martedì 29 dicembre 2009

Barcelona 2009

Racconta come hai trascorso le vacanze di Natale


Io non vedevo l'ora che arrivavano le feste di Natale, non cela facevo più. Avevo studiato troppo, anche se non andavo tanto bene lo stesso a scuola, e non cela facevo più che finiva la scuola e incominciavano le feste di Natale.
A Natale era bellissimo, la cosa più bella del mondo, io vorrei che non finisse mai Natale, tanto che è bello.
Il giorno prima era arrivato Michele che fa il carabbiniere a Milano e lo conosce tutto il vico da quando era piccirillo. Lui è salito e mamma scendeva. Poi è sceso pure mio padre, e pure il nonno e tutti lo abbracciavano per mezzo alle scale. Michele piangeva, mia madre piangeva, mio padre rideva. Io pure lo volevo abbracciare, ma tutti quanti in mezzo alle scale non ci capavamo.1
Poi lui è salito, e tutti sono saliti e io pure sono salito, anche se non ero sceso tanto (continua)

Marcello D'Orta (Io Speriamo Che Me La Cavo)

Barcelona 2009

L'OMOSESSUALITA' E' UN ABOMINIO, perchè a dirlo è la BIBBIA (Levetico, 18,22)


Tempo fa un NOTO RELIGIOSO, dalle onde radio di Radio Maria, ha risposto ad un ascoltatore che l'OMOSESSUALITA' E' UN ABOMINIO, perchè a dirlo è la BIBBIA (Levetico, 18,22). Un ABOMINIO CHE NON PUO' ESSERE TOLLERATO IN NESSUN CASO. Dieci giorni dopo quello stesso ascoltatore ha scritto questa lettera al NOTO RELIGIOSO...

Lettera del 16 maggio 2009


"Caro sacerdote, le scrivo per ringraziarla del suo lavoro educativo sulle leggi del Signore.

Ho imparato davvero molto dal suo programma, e ho cercato di condividere tale conoscenza con più persone possibile.

Adesso, quando qualcuno tenta di difendere lo stile di vita omosessuale, gli ricordo semplicemente che nel Levitico 18:22 si afferma che ciò è un abominio. Fine della discussione.

Però, avrei bisogno di alcun consigli da lei, a riguardo di altre leggi specifiche e come applicarle.

- Vorrei vendere mia figlia come schiava, come prevede Esodo 21:7. Quale pensa sarebbe un buon prezzo di vendita? (continua)


Barcelona 2009

QUESTIONE DI RAZZA


- Che cane buffo! E dove l' hai trovato? -
Er vecchio me rispose: -é brutto assai,
ma nun me lascia mai: s' é affezzionato.
L' unica compagnia che m' é rimasta,
fra tanti amichi, é ' sto lupetto nero:
nun é de razza, é vero,
ma m' é fedele e basta.
Io nun faccio questioni de colore:
l' azzioni bone e belle
vengheno su dar core
sotto qualunque pelle.

Trilussa

Barcelona 2009

BUONE FESTE... in prosa!


Vito Petrarolo ha inviato un messaggio ai membri di Appassionati di fotografia.

"Un rabbino parlava col Signore dell'Inferno e del Paradiso.
Il Signore disse: «Ti mostrerò l'Inferno», e lo condusse in una stanza nel cui centro c'era una enorme tavola rotonda.
Le persone che vi erano sedute erano affamate e disperate.
Al centro della tavola c'era un a enorme pentola piena di stufato, abbastanza per tutti.
Il profumo era delizioso e al rabbino venne l'acquolina in bocca.
I commensali avevano a disposizione cucchiai con manici lunghissimi, con i quali era possibile raggiungere comodamente lo stufato, ma il manico del cucchiaio era troppo lungo e nessuno riusciva a mettersi un boccone nella pancia..
Il rabbino vide quanto fosse terribile la sofferenza dei commensali.
«Ora ti mostrerò il Paradiso», disse il Signore, e lo portò in un'altra stanza esattamente uguale alla prima.
C'era la stessa enorme tavola rotonda e lo stesso pentolone di stufato.
I commensali, come i precedenti, avevano identici cucchiai dal lunghissimo manico, ma qui erano ben nutriti e paffuti, ridevano e parlavano.
Dapprima il rabbino non capiva, allora il Signore «E' semplice –disse- vedi, hanno imparato a nutrirsi l'un l'altro.»"

