giovedì 23 giugno 2016

Comunicato


Comunicato per chi segue:

Informo che èer problemi gestionali il presente blog non viene più aggiornato ma le pubblicazioni e l'attività di recenzione di articoli, documenti, curiosità, video e varie continua nel suo blog speculare


 al quale si rimanda.

Essec

mercoledì 6 gennaio 2016

When you seen all these strars (Quando hai visto tutte queste stelle .....)


La fine del "posto"


Le accanite diatribe di questi giorni sull’abolizione dell’art.18 inducono nell’osservatore spassionato due ordini di considerazioni apparentemente conflittuali. Da una parte, non c’è dubbio che stiamo assistendo al paradosso di un governo “di sinistra” impegnato a perseguire, nella regolamentazione del lavoro, il progetto  liberista tipico del più classico capitalismo. La cosiddetta “flessibilità” – nome nobile per definire la precarietà - è, infatti, in buona sostanza, la rinunzia a garantire la certezza del posto di lavoro e la consegna senza riserve del destino del lavoratore nelle mani dell’imprenditore (continua)

Giuseppe Savagnone (tuttavia.eu/leggi-i-chiaroscuri)

 

L'occhio di Dio


I ROTTAMATORI E I CIPPUTIANI


I manganelli della polizia sugli operai di Terni gettano una ulteriore manciata di sale su una ferita non facilmente rimarginabile — ammesso che alle parti interessi rimarginarla. Quella aperta dal duro contenzioso, verbale e dunque politico, tra il Pd di governo e i sindacati, ovvero tra la nuova configurazione (almeno in senso cronologico) della sinistra italiana e le sue radici profonde (continua)


Amaro Averna


Tiki Taka e Unione Bancaria


Si chiude una settimana horribilis, iniziata con una manovra finanziaria restituita al mittente e reinviata a Bruxelles con una ulteriore zavorra di oltre quattro miliardi di euro. Domenica scorsa, poi, all'ora da sempre dedicata alla canonica benedizione urbi et orbi, si apprende che nove banche italiane sulle quindici che hanno partecipato agli esami di ammissione europea non hanno superato la prova. Ieri infine dal Capo dello Stato abbiamo appreso che la mafia ricatto' lo Stato. Lacrime di coccodrillo, recriminazioni, accuse di complotti orchestrati dai poteri forti, denunce di gare falsate a nostro danno sono la reazione disordinata ed ipocrita che abbiamo messo in scena a livello istituzionale e internazionale (continua)

 “Sbankor”


Resti di murales


FORTUNA CHE ERA INUTILE - La Triade dello Stato sapeva del ricatto: poi il governo sbracò.


Chissà che cosa scriverà, ora, chi aveva teorizzato che la testimonianza di Napolitano era inutile, superflua, un pretestuoso accanimento dei pm di Palermo a caccia di vendette per il conflitto di attribuzioni, un pretesto per “mascariare” il presidente della Repubblica agli occhi degli italiani e del mondo intero, per trascinarlo nel fango della trattativa Stato-mafia, per spettacolarizzare mediaticamente un processo già morto in partenza sul piano del diritto, naturalmente per violare le sue prerogative autoimmunitarie, e altre scemenze. Quel che è accaduto ieri nella vecchia Sala Oscura del Quirinale è la smentita più plateale (continua)



Leone di legno


CACCIARI: “MATTEO ABBATTE I SIMBOLI DELLA SOCIALDEMOCRAZIA PER SEDURRE IL CENTRODESTRA”


«Non c’è nulla di casuale, nulla di improvvisato, nell’attacco di Matteo Renzi al posto fisso e all’articolo 18. Lui sta abbattendo i simboli della sinistra socialdemocratica per penetrare nel centrodestra con il progetto del Partito della Nazione. E’ un piano lucidissimo ». Non è per niente stupito, Massimo Cacciari, della durezza dello scontro che si è acceso nel Pd (continua)



martedì 5 gennaio 2016

Passaggi


PER CHI SUONA LA FANFANA


L’aretina Maria Elena Boschi ha confessato in tv di preferire il concittadino Fanfani all’icona rossa Berlinguer per ragioni territoriali. La motivazione è risibile: come se una milanese di sinistra dichiarasse di prediligere Salvini a Che Guevara perché il primo è di Milano. Ovviamente Fanfani non è Salvini e la Boschi non è milanese: resta da capire se sia di sinistra (continua)


Trofeo canino


INTELLETTUALI DEI SUOI STIVALI: MATTEO COME CRAXI


A Matteo Renzi non piacciono i pensierosi, i lumaconi, i logorroici, i patiti dell’inchiostro. È il dubbio il suo vero nemico. Potesse, lo farebbe a fette come usa con la finocchiona. Pane e salame e gnam! “Gli intellettuali sono come quei pensionati che stanno lì a osservare il cantiere appena aperto e a mugugnare: non ce la si fa”. “Intellettuali dei miei stivali!” imprecò Bettino Craxi e fu il timbro della sua marcia, il valore della rottura, il segno che i tempi erano definitivamente cambiati. Due giorni fa Matteo ha ritwittato. Tale e quale (continua)


 
 

Cianografie


Stress da test o test da stress?


Tanto tuonò che piovve. E non è stata pioggerellina di marzo, ma bomba d'acqua inattesa per molti, anche se non per tutti. Al di là delle rassicurazioni un po' scontate sulla solidità del sistema rilasciate dall'industria e dai suoi vigilanti appena pubblicati i tanto attesi risultati della Bce sulle banche del continente, accompagnate da molto italiche lamentazioni sulla severità delle prove e sui "favoritismi" di cui avrebbero goduto i sistemi di altri paesi, siamo a fare i conti con i nostri guai bancari: dalle AQR agli stress test il sistema bancario italiano si dimostra il peggiore di Europa (continua)

"Sbankor"


Visioni riflesse


Il ri-partito della nazione


Matteo Renzi, nella vecchia stazione della Leopolda, è ri-partito. Anche se non si è mai fermato, fino ad oggi. Non è nel suo stile, nel suo temperamento. Ma ha chiarito meglio a quale "partito" guardi. Il PdR, il Partito di Renzi, è, appunto, un "ri-partito". Un partito in continua ri-definizione, riguardo a obiettivi, parole d'ordine, riferimenti sociali. In continua ri-partenza, verso nuove stazioni (continua)


Dettagli


I reati di opinione l'intolleranza a volte si veste da democrazia

 
Chi segue questa rubrica sa che io mi batto da anni contro i reati di opinione che sono in gran parte un retaggio del Codice fascista di Alfredo Rocco. In una democrazia i reati di opinione non dovrebbero avere diritto di cittadinanza.
Adesso Francesco Storace è a processo per 'vilipendio del Capo dello Stato' avendo definito 'indegno', a suo tempo, il comportamento di Giorgio Napolitano . In seguito il leader della Destra si è scusato con il Presidente che l'ha 'perdonato' (continua)