c'è il Palazzo del Podestà, quello dei Notai, quello dove fu tenuto prigioniero re Enzo, la fontana del Nettuno e San Petronio, il tempio dedicato al protettore. Bologna è stata chiamata in tanti modi: la dotta, per via dell'università, la grassa, per la cucina, la galante, perché ci si trovarono bene tutti i viaggiatori, come Boccaccio, o il dissoluto marchese di Sade, e gli studenti che vi arrivano da ogni parte (continua)

Enzo Biagi (I come italiani - 1993 - Rizzoli)


Racconti pittorici

Fai la presentazione di tuo padre


Mio padre fa il cartunaio, va a prendere i cartoni alla notte. Qualche volta l'accompagno anch'io, e andiamo col furgoncino. Mio padre non so quanti hanni ha, però non è troppo vecchio: un poco è anche giovane! Lui di mattina fa un altro mestiere, e poi si anitira il pomeriggio; dorme un po', magnia, e poi esce la notte a fare i cartoni. Mio padre non è tanto vecchio, però è zelluso, tiene il mellone in testa.1 La domenica ci porta alla messa, e ci vuole bene (continua)

Marcello D'Orta (IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO - 1990 - Sessanta temi di bambini napoletani)


Luce

Re sole


"Oggi ho incontrato una mia amica, insegnante di italiano, all'intervallo, nel corridoio della scuola, la quale mi ha detto: Ho appena spiegato ai miei studenti Luigi XIV e come lui abbia spostato la sede del potere da Parigi a Versailles (.....Egli calcolò che spendendo la maggior parte dell'anno tra le feste della sua corte, sotto il suo diretto controllo, essi non si sarebbero curati dei loro affari politici e non avrebbero tramato opposizioni contro la Corona (continua)


Pubblicato dal blog: la signora in rosso

Luci dall'alto

IL CIGNO E IL SUO PADRONE


Dicono che i cigni si mettano a cantare al momento della morte. A un tale capitò di veder messo in vendita un cigno e, sentendo che era un uccello dal canto dolcissimo, lo acquistò. Un giorno che aveva ospiti a tavola andò ad invitarlo perché cantasse alla fine del banchetto, ma in quell’occasione il cigno rimase zitto (continua)


(Esopo (Favole)

Le tre civette

Indagato Letta da 10 mesi. E nessuno ne parla


Sono almeno sei mesi che giornali e tv evitano di raccontare che Gianni Letta è sotto inchiesta. Nonostante le carte circolino nelle redazioni dei maggiori quotidiani e delle agenzie di stampa, nessun direttore ha pubblicato le intercettazioni che raccontano come le emergenze sono state usate per fare affari e favori. Letta è considerato l’uomo del dialogo e soprattutto il sottosegretario con cui gli editori hanno trattato e tratteranno gli aiuti alla stampa in crisi. L’unica testata che ha offerto una panoramica dell’indagine è stato il mensile campano “La voce delle voci”. Le agenzie di stampa si sono occupate della faccenda solo il 29 aprile per comunicare, su input della Procura di Roma, che i pm avevano chiesto l’archiviazione di Letta. Ma non hanno spiegato per quali reati fosse indagato e oltretutto hanno diffuso una notizia monca. Letta è stato scagionato dall’accusa di associazione a delinquere, ma rimane indagato per abuso, turbativa d’asta e truffa. Su queste ipotesi di reato, si è svolto un surreale ping pong tra le Procure di Roma e Potenza, dove entrambe sostenevano la competenza dell’altra e non volevano occuparsi di lui. Alla fine ci ha pensato la Cassazione, che ha spedito tutto a Lagonegro (continua)


di Peter Gomez e Marco Lillo (da Il Fatto Quotidiano, n°1 - 23 settembre 2009)


Giochi proibiti

Dimmi chi frequenti e ti dirò chi sei


In base a un’analisi della rete telematica di amicizie si può scoprire anche orientamento sessuale di un utente.


Con il grande boom di Facebook e compagni la protezione dei propri dati sensibili è diventata pressoché impossibile. Se è vero che il numero degli appassionati che vive in stretta simbiosi con i social network cresce incessantemente e non ha alcun timore di raccontare al mondo intero buona parte della propria giornata, c’è anche chi si dedica alla gestione delle proprie amicizie in rete solo per puro svago e potrebbe avere qualche obiezione nel vedere esposti alla mercé di sconosciuti gli aspetti più privati della propria esistenza. Soprattutto se questi vengono estorsi inconsapevolmente attraverso l’uso, sempre più frequente, dei cosiddetti software di data mining (continua)

Simone D’Ambrosio (Corriere della Sera - 21 settembre 2009)


.. se mai leggerai qui, sappi che ti amerò x sempre ..