No B Day

LE PAROLE VILI E SCIAGURATE DELL’ON. CICCHITTO


Facendosi vilmente scudo dell’immunità di casta, l’on. Cicchitto ha accusato Marco Travaglio, uno dei rari giornalisti-giornalisti ancora in piedi in questo paese, di essere un “terrorista mediatico”, e uno dei mandanti morali, insieme a “Il Fatto Quotidiano” e l’intero gruppo Repubblica-Espresso, dell’aggressione di uno psicolabile a Berlusconi.

Con queste ignobili accuse il disonorevole Cicchitto ha fatto compiere alla maggioranza del malgoverno un ulteriore passo nell’imbarbarimento della lotta politica e nella campagna di odio contro la Costituzione repubblicana, le sue istituzioni, i cittadini che la difendono.
Se ci abbassassimo alla mostruosa illogica del disonorevole Cicchitto, dovremmo accusarlo di “terrorismo parlamentare”. Cosa che non faremo. Il suo è solo piduismo, dispiegato e di regime.
Siamo certi che chi nella maggioranza ha ancora un residuo di rispetto per i valori della democrazia liberale stigmatizzerà “senza se e senza ma” l’inqualificabile gesto che ha disonorato il parlamento italiano. Il resto è complicità.

Paolo Flores d'Arcais

No B Day

Il sistema elettorale italiano


Il sistema elettorale vigente oggi in Italia, può definirsi sistema misto con caratteristiche differenti per l’elezione della Camera dei deputati e per il Senato della Repubblica. Per quanto concerne l’elezione della Camera dei deputati, il nostro territorio nazionale è diviso in 26 circoscrizioni elettorali proporzionali; il 75% dei seggi (475) è assegnato a singoli candidati nei collegi uninominali, il restante 25% (155) è attribuito in modo proporzionale alle liste concorrenti nella stessa circoscrizione, la distribuzione dei seggi è proporzionale ad eccezione della Valle d’Aosta che può eleggere un solo deputato con sistema maggioritario. Il voto per la Camera è a turno unico con due schede distinte, una per l’elezione del candidato nel collegio uninominale, la seconda in relazione alla lista nella circoscrizione con metodo proporzionale; l’elettore può votare in modo disgiunto senza poter indicare, però, la sua preferenza nella lista circoscrizionale poiché essa è bloccata; in ciascun collegio uninominale è eletto il candidato che ottiene il numero più alto di voti mentre per la conquista del seggio è necessaria la maggioranza relativa dei voti. Il calcolo della quota proporzionale avviene su collegio unico nazionale, con la clausola che i partiti superino il 4% dei voti validi sul totale delle circoscrizioni. Stabilite le liste ammesse alla ripartizione proporzionale (continua)

fonti: Italian Bloggers e Sky Life

No B Day

"Meno male che Silvio c'è"


Probabilmente
questa notizia, in una nazione democratica normale, sarebbe stata talmente forte da risultare ancora più violenta della statuina del Duomo scaraventata sugli zigomi del Premier. Ma si sa, l’Italia è un paese dove l’informazione è semi-libera e i nostri politici semi-democratici. Con un comunicato stampa datato 15 dicembre, i giovani del PDL di Treviso han pensato bene di “sperimentare” le brezza dei politici di professione rilasciando una dichiarazione che, per contenuti e forma, sembra ricordare i bei tempi che furono sotto il regime totalitarista di Benito Mussolini (continua)

Diego Tomasoni 18 dicembre 2009 (Diritto di critica)



No B Day

Nuova gaffe di Berlusconi: manda disegnini di slip femminili ai leader UE durante un vertice


Il Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi ha scandalizzato i leader UE durante un vertice tenutosi venerdì scorso mostrando loro disegnini di biancheria intima femminile delle varie epoche storiche.

Ha passato in giro i suoi scarabocchi di mutandoni vittoriani e tanga durante il meeting di Bruxelles, mentre i leader discutevano di questioni relative al cambiamento climatico. Il suo volgare scherzetto ha provocato risatine in alcuni, ma indignazione in altri, che gli hanno restituito subito i disegni.

