sabato 13 giugno 2009

TRA MAFIA E DEMOCRAZIA, TRA OPPRESSORI E OPPRESSI, TU, CHIESA, DA CHE PARTE STAI?

Il dio dei mafiosi e dei dittatori

Affronterò i temi oggetto del dibattito a partire da una breve nota autobiografica. Sino all'età di quarant'anni circa, il mio rapporto con la religione ed il cattolicesimo è stato quello tipico dell'italiano medio, cioè assolutamente non problematico. In Italia, tranne poche minoranze, si è cattolici non per scelta ma per destino culturale. Si nasce e si muore senza interrogarsi quasi mai sui temi della religione. Si attraversa un'esistenza scandita dal succedersi di riti - battesimi, matrimoni, comunioni, funerali - dei quali si è smarrito il senso. Riti che in fondo sembrano servire a tenerci compagnia, a non sentirci soli nella vita. Ho preso a riflettere su questi temi quando, appunto verso i quarant'anni, ho iniziato a frequentare per motivi professionali gli assassini. Quando a volte mi chiedono: "chi frequenti"? Io sono solito rispondere: "frequento assassini e complici di assassini" (continua)


di Roberto Scarpinato [1]

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