"Falsi i ricordi sotto tortura Il cervello va in corto circuito"


Che le confessioni estorte sotto tortura non fossero del tutto attendibili, lo si sospettava anche ai tempi della Santa Inquisizione. I prigionieri, sottoposti a tecniche di interrogatorio dolorosissime, pur di uscire da quella situazione erano pronti a giurare il falso. E anche un intelletto saldo come quello di Galileo Galilei abiurò le sue scoperte per sfuggire alle grinfie dei torturatori. La novità è che questo meccanismo di difesa non sarebbe volontario, ma inconscio, frutto di un vero e proprio "corto circuito" del cervello (continua)

(La Repubblica - 21 settembre 2009)

Effetti di luce

Petra Reski: “Santa Mafia”


"Sono Petra Reski, ho scritto il libro: “Santa Mafia”, che è uscito in Italia nella casa editrice Nuovi Mondi. Sono molto contenta che sia uscito in Italia, però sono altrettanto amareggiata per il fatto che la prima reazione è stata una minaccia di una querela di Marcello Dell’Utri. Sono riusciti, in Germania, a censurare il mio libro alcuni protagonisti che non volevano essere nominati nel libro e, quando questi personaggi hanno ottenuto questa censura è stata, per me un’esperienza molto umiliante: essere lì, in presenza di questi protagonisti in Tribunale e essere derisa dal giudice non è una cosa semplice da digerire. In Germania, quando il libro è uscito (continua)

Postato il 23 Settembre 2009 sul blog di Beppe Grillo

L'attore invisibile

Il delirio della legge


Dell'Utri e la lettera di Provenzano a Berlusconi
- Buongiorno a tutti, ci sono stati da poco i funerali dei nostri caduti nella guerra dell’Afghanistan, personalmente, per quello che può valere, mi associo al lutto. Vorrei anche associarmi al lutto di tutti gli afgani che sono stati uccisi in questi anni dalle truppe di occupazione militare americane, inglesi, italiane etc. etc., dei quali invece ci dimentichiamo sempre: non esistono morti più morti degli altri, ma sicuramente le morti più ingiustificate sono proprio quelle degli afgani che, in Afghanistan, sono a casa loro, mentre, purtroppo, noi siamo a casa di altri (continua)


Marco Travaglio (21 settembre 2009, in Passaparola)

Vie d'uscita

Ecco come si formano i ricordi - Il momento fermato da una foto

FOTOGRAFARE i ricordi, immortalare con un'immagine il meccanismo neuronale che si ripete tutte le volte che il nostro cervello immagazzina un dato e lo mette nel database della memoria: ci sono riusciti gli scienziati del Montreal Neurological Institute and Hospital in tandem con i colleghi della McGill University e della University of California di Los Angeles. Hanno catturato il momento in cui si compie il meccanismo di traduzione della proteina responsabile della formazione della memoria a lungo termine (continua)

Sara Ficocelli (La Repubblica - 25 giugno 2009)

Opacità

Paese ad mafiam

Testo:
"Buongiorno a tutti, la settimana scorsa si è celebrato a Palermo l’anniversario della strage di Capaci (23 maggio 1992), solita sfilata di politici, c’era persino Schifani, c’era persino il Ministro Alfano, tutti impegnati a parole, a cominciare dal capo dello Stato, a non abbassare la guardia, a promettere lotta dura senza paura a Cosa Nostra. Curiosamente qualche giorno prima due giornali, La Stampa e Il Corriere, avevano riportato le dichiarazioni di Giovanni Brusca, che è l’uomo che azionò il telecomando nella strage di Capaci che poi confessò, che poi aiutò i magistrati a scoprire i responsabili diretti e mandanti diretti di quella strage insieme a altri pentiti. Quindi è stato sempre ritenuto estremamente credibile sulle vicende di mafia (continua)

Marco Travaglio (Passaparola - 1 giugno 2009)

Legge di natura

Il cammello vanitoso


C’era, nel deserto, un cammello che si cridìva il più di tutto: il più maestoso, il più elegante, il più resistente. Un giorno che stava a taliàrsi ammirato nell’acqua di un’oasi, gli apparve allato il Tentatore.
“Quanto sei bello! Quanto sei forte! Peccato che. “
“Peccato che cosa? - spiò prioccupato il cammello (continua)

Andrea Camilleri (Favole del tramonto - Edizioni dell’Altana, 2000)

SCO.... fino a -5

E Santoro porta la D'Addario in tv

Ci voleva Annozero per far cadere la censura televisiva su Silvio Berlusconi e alcuni suoi intimi, da Vittorio Feltri a Patrizia D'Addario. Milioni di spettatori hanno potuto finalmente vedere il premier alle prese con una domanda vera sui suoi scandali, rivolta guarda caso da un giornalista spagnolo. Nella versione integrale, mai trasmessa dai telegiornali, con la partecipazione speciale di un esterrefatto Zapatero (continua)

Curzio Maltese (La Repubblica - 25 settembre 2009)

Effusioni

Ecco il "Sex calculator" milioni di amanti indiretti


Altro che vita sessuale morigerata. A farvi spalancare gli occhi ci pensa la Lloydspharmacy, una catena di farmacie britannica, che ha messo on line il "Sex calculator". Inserendo i vostri dati, in questo caso molto personali, avrete in pochi secondi una stima di quanti partner indiretti avete avuto. Il numero a sei o sette cifre potrebbe stupirvi. Un metodo di forte impatto per far capire i rischi che si corrono sotto le coperte se non si è protetti. "Quando dormiamo con qualcuno - spiega Clare Kerr, responsabile della salute sessuale per Lloydspharmacy - non lo stiamo facendo solo con lui o lei, ma anche con tutti i suoi partner precedenti, i loro rispettivi compagni, e così via. E' importante che le persone capiscano quanto sono esposte alle malattie sessualmente trasmesse e prendano le opportune precauzioni, dal preservativo ai controlli periodici". Come funziona (continua)

LARA GUSATTO (La Repubblica - 24 settembre 2009)