Tra i leader europei presenti si contavano Gordon Brown, la cancelliera Angela Merkel, il presidente francese Nicolas Sarkozy, il Primo Ministro irlandese Brian Cowen e il Ministro degli Esteri europeo Cathy Ashton. Pare che i disegnini spinti siano giunti anche al tavolo di Gordon Brown, che però sembra averli ignorati.

Berlusconi, 73 anni, ha cominciato a scarabocchiare mentre gli altri leader discutevano dell’opportunità di ampliare i fondi destinati alle nazioni più povere, per aiutarle a contrastare gli effetti del cambiamento climatico (continua)

Simon Walters

[Articolo originale "Berlusconi's new bloomer as he sends EU leaders doodles of women's knickers at summit " di Simon Walters]


No B Day

Il più amato dagli italiani


Berlusconi va sconfitto alle urne
- E’ stato un atto di violenza, la vista di una persona con la faccia fracassata e insanguinata è una vista, per quanto mi riguarda e spero anche per voi, disgustosa e preoccupante, non c’entra niente quello che si pensa del Presidente del Consiglio, non è quella la fine politica che gli può augurare una persona sana di mente e, una persona sana di mente, ovviamente si augura che Berlusconi venga sconfitto dai cittadini nelle urne...
.. che Berlusconi venga processato e, se ha commesso dei reati, condannato e se viene condannato che sconti la pena, ma non è quella faccia insanguinata e devastata l’approdo che qualcuno deve cercare. Infatti chi ha provocato quella scena è un pazzo, è uno psicolabile che, purtroppo, è in cura in un centro di igiene mentale o come diavolo si chiamano adesso, al Policlinico di Milano, da una decina di anni. Non è uno stupido, abbiamo visto che ha fatto anche degli allestimenti artistici di un certo rilievo, è uno squilibrato e quindi ogni tanto sbrocca (continua)

Marco Travaglio (Passaparola 14.12.2009)

martedì 22 dicembre 2009

L'Italia HA BISOGNO di ............

Capre


E giusto dire ai figli: Imparate le lingue!

Si farà l'Europa e guai a chi non sarà in grado di farsi capire.

Rowohlt, un importante editore tedesco, ha pubblicato uno svelto volumetto, Sprachbuch Italien, di rapida consultazione e aggiornatissimo sull’evoluzione che ha subìto, in tempi anche recenti, il dolce idioma.

Già i risguardi dell'operetta annunciano il tono realistico e disinvolto del libro dovuto alla collaborazione di quattro specialisti: ecco una rapida scelta delle frasi ritenute, suppongo, di uso comune: Non te la prendere, Mi prendi per il culo?, Guarda che sono cazzi acidi, Ho i coglioni pieni, Tu sei fuori di testa, Hai avuto un colpo di culo, Cornuto, non mi prendere in giro, E’ stupendo, Vedete di andarvene affanculo, Porca miseria, Che tenerezza.

Gli autori conoscono bene la materia e vogliono soccorrere lo straniero che capita nel Paese dove fioriscono i limoni: sciopero, si dice: Streik; alla faccia tua: Dir zum trotz; imprecare: Fluchen; fregarsene: Auf etwas pfei fen; incazzarsi: Sich rgern; cavolate: Dummheit; fidanzata: Verlobte; pomiciare: Knutschen; la cazzata: Bl dheit)); vaffanculo è un po' complicato: Lech mich am Ar sch, zieh' Leine; mentre pisciare è elementare: Pissen, semplicemente.

Naturalmente nel luogo adeguato: cesso: Klo, e magari dopo essersi fatto uno spinello: Joint.

E tanto facile capirsi.


Enzo Biagi (I come italiani)


domenica 22 novembre 2009

Bagheria: Villa Cattolica

La dissoluzione del regime


Guido Buffarini Guidi, che per anni è stato il vero ministro degli Interni, esce, la sera del 25 luglio, quando si ignora la sorte di Mussolini, in questa amara profezia: «La rivoluzione fascista finisce nella più stretta legalità, nessuno farà un gesto per salvarla». I gesti sono pochi, il più disperato è quello di Morgagni, il direttore della «Stefani», l'agenzia ufficiale d'informazioni. Si uccide dopo aver scritto a Mussolini: «L'esasperante dolore di italiano e di fascista mi ha vinto [...]. Da più di trenta anni tu, Duce, hai avuto tutta la mia fedeltà. La mia vita era tua. Ti domando perdono se sparisco». Un fascista si uccide, altri resistono con le armi agli arresti, casi isolati che la censura di Badoglio nasconde accuratamente; ma la guardia armata del regime, la Milizia volontaria sicurezza nazionale, passa agli ordini del generale badogliano Armellini e il fascismo come regime si dissolve (continua)

Giorgio Bocca (La repubblica di Mussolini -
Arnoldo Mondadori Editore - 1994)



XV Maratona di Palermo 2009

ESTERNAZIONE


Molti lo trovano ridicolo,

trovano i suoi scatti d'ira
impulsivi e irragionevoli.
Molti trovano patetico che si sia fatto
strumentalizzare dall'opposizione,
strumentalizzare dalla lega e dai missini,
dato in pasto alla stampa per affondare il suo stesso partito...
Molti ancora trovano ridicole le sue morbosità
per i carabinieri e per la televisione...
Altri, infine, trovano pietose le sue risse con i giudici,
stonate le liti con l'opposizione,
comica la minaccia dei misteriosi dossier...
non dico che abbiano torto:
forse sarà un presidente emotivo;
forse sarà un presidente stravagante e bilioso;
forse ingenuo.
Ma è il mio presidente; e mi levo il cappello quando rido!

Corrado Guzzanti (Il libro de Kipli)

XV Maratona di Palermo 2009

Berluschino il breve

Testo:

Buongiorno a tutti. Credo che, a furia di sentir parlare di processo breve e di leggere l’espressione processo breve sui giornali, la gente non abbia ancora ben capito di che cosa stiamo parlando: Berlusconi è un pubblicitario, è laureato in pubblicità con una tesi sulla pubblicità, ha sempre fatto pubblicità soprattutto a sé stesso e quindi, su quel versante, è bravo, è l’unico versante nel quale eccelle.

La legge sul processo morto - Conseguentemente è sempre riuscito a inventarsi degli slogan che funzionano, come il processo breve: in realtà bisogna chiamarlo con il suo nome, il processo che esce da questa cosiddetta riforma della giustizia, bisognerebbe cominciare a chiamarlo il processo morto, perché il processo non diminuirà neanche di un minuto nella durata media, ma anzi, semmai questa legge, creando più aspettativa di impunità con l’istituto nuovo della prescrizione del processo, anziché della prescrizione del reato, sarà un incentivo agli Avvocati difensori per allungare ulteriormente il brodo e puntare alla prescrizione del processo (continua)

Convertitevi alla massima

Primarie Partito Democratico 2009: La mozione Franceschini


La terza parola è UGUAGLIANZA
. Uguaglianza è stata la parola forte dei grandi movimenti riformisti del secolo scorso. Qualcuno pensa che sia caduta in "disuso" e superata. Ma non è così. E' una parola moderna, centrale nel mondo globalizzato. Un mondo in cui senza gli anticorpi della politica le disuguaglianze sono destinate ad aumentare drammaticamente, dentro i paesi e tra i paesi del mondo. Uguaglianza non come appiattimento delle differenze ma come valorizzazione delle diverse capacità delle persone, come uguaglianza delle opportunità, da sostenere non solo nelle condizioni di partenza ma nel corso della vita di ciascuno. L'Italia ha purtroppo un primato negativo: ha visto crescere le diseguaglianze tra i redditi, ha visto aumentare le distanze tra pezzi del suo territorio. Ha permesso il persistere di vaste sacche di povertà, specie nel mezzogiorno. Ha registrato un blocco dell'ascensore sociale che ostacola la possibilità delle persone di sviluppare le proprie capacità. Sono queste le diseguaglianze che sottraggono ai nostri giovani le aspettative dei coetanei di altri paesi europei, che impediscono al figlio dell'operaio di avere le stesse opportunità nella sua vita del figlio del notaio. Noi vogliamo cambiare questo destino che la destra ritiene inevitabile. Vogliamo invertire la tendenza partendo da proposte immediate (continua)

Dario Franceschini (Corriere della Sera - 19 ottobre 2009)

Talebani

Oltre ogni limite


Noi speriamo che qualcuno lassù – Montecitorio, il Quirinale – sia stato avvertito della protesta che sale nel paese. Una tempesta di messaggi che intasano Internet e i pochi giornali di opposizione. Tutti dicono la stessa cosa: basta, è stato superato il limite. Basta con l’ennesimo provvedimento ad personam, il diciannovesimo in quindici anni. Basta con i trucchi e con il ricorso a tutti i possibili imbrogli legislativi per consentire l’impunità di un premier che se ne frega di tutto e di tutti (continua)

Il Fatto Quotidiano | Antonio Padellaro da Il Fatto Quotidiano n°45 del 13 novembre 2009


Santa Flavia: Cupola Chiesa Madre



DISEGNO DI LEGGE: Misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi


Schema di disegno di legge contenente misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi, in attuazione dell’articolo 111 della Costituzione e dell’articolo 6 della Convenzione europea sui diritti dell’uomo.

DISEGNO DI LEGGE d'iniziativa dei sen. GASPARRI, QUAGLIARIELLO, BRICOLO, TOFANI, CASOLI, BIANCONI, IZZO, CENTARO, LONGO, ALLEGRINI, BALBONI, BENEDETTI, VALENTINI, DELOGU, GALLONE, MAZZATORTA, MUGNAI, VALENTINO

Articolo 1
(Modifiche alla legge 24 marzo 2001, n. 89)
1. All’articolo 2 della legge 24 marzo 2001, n. 89, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, le parole “Chi ha subito” sono sostituite dalle seguenti: “In attuazione dell’articolo 111, secondo comma, della Costituzione, la parte che ha subito”;
b) al comma 3, la lettera b) è abrogata;
c) dopo il comma 3, sono aggiunti i seguenti: (continua)

Roma, Senato della Repubblica, 12 novembre 2009


L'ombra che cammina

I PACIFISTI ARMATI


NEW DELHI -
venerdi , 29 maggio 1998 - Quarantasei gradi e mezzo all'ombra. Il caldo è soffocante. Il condizionatore d'aria non funziona perché da giorni l'elettricità va e viene. Apro il rubinetto dell'acqua, sperando di rinfrescarmi sotto la doccia, ma dopo un promettente gorgogliare d'aria, non esce nulla. Cerco di telefonare all'amministratore del mio condominio, ma il telefono è muto (continua)

Tiziano Terzani

Santa Flavia: Villa Filangeri

Lo Struzzo Caimano


Brutta bestia, l’invidia. E anche la cattiva coscienza. Il mese scorso Francesco Piccolo, bravo scrittore e sceneggiatore nonché autore Einaudi, stroncava sull’Unità il Quaderno di José Saramago, rifiutato dalla mondadoriana Einaudi perché parla male di Berlusconi e pubblicato da Bollati Boringhieri (gruppo Garzanti). Ora, a stroncare Saramago provvede sul Sole 24 Ore un altro autore Einaudi, lo storico torinese Sergio Luzzatto (continua)

Articoli | Marco Travaglio da Il Fatto Quotidiano del 18 novembre 2009

XV Maratona di Palermo 2009


Il cacciatore sfortunato


- Prendi il fucile, Giuseppe, prendi il fucile e vai a caccia, - disse una mattina al suo figliolo quella donna. - Domani tua sorella si sposa e vuol mangiare polenta e lepre.
Giuseppe prese il fucile e andò a caccia. Vide subito una lepre che balzava da una siepe e correva in un campo. Puntò il fucile, prese la mira e premette il grilletto. Ma il fucile disse: Pum!, proprio con voce umana, e invece di sparar fuori la pallottola la fece cadere per terra. Giuseppe la raccattò e la guardava meravigliato. Poi osservò attentamente il fucile, e pareva proprio lo stesso di sempre, ma intanto invece di sparare aveva detto: Pum!, con una vocetta allegra e fresca. Giuseppe scrutò anche dentro la canna, ma com'era possibile, andiamo, che ci fosse nascosto qualcuno? Difatti dentro la canna non c'era niente e nessuno.
- E la mamma che vuole la lepre. E mia sorella che vuol mangiarla con la polenta... (continua)

Gianni Rodari (Favole al telefono - Einaudi Ragazzi - 1993)

Libreria Dante

Una Repubblica fondata sul ricatto

Testo:
"Buongiorno a tutti, vorrei parlarne forse per l’ultima volta, spero, forse no- se non ce ne sarà più bisogno non lo faremo, altrimenti ci ritorneremo- del caso Marrazzo, perché il caso Marrazzo non è importante soltanto per quello che è successo, ma è importante anche per quello che racconta al di fuori dei fatti avvenuti quel giorno, credo forse il 3 luglio scorso, in Via Gradoli 96. Intanto ci insegna come è importante avere dei giornali liberi e lo spiego tra un attimo, intanto ci insegna come è importante che i giornali liberi raccontino i particolari, i dettagli anche minimi di queste vicende senza il condizionamento e con grande professionalità. In terzo luogo, dimostra che non tutti quelli che sono iscritti all’ordine dei giornalisti in Italia fanno lo stesso mestiere e ancora dimostra come, in Italia, ci sia ormai da anni una centrale della diffamazione, della calunnia, del dossieraggio che, immancabilmente, si rivolge in una certa direzione, perché in quella direzione sa, oppure spera di poter trovare terreno fertile, soldi, posti, favori, in cambio di informazioni che possano sputtanare qualche avversario politico o qualche ritenuto avversario politico. Vado con ordine (continua)

Marco Travaglio (Passaparola - Blog Beppe Grillo)

Palermo: Giardino Inglese

La riforma dell'acqua su cui è stata posta la fiducia (Ddl Senato)


Il governo ha posto la fiducia sul decreto salva-infrazioni comunitarie che contiene anche la riforma dei servizi pubblici locali, compresa l'acqua. Il testo è dal 16 novembre all'esame dell'Aula della Camera dopo aver ottenuto il via libera dal Senato, ed è destinato a scadere il 25 novembre. Il decreto, approvato in prima lettura dal Senato, contiene l'attuazione di una serie di obblighi già giunti in scadenza per il ritardo o il non corretto recepimento della normativa comunitaria nell'ordinamento italiano (continua)


Ddl Senato - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, recante disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e per l'esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee (testo)

Oggi al Cine Marconi: This is it

Turbolenze italiote: "Palazzo Chigi - Dopo la riunione di governo i chiarimenti"


Non c'era bisogno che parlasse, infatti non ha parlato. Ma l'immagine che Berlusconi ha offerto ieri in Consiglio dei ministri — lo sguardo spento, il volto sofferente, un senso di estraniamento durante tutta la riunione — rendeva l'idea del distacco del premier. Il premier aveva lasciato fuori da Palazzo Chigi i timori di quello che considera il «nuovo complotto» ordito contro di lui dalla magistratura, le tensioni familiari che «mi stanno togliendo il sonno», e l'ira verso Fini con cui si è consumato un altro strappo. Era presente, ma era come se non ci fosse, assorto fino a dare l'impressione di essersi assopito, apriva gli occhi solo quando i ministri riempivano la stanza con urla e parole grosse. Le mani sul viso o tra i capelli, solo in un'occasione ha dato voce al proprio fastidio: «Dài, rinviamo. Se c’è un problema si risolve la prossima volta» (continua)

Francesco Verderami (Corriere della Sera - 13 novembre 2009)



Bibite e gelati

LA BUGIA DEL DENARO FACILE


Il caso Parmalat getta una luce spietata su un sistema malato, scrive il corrispondente di Le Monde A dieci anni di distanza, i contribuenti francesi continuano a pagare di tasca loro gli errori del Crédit Lyonnais. E tra gli intellettuali parigini infuria il dibattito sul “declino della Francia”. Tutto questo induce l’osservatore francese a considerare con umiltà la situazione italiana e gli conferisce anche una certa competenza. L’Italia è realmente una grande Parmalat, un paese al tramonto, come suggerisce l’analisi – brillante ma molto pessimista – di Beppe Grillo? Il caso Parmalat – eccezionale per la sua ampiezza e rocambolesco per i dettagli svelati un giorno dopo l’altro – getta una luce spietata su un’epoca, un sistema, una società, proprio come ha fatto lo scandalo del Crédit Lyonnais sulla Francia degli anni ottanta e novanta. Manie di grandezza (continua)

Jean-Jacques Bozonnet, Le Monde

domenica 1 novembre 2009

Fonte di luce

L’altalena


Luigi cercava sempre di scansare viaggi in aeroplano. In volo, stava molto a disagio e non poteva manco attenuare il nirbùso col fumo perché sulle rotte nazionali la sigaretta era proibita. Per tornare da Torino a Roma, quel giorno, dovette assoggettarsi alla situazione: i ferrovieri avevano proclamato uno sciopero. Luigi si riempì le sacchette di caramelle, s’accattò un romanzo giallo e acchianò a bordo. L’aereo partì preciso, la giornata era chiara, atterrò con cinque minuti d’anticipo. Luigi non aveva bagagli, solo un borsone a mano (continua)

Andrea Camilleri (Favole del tramonto - 2000 - Edizioni dell’Altana)

Monumento funebre a Guttuso (Bagheria)

Requiem per la politica, il cantautore siciliano e i “rincoglioniti” al governo: INNERES AUGE


Franco Battiato
è molto diverso da come lo immagini. Allegro, scherzoso, spiritoso, talora persino un po’ cazzone. Forse perché, con la sua cultura sterminata e la sua pace interiore, se lo può permettere. Un uomo, però, armato di un’intransigenza assoluta, di un’insofferenza antropologica per le cose che non gli piacciono. E’ appena tornato da due concerti trionfali a Los Angeles e New York e ancora combatte il jet-lag nella sua casa di Milo (Catania). Parliamo del suo ultimo pezzo-invettiva “Inneres Auge”, già anticipato sulla rete: uno dei due singoli inediti che impreziosiscono l’album antologico in uscita il 13 novembre (“Inneres Auge - Il tutto è più della somma delle sue parti”). Una splendida invettiva che si avventa sugli scandali berlusconiani e sulla metà d’Italia che vi assiste indifferente e imbelle, con parole definitive: “Uno dice: che male c’è a organizzare feste private con delle belle ragazze per allietare Primari e Servitori dello Stato? Non ci siamo capiti: e perché mai dovremmo pagare anche gli extra a dei rincoglioniti…” (continua)

Marco Travaglio (da Il Fatto Quotidiano n°33 del 30 ottobre 2009)

Panni stesi ad asciugare

Sic Trans Gloria Marrazzo


Testo:

"Buongiorno a tutti. Vorrei partire da una cosa che accadde 15 anni fa, esattamente 15 anni fa, nel novembre del 1994: Berlusconi aveva appena ricevuto il suo primo invito a comparire, quello famoso del 21 novembre, quando lui stava a Napoli a inaugurare un convegno internazionale sulla criminalità e il pool di Milano, credendolo già a Roma, gli mandò i Carabinieri a Palazzo Chigi per notificargli quest’invito a comparire, in cui gli si contestavano tre tangenti della Fininvest alla Guardia di Finanza. L’invito a comparire era una convocazione dell’allora e anche oggi Presidente del Consiglio per un interrogatorio e conseguentemente il pool di Milano - Borrelli, D’Ambrosio, Di Pietro, Davigo, Colombo, Greco - stava organizzando l’interrogatorio, che era piuttosto complesso in quanto avrebbe dovuto avvenire contestualmente in due stanze, con due personaggi diversi; da una parte avrebbero dovuto interrogare Berlusconi e, contemporaneamente, in un’altra stanza del Palazzo di Giustizia dovevano sentire l’Avvocato Berruti, consulente della Fininvest, che era stato sorpreso a inquinare le prove dell’indagine sulle tangenti Fininvest alla Guardia di Finanza e (continua)

Marco Travaglio (Passaparola - Postato il 26 Ottobre 2009)

Misure di autodifesa

...l'odio è un legame tra un individuo ed un altro. E’ quindi simile all'amore e, in quanto tale, altrettanto intenso...


ANDREOLI
: Oggi parleremo dell'odio, un sentimento che sia nell'individuo,sia nelle società modifica il comportamento e porta ad azioni estreme. Guardiamo la scheda.
PRIMO LEVI: Non sono facile all'odio: lo ritengo un sentimento animalesco e rozzo e preferisco che le mie azioni e i miei pensieri, nel limite del possibile, nascano dalla ragione. Per questo motivo non ho mai coltivato l'odio come desiderio primitivo di rivalsa, di sofferenza inflitta al mio nemico vero o presunto, di vendetta privata. Devo aggiungere che, per quanto posso vedere, l'odio è un sentimento personale: è rivolto contro una persona, un nome o un viso. I nostri persecutori nazisti non avevano viso, né nome: erano lontani, invisibili, inaccessibili; prudentemente, il sistema nazista faceva sì che i contatti diretti fra gli schiavi e i signori fossero ridotti al minimo. Dopo la guerra, inoltre, il nazismo e il fascismo sembravano giustamente e meritatamente tornati nel nulla, svaniti come un sogno mostruoso, così come spariscono i fantasmi al canto del gallo. Come avrei potuto coltivare rancore o volere vendetta contro una schiera di fantasmi? Non molti anni dopo, l'Europa e l'Italia si sono accorte che questa era un'ingenua illusione: il fascismo era ben lontano dall'essere morto, era soltanto nascosto, stava facendo la sua muta per ricomparire in una veste nuova, un po' meno riconoscibile e un po' più rispettabile, più adatta al nuovo mondo che era uscito dalla catastrofe della Seconda Guerra Mondiale, che esso stesso aveva provocata. Devo confessare che davanti a certi visi non nuovi, a certe vecchie bugie, a certe figure in cerca di rispettabilità, a certe indulgenze e connivenze, provo la tentazione dell'odio con una certa violenza. Ma io non sono un fascista: io credo nella ragione e nella discussione come supremi strumenti di progresso, e perciò all'odio antepongo la giustizia (continua)

Vittorino Andreoli - Il Grillo (26/11/1998)

L'orso tatuato

Dove


Dove

Immobile/giaci/disteso tra la morbida seta/che si frappone tra te e le quattro pareti di legno/tua ultima ed eterna dimora./Sembri riposare/dolcemente rapito/tra le braccia di Morfeo./Attorno a te/tutto è tristezza/ed il freddo che avvolge il tuo corpo/ormai inerte/per sempre/rivela la tua assenza/definitiva./Delicatamente mi avvicino/e da ingenuo/mi domando/dove mai sarai/adesso.

Rino Porrovecchio (Fuoco di paglia)


Primi piani e sfondi

DOPO BERLUSCONI ASPETTA E SPERA


Che l’Italia non sia più berlusconiana lo scriviamo da due anni, spesso rimproverati dalla sinistra istituzionale. Ora, con l’eccezione di Giovanardi e di alcuni pastori della Sila, lo sanno tutti. L’ecumenico sorriso di Monna Lisa Prodi è giustificato, ma non deve diventare fisso, come il ghigno da piazzista del cavaliere. Perché la strada è in salita e i sondaggi mutevoli. L’Italia non è berlusconiana, ma il potere sì. E dato che questo potere non è più temperato dalle regole della democrazia, non sarà semplice scalzarlo. In ogni paese flebilmente civile chi perde quattro elezioni di fila, l’ultima con otto punti di scarto si dimette, o quanto meno presenta le dimissioni. Ma questo è un paese dove il neuropremier vittimista è stato inquisito, stralciato, prescritto, i suoi più stretti collaboratori sono stati condannati per corruzione e appoggio alla mafia, e si è fatto finta di nulla. Perciò il nanetto di minoranza vuole dimenticare in fretta la macchinazione comunista di questo voto, e si dice pronto a cambiare la Costituzione e le leggi elettorali. Lo spalleggiano Fini e Follini, giganti che in due hanno il coraggio e l’indipendenza di pensiero di mezzo doroteo anni Sessanta. E soprattutto, il cavaliere gode dell’appoggio politico e culturale di un gruppo di picciotti padani col cinque per cento dei voti e del clan dei riformisti siciliani col cento per cento dei pizzi (continua)

Stefano Benni (Il Manifesto - Venerdì 8 aprile 2